F1 GP Canada Ferrari

F1, Ferrari: le due insidie che minacciano il weekend del Canada

I persistenti problemi di correlazione al simulatore complicano la delibera del setup per la Ferrari SF-26, un limite tecnico che il formato Sprint in Canada rischia di esacerbare. Come evidenziato dall’ingegnere Carlos Galbally, l’impossibilitΓ  di stravolgere l’assetto iniziale si scontra con l’incognita delle basse temperature di Montreal. La difficoltΓ  della rossa nell’attivare le mescole su un asfalto liscio potrebbe favorire le caratteristiche della Mercedes ed esporre la McLaren al costante rischio graining.

GP Canada, Ferrari: l’osservazione che la Rossa teme

Il tema della scarsa correlazione tra il simulatore Ferrari e la pista Γ¨ ormai un nodo cruciale. Il modello virtuale della SF-26 fatica a replicare fedelmente la realtΓ . Parliamo di un chiaro limite che rallenta in modo inesorabile la ricerca del setup ottimale una volta giunti in circuito. Lo scenario ideale imporrebbe di approdare alla prima sessione di prove libere con un assetto di base giΓ  solido.

Questo per potersi dedicare esclusivamente alΒ fine tuning. Un processo virtuoso che, inevitabilmente, si regge sulla qualitΓ  del lavoro preparatorio svolto nelle settimane precedenti. Il formato Sprint che sarΓ  presente per la prima volta in Canada, previsto per questo fine settimana, rappresenta un ulteriore ostacolo per la compagine di Maranello. Non puΓ² essere altrimenti.

Lo sarΓ  nel momento in cui andrΓ  a ridurre drasticamente il tempo a disposizione in pista. A confermarlo Γ¨ Carlos Galbally, ingegnere della scuderia, che sottolinea:Β “I weekend Sprint mettono sempre in evidenza quanto sia limitato il tempo di preparazione: tra l’unica sessione di prove libere e la qualifica spesso non c’Γ¨ spazio per correggere eventuali problemi importanti, ma solo per piccoli aggiustamenti”.

SF-26: l’importanza di arrivare preparati a Montreal

L’osservazione dell’ingegnere porta alla luce una dinamica spietata: scendere in pista nella prima sessione di prove libere con una delibera dell’assetto errata, in automatico significa innescare una pericolosa spirale negativa. Raddrizzare la rotta in corsa risulta un’impresa complessa. E persino un estenuante lavoro notturno al simulatore fatica a stravolgere le sorti del weekend.

BenchΓ© il sabato conceda una finestra temporale piΓΉ ampia per aggiornare i modelli matematici con la telemetria reale, riversare queste modifiche sulla vettura costringe il pilota a un repentino adattamento. Una condizione tutt’altro che ottimale, come ribadito dallo stesso Galbally. Si tratta, in sintesi, della stessa criticitΓ  emersa a Miami, dove la Ferrari si Γ¨ ritrovata a rincorrere l’assetto perfetto sin dalle prime battute.

F1 GP Canada Ferrari
Lewis Hamilton guida la Ferrari SF-26 in Florida

In Florida, complice il ritardo condiviso anche dalle scuderie rivali, i reali delta prestazionali si sono manifestati in modo lampante solo la domenica. Questa incertezza di fondo giustifica la scelta di Lewis Hamilton: il britannico ha infatti disertato le sessioni virtuali per preparare la trasferta canadese, replicando l’approccio giΓ  visto in Cina, dove ha peraltro siglato il suo primo podio vestito di rosso.

Ferrari teme le basse temperature del Canada

Per il round di Montreal sono previste temperature decisamente rigide. Era preventivato ma ora anche la stessa Ferrari ne fa parole tramite la solita preview. Senza dubbio una variabile meteorologica che giocherΓ  un ruolo determinante nella corretta attivazione delle tre mescole selezionate da Pirelli. Ancora una volta, Γ¨ Galbally a fornire una lucida analisi ingegneristica:

F1 Ferrari SF-26 GP Canada
Le due Ferrari SF-26 di Charles Leclerc Γ¨ Lewis Hamilton

Β “Le basse temperature, unite a un tracciato caratterizzato prevalentemente da curve lente, rendono difficile portare gli pneumatici nella corretta finestra di utilizzo, soprattutto in qualifica. Inoltre, con un asfalto piΓΉ liscio rispetto al passato dopo la recente riasfaltatura, c’Γ¨ il rischio di incorrere nel fenomeno del graining, in particolare con le mescole piΓΉ morbide”.

Prendo esame le parole dell’ingegnere, la combinazione tra curve a bassa percorrenza e un asfalto poco abrasivo si traduce in uno scarso trasferimento di energia meccanica verso lo pneumatico, che faticherΓ  inevitabilmente a entrare in temperatura. È proprio questo lo scenario che allarma Maranello: le analisi confermano che la SF-26 scalda presto al superficie ma immette meno energia nella carcassa della gomma.

F1 Ferrari GP Canada
La Ferrari SF-26 con a bordo Charles Leclerc

Un tratto distintivo che sul tracciato canadese potrebbe trasformarsi in un severo handicap. In una visione d’insieme, queste particolari condizioni climatiche e di aderenza potrebbero sposarsi perfettamente con le caratteristiche della Mercedes. Mentre in casa McLaren lo spauracchio principale resta l’innesco del graining, un’insidia che ha giΓ  penalizzato le monoposto color papaya nelle prime tappe stagionali.

Autori: Zander Arcari – @berrageiz 

Immagini: Scuderia Ferrari