F1 Ferrari SF-26 GP Canada

F1, Ferrari SF-26: il lavoro incrociato tra pista e simulatore

A Fiorano non si corre per i punti, ma si lavora per recuperarli. E in questo senso, le due giornate di test Pirelli conΒ Lewis HamiltonΒ al volante della SF-26, rappresentano molto piΓΉ di una semplice sessione tecnica: sono un passaggio chiave nel percorso di crescita della Ferrari in questa fase della stagione, che intende sfruttare appieno sempre e comunque.

F1 2026: Il lavoro di Lewis

Il sette volte campione del mondo Γ¨ tornato in pista anche nella seconda giornata, dopo il lavoro giΓ  svolto ieri, quando aveva completato 142 giri per un totale di oltre 400 chilometri.Β  Una scelta, quella di confermare lo stesso pilota, voluta direttamente da Pirelli per garantire continuitΓ  nella raccolta dei dati e uniformitΓ  nelle valutazioni. Un dettaglio tutt’altro che secondario, sopratutto quando si deve lavorare su pneumatici in fase di sviluppo.

Il focus del test Γ¨ appunto sulle gomme da bagnato, con particolare attenzione alle nuove soluzioni Full Wet pensate in ottica 2027. La pista di Fiorano Γ¨ stata irrigata artificialmente per simulare condizioni costanti, evitando le variabili tipiche del meteo. Un asfalto controllato, con temperature attorno ai 20 gradi, che ha permesso di lavorare in modo sistematico sulle diverse configurazioni.

F1 Ferrari SF-26
La Ferrari SF-26 di Lewis Hamilton in pista con le gomme Pirelli 2027

Lewis ha alternato long run e prove comparative, iniziando con le Full Wet per poi passare, nella parte finale della giornata, a diverse varianti di pneumatici intermedi. Il miglior tempo, in questo contesto, ha un valore relativo: 1’01’’031. Tuttavia offre lo stesso un riferimento su cui calibrare le prestazioni. Al di lΓ  dei numeri, ciΓ² che emerge Γ¨ il metodo.

Ferrari: esami Pirelli piΓΉ improntati di quello che sembrano

Ferrari ha sfruttato questa finestra di pausa forzata per accumulare chilometri e dati, cercando di ridurre il gap evidenziato nelle prime gare stagionali.Β Non Γ¨ un caso che, mentre Lewis lavorava a Fiorano, Charles LeclercΒ fosse impegnato al simulatore. Una divisione dei compiti che riflette un approccio strutturato: da una parte lo sviluppo reale, dall’altra la correlazione virtuale.

Due mondi che devono dialogare, soprattutto in una fase in cui ogni dettaglio puΓ² fare la differenza. C’è poi un aspetto piΓΉ sottile, ma altrettanto rilevante. La scelta di affidare a Hamilton un programma cosΓ¬ intenso sui pneumatici da bagnato non Γ¨ solo tecnica. È anche una questione di sensibilitΓ . In condizioni di grip ridotto, la capacitΓ  del pilota di interpretare le reazioni della vettura diventa centrale.

F1 Ferrari SF-26
Le gomme da bagnato Pirelli nel garage di Fiorano

E sotto questo profilo, l’esperienza dell’inglese rappresenta un valore aggiunto. Ferrari, in sostanza, sta cercando di costruire un vantaggio dove possibile. Se il confronto diretto con Mercedes e gli altri top team resta complesso sul piano della prestazione pura, il lavoro su dettagli importanti, come quello sugli pneumatici, puΓ² diventare un elemento differenziante nel medio periodo.

Ogni dettaglio conta e puΓ² essere utile alla causa

Non va dimenticato, inoltre, che lo sviluppo delle gomme Γ¨ sempre piΓΉ cruciale nella Formula 1 moderna. Le strategie, la gestione del degrado, la capacitΓ  di adattarsi alle condizioni variabili: tutto passa dall’utilizzo delle gomme, dove partecipare a questo processo significa avere un ruolo nella definizione del prodotto finale. Anche per questo le giornate a Fiorano assumono un significato piΓΉ ampio.

F1 Ferrari SF-26
Lewis Hamilton si prepara a scendere in pista con la Ferrari SF-26 per i test Pirelli

Non sono semplici test, ma un investimento sul futuro. Un modo per accumulare conoscenza, migliorare la comprensione della vettura e, costruire quelle basi che possono fare la differenza quando si tornerΓ  in pista. Ferrari stia cercando di sfruttare ogni occasione per colmare il divario. Non solo con interventi isolati, ma attraverso un lavoro continuo, metodico, che coinvolge pista, simulatore e sviluppo.

D’altra parte, la Rossa si trova in una condizione in cui deve inseguire: il pacchetto di aggiornamenti per Miami Γ¨ giΓ  pronto, mentre il team sta lavorando per capire come modificare in maniera definitiva la power unit. Non si parla solo di endotermico: Ferrari vuole apportare modifiche pure all’MGU-K per migliore la gestione energetica. Insomma, nulla viene lasciato al caso.

Autore:Β Roberto Valenti

Immagini: Scuderia Ferrari