F1 Red Bull Horner

F1, Horner in Red Bull: mossa strategica se Verstappen si ritira

Dopo tre gare, il giudizio sulla F1 2026 è critico: lo spettacolo appare artefatto e penalizza il talento dei piloti, indipendentemente dall’equilibrio tra le auto. I sorpassi sono costruiti, con controsorpassi immediati, mentre anche il giro secco perde valore. In tutto questo Verstappen soffre: cosa può succedere con Max? Se parte, l’idea che Horner possa tornare in Red Bull come co-proprietario non sarebbe assurda.

F1. Sul banco degli imputati tutto il sistema F1

Vogliamo parlare dell’imbarazzante gestione della comunicazione da parte della FIA? Nel consueto onboard del poleman è stato scientificamente rimosso il tratto tra la curva Spoon e il triangolo, zona in cui il calo di potenza è stato imbarazzante. Il comunicato della FIA, al termine del terzo round della stagione, ha sottolineato l’unità di intenti tra costruttori, piloti e FOM.

Una mossa per procedere a una revisione strutturata della gestione dell’energia, sfruttando anche il mese di inattività dovuto al conflitto in Medio Oriente. Difficile che i vari team che dispongono di un vantaggio competitivo (motorizzati Mercedes) possano scendere a compromessi, a meno che ragioni di sicurezza non consentano all’organo federale di operare in autonomia.

F1 Red Bull Horner Verstappen Leclerc
Charles Leclerc (Ferrari) nel fine settimana del Gp del Giappone

A questo punto i padroni del vapore devono gettare la maschera. L’affluenza nei primi tre gran premi è stata da record. I continui avvicendamenti in pista offrono più azione in pista. Alcuni media paragonano gli attuali scambi di posizione al mitico duello Villeneuve–Pironi in quel di Digione. Ragioni che, almeno superficialmente, potrebbero bastare e avanzare per proseguire sul solco intrapreso.

C’è un piccolo problema però. A non divertirsi, oltre ai “puristi”, sono tanti piloti. Charles Leclerc non può esprimere la maestria sul giro lanciato senza rimanere a secco di energia. Mentre il campione del mondo in carica, al secolo Lando Norris, ha detto chiaro e tondo che il parere dei piloti in questa fase non è minimamente tenuto in considerazione.

Verstappen potrebbe gettare la spugna

E poi c’è Max. Il talento di Hasselt è un pesce fuor d’acqua. La Red Bull RB22 è un progetto immaturo dal punto di vista della power unit e carente sul versante aeromeccanico. Ma i mal di pancia del fuoriclasse olandese sono altri. Avrebbe oltre 70 milioni di motivi per tacere e galleggiare nel midfield, aspettando tempi migliori. Il problema è che con queste monoposto il pilota non si diverte più.

F1 Verstappen Horner Red Bull
Max Verstappen (Red Bull) nel week-end di Suzuka

Max non può fare la differenza attraverso i fondamentali di un pilota da corsa. Non è dato sapere se il figlio di Jos sarebbe così deluso se fosse al volante della Mercedes W17. Tuttavia, il fatto che possa riflettere sul ritiro dalla Formula 1 a soli 28 anni è il messaggio più potente del weekend in Giappone. E non si tratta di un ritiro dal motorsport, perché Max i intende continuare a correre dove può divertirsi.

Questo non necessariamente vincendo sempre e comunque. Il pilota più forte della griglia ha un contratto in essere con il team di Milton Keynes fino al 2028, ciononostante è verosimile che ci siano tante clausole liberatorie che lo possono svincolare in funzione dei risultati sportivi. Da qui nascono delle riflessioni interessanti da fare.

Il ritorno di Horner potrebbe sistemare le cose

Personalmente non sono affatto sorpreso dai dubbi dell’olandese. Nella controversa notte di Abu Dhabi 2021, Max Verstappen affermò di aver coronato il sogno inseguito sin da ragazzino. Quello che sarebbe successo in futuro sarebbe stato un plus. Se davvero, in questo mese di sosta, Verstappen dovesse maturare il desiderio di lasciare la massima categoria, sarebbe uno smacco senza precedenti per FIA e FOA.

Come dicono gli anglosassoni, “the show must go on”. E la Formula 1 andrà avanti anche senza l’asso olandese. La storia dello sport è folta di campioni che hanno mollato all’apice della propria carriera: Nico Rosberg, Casey Stoner, Ian Thorpe, solo per citarne alcuni. Ma nessuno ha mai mollato perché non si riconosceva nella disciplina che ha amato sin da bambino.

F1 Horner Red Bull
Christian Horner, ex team principal della Red Bull

Una cosa è certa: il destino del fuoriclasse originario di Hasselt potrebbe avere effetti imprevedibili. Uno di questi è il possibile ritorno a Milton Keynes di Christian Horner. Sarebbe una pazza idea? Forse. Ma, per come si trova in questo momento la Red Bull, farebbe comodo eccome un manager del suo calibro. Non parliamo di una chimera. I detrattori interni non ci sono più.

Sebbene disponga di un grosso capitale da investire, ci sono diverse problematiche che non stanno consentendo a Christian di rientrare nel paddock. Farlo nella scuderia che ha fondato e tentare la scalata per l’acquisizione (ovviamente insieme ad altri investitori), potrebbe essere la mossa giusta per ambedue le parti: ridare una strada alla Red Bull e, per Horner, costruirsi il ruolo che ha sempre voluto.

C’è poi l’opzione Audi che a questo punto della stagione è più di un’idea: una suggestione, per il momento, che però potrebbe divenire realtà con un matrimonio di convenienza. Audi e Horner si annusano e potrebbero facilitarsi a vicenda un visione del futuro interessante. Resta da capire che tipo di contatti ci sono tra le parti e come si potrebbe sviluppare il tutto.

Autore: Roberto Cecere – @robertofunoat

Immagini: Formula 1 – Scuderia Ferrari – Red Bull