Il Gran Premio di Miami di F1 ha rappresentato un piccolo grande punto di svolta per la difficile stagione 2026 dell’Aston Martin. Per la prima volta dall’inizio del campionato, sia Fernando Alonso che Lance Stroll sono riusciti a vedere la bandiera a scacchi con entrambe le AMR26. Un traguardo all’apparenza infimo, ma che assume un valore particolare dopo un avvio segnato da pesanti critiche e continui ritiri tecnici tra Australia, Cina e Giappone.
La visione di Alonso: affidabilità ritrovata ma velocità assente
Il cuore delle difficoltà risiedeva nelle violente vibrazioni generate dalla nuova power unit Honda, un problema emerso sin dai test del Bahrain. Grazie alla pausa di cinque settimane e alla stretta collaborazione con i tecnici di Sakura, sono state implementate contromisure efficaci sul telaio e sul motore. Il lavoro svolto in Giappone ha permesso di eliminare le risonanze che danneggiavano sistematicamente le componenti interne della vettura.

O quantomeno, questo è quello che viene detto ufficialmente, ma abbiamo visto tutti Alonso alla fine delle libere fare stretching con la mano sinistra, come se fosse intorpidita. Certo è che, con entrambe le macchine al traguardo, il problema delle vibrazioni, se non sparito del tutto, si è quantomeno ridotto e non di poco.
Lo spagnolo si è mostrato insolitamente ottimista, sottolineando come la risoluzione delle vibrazioni rappresenti il progresso più significativo di questo primo scorcio stagionale. Il due volte campione del mondo ha chiuso al quindicesimo posto in Florida, ammettendo che la velocità pura resta un miraggio lontano.
Decisamente meno soddisfatto è apparso Lance Stroll, che ha concluso la gara in diciassettesima posizione lamentando una cronica mancanza di carico aerodinamico e potenza. Il canadese ha sofferto una strategia a due soste che non ha pagato, evidenziando come la AMR26 sia ancora troppo lenta rispetto alla concorrenza diretta. Sebbene abbia riconosciuto il passo avanti sull’affidabilità, la frustrazione di guidare una monoposto che fatica a uscire dai bassifondi della classifica.
Analisi Aston Martin – Honda: dalla sopravvivenza all’ottimizzazione
Dal fronte Honda, il responsabile Shintaro Orihara ha confermato che i dati raccolti a Miami convalidano l’efficacia delle soluzioni introdotte contro le rotture meccaniche. Il focus del colosso giapponese si sposterà ora verso l’ottimizzazione della gestione energetica e il miglioramento della guidabilità complessiva dell’unità motrice. Secondo il tecnico nipponico, esiste ancora un ampio margine di miglioramento per quanto riguarda l’erogazione della potenza elettrica nel corso del giro.

Mike Krack ha difeso l’operato del team, esaltando la rapidità con cui gli ingegneri hanno risolto problemi definiti come straordinari e complessi. Il lussemburhgese ha però predicato calma, riconoscendo apertamente come il divario rimanga attualmente enorme. Non si tratterà di un recupero fattibile in una sola settimana, motivo per cui la squadra non si lascerà trascinare in promesse a breve termine. La strategia rimane quella di estrarre il massimo potenziale dal pacchetto attuale prima di introdurre rivoluzioni aerodinamiche.
Aston Martin: i problemi al cambio denunciati da Alonso
Attualmente, l’Aston Martin condivide con la Cadillac il fondo della classifica costruttori, essendo le uniche due squadre ancora ferme a quota zero punti. La scelta deliberata di non portare aggiornamenti aerodinamici a Miami ha permesso di concentrarsi esclusivamente sulla base del progetto di Adrian Newey. La AMR26 viaggia ancora con ritardi prestazionali preoccupanti. La dirigenza è consapevole che senza un incremento drastico dell’efficienza aerodinamica, la zona punti resterà un obiettivo fuori portata.

La prospettiva per le prossime gare rimane dunque quella di una difficile resistenza in coda al gruppo, in attesa del pacchetto di sviluppo previsto dopo l’estate. Bisogna anche concentrarsi sui problemi avuti al cambio, come evidenziato da Alonso. La strada per l’Aston Martin è impervia, ormai questa stagione è andata a farsi benedire, ma la sensazione è che questo grave ritardo accumulato rispetto al resto della griglia sia molto complicato da colmare, anche nella prossima stagione.
Autore: Andrea Bovone
Foto: Aston Martin F1 Team – F1