F1 Ferrari SF-26 GP Canada

F1, GP Canada: Ferrari aggiorna il modello matematico della SF-26

Ferrari approda in Canada da terza forza, chiamata a rispondere al sorpasso prestazionale della McLaren e all’atteso step evolutivo della Mercedes. Il potenziale della SF-26 dipenderΓ  dalla tempestiva correzione delle anomalie di correlazione al simulatore e dal minimizzar il drag per mascherare i deficit della power unit. La sfida si gioca pure sul setup di compromesso, mirato a estendere la finestra di utilizzo delle gomme.

Ferrari, in attesa del motore serve piΓΉ efficacia sulla messa a punto

La Ferrari approda in Canada nel pieno di una transizione estremamente delicata. Il verdetto di Miami ha declassato la scuderia a terza forza del mondiale. Lo fatto certificando il chiaro sorpasso prestazionale da parte della McLaren. Un simile scenario impone un interrogativo ineludibile: quale sarΓ  il reale potenziale della SF-26 sui lunghi rettilinei di Montreal?

Fornire un pronostico netto risulta complesso, poichΓ© le variabili in gioco sono molteplici. È un dato di fatto incontrovertibile, perΓ², che la vettura patisca un deficit di velocitΓ  sulle rette particolarmente severo. Le analisi tecniche condotte nel corso di questi mesi evidenziano come tale scompenso sia imputabile, in percentuali distinte, tanto all’unitΓ  endotermica quanto all’efficienza nella gestione dell’energia.

F1 Ferrari GP Canada
Charles Leclerc nell’abitacolo della Ferrari SF-26

Le specifiche criticitΓ  della Ferrari sono legate alle logiche di erogazione. In tale contesto, appare evidente come il Cavallino Rampante sia costretto ad attendere il prossimo step evolutivo del propulsore, incentrato sul sistema ADUO, per poter sferrare un nuovo attacco al vertice. Come ampiamente sviscerato, la concessione della FIA rappresenta un’opportunitΓ  di riscatto imprescindibile per le sorti di Maranello.

Ferrari, la necessaria correzione nel rapporto tra pista e simulatore

Le criticitΓ , tuttavia, non si esauriscono nell’efficienza della power unit. Emerge in primis il problema legato alla correlazione. Una tematica centrale di cui forse, nel panorama attuale, si sottovaluta la reale gravitΓ . Lewis Hamilton ha affrontato l’argomento senza filtri, denunciando una marcata divergenza tra le risposte del modello virtuale e il reale comportamento in pista della monoposto.

F1 Ferrari GP Canada
Lewis Hamilton a bordo della Ferrari SF-26

Non a caso, Lewis rinuncerΓ  al consueto lavoro di preparazione al simulatore in vista della trasferta canadese. Sebbene Charles non abbia fatto eco a tale allarme, Γ¨ quantomeno logico dedurre che l’anomalia sia concreta e radicata. L’assenza di una solida correlazione costituisce un handicap severo, la cui risoluzione assume carattere d’urgenza: essa impone infatti di stornare preziose risorse dal budget cap, dirottandole dallo sviluppo fisico della vettura all’affinamento degli strumenti di simulazione.

Attualmente, le gerarchie tecniche relegano la Ferrari un gradino al di sotto di McLaren e Mercedes. È di conseguenza altamente probabile che queste due compagini continuino a recitare il ruolo di prime forze in campo, e in tal senso si cercheranno riscontri probanti già a Montreal. Occorre inoltre ponderare un ulteriore fattore: il pacchetto di aggiornamenti deliberato dal team di Brackely.

GP Canada, Ferrari: gli elementi tecnici da valutare per la F1 targata Montreal

Questi update della Mercedes dovrebbero restituire quel margine di 3 decimi palesato fino alla tappa nipponica. Si tratta di un delta prestazionale pressochΓ© certo nella sua incidenza, per quanto la sua esatta entitΓ  resti, allo stato attuale, di difficile quantificazione. Nonostante queste premesse, il lavoro di preparazione per il fine settimana procederΓ  inesorabile.

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La Ferrari SF-26 di Lewis Hamilton a Miami

La Rossa confida che l’ultimo aggiornamento del modello matematico possa finalmente ricucire lo strappo tra le simulazioni e il comportamento reale della SF-26. Considerata l’entitΓ  comunque contenuta dei distacchi al vertice, la spasmodica ricerca del setup ottimale rivestirΓ  un ruolo cardine. Il circuito intitolato a Gilles Villeneuve esige un rigoroso compromesso tecnico.

Elementi quali grip meccanico, equilibrio nelle chicane e velocitΓ  di punta dovranno centrare la perfetta equazione. Gli ingegneri di Maranello sono chiamati a deliberare una messa a punto votata a minimizzare il drag aerodinamico, nella piena consapevolezza di dover gestire la classica dinamica della coperta corta. In ottica gara, l’imperativo categorico non poi cosΓ¬ tanti segreti.

SF-26: step sulle gomme necessario

Serve estendere la permanenza della vettura all’interno della corretta finestra di sfruttamento degli pneumatici, un tema poco chiacchierato sul quale la Rossa deve migliorare e non poco. Un traguardo vincolato a una comprensione viscerale dell’auto. In tal senso Γ¨ interessante ricordare le parole di Frederic Vasseur al termine della gara di Miami.

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Lewis Hamilton (Ferrari) guida la Ferrari SF-26 al GP Di Miami

FrΓ©dΓ©ric Vasseur ha analizzato i quindici giri in testa, frangente in cui la gestione delle coperture da parte della Rossa si Γ¨ rivelata ottimale. A valle delle approfondite indagini tecniche, si riparte proprio dall’esame di queste tornate iniziali evidenziate dal team principal della Ferrari, dove la SF-26, pur su un tracciato di per sΓ© ostico in termini di efficienza energetica, ha dimostrato di poter dettare il passo.

Autori:Β Zander Arcari – @berrageiz

Immagini: Scuderia Ferrari