L’analisi sulla Ferrari fa luce sulle attuali criticitΓ : il nodo cruciale dello sviluppo non Γ¨ l’efficienza degli aggiornamenti aerodinamici, bensΓ¬ la mancanza di correlazione dei dati. Come confermato anche da Hamilton, il problema tecnico risiede nel simulatore, un difetto che costringe Maranello a erodere le risorse del budget cap per calibrare gli strumenti d’indagine anzichΓ© per velocizzare la monoposto.
L’opinione di chi conosce molto bene la Formula 1
Il team di Maranello deve trovare una pronta risoluzione al problema di correlazione tra i dati del simulatore e la pista. Ne abbiamo parlato il 7 maggio, raccontando le inquietudini di Hamilton verso il modello virtuale della Rossa che, a suo modo di vedere, non sta funzionando affatto. Al contrario, porta fuori strada il pilota britannico e non gli consente di trovare il giusto feeling con la vettura:
il rischio per il Cavallino Rampante Γ¨ quello di entrare in un loop negativo, in cui le prossime evoluzioni stagionali non troveranno un effettivo riscontro prestazionale in pista. Rob Smedley e Otmar Szafnauer ne hanno fatto parola all’interno di un podcast. Il primo vanta un lungo trascorso in Ferrari come ingegnere di pista di Felipe Massa. Conosce molto bene l’ambiente, insomma.

Szafnauer, invece, ha ricoperto il ruolo di team principal in diverse scuderie, tra cui Force India, Aston Martin e Alpine. Entrambi possiedono un’enorme esperienza nello sviluppo delle monoposto e la giusta sensibilitΓ per esaminare in maniera lucida la situazione dall’esterno. Nello specifico, l’oggetto della loro analisi Γ¨ stata l’attuale situazione della Rossa nel mondiale della F1 2026.
Un tema che abbiamo sviscerato a fondo in piΓΉ occasioni, ma che merita di essere ribadito: manca la correlazione dei dati. Si tratta di una criticitΓ rilevante, a cui gran parte della stampa non sta dando peso per nulla, preferendo concentrarsi eccessivamente sulle carenze della power unit. Un qualcosa che appare molto strano, considerando l’importanza di questo strumento.
Ferrari SF-26: i problemi di correlazione non hanno inficiato sugli aggiornamenti
Nel corso del podcast, Γ¨ stato chiesto se per la Ferrari potesse risultare deprimente introdurre un pacchetto di aggiornamenti corposo senza ottenere i riscontri auspicati. In realtΓ , come abbiamo sottolineato, a Maranello non si aspettavano un balzo in avanti clamoroso con le novitΓ portate a Miami. L’obiettivo era marginale, in quanto l’aerodinamica non rappresenta di fatto l’area piΓΉ critica della vettura.

Tuttavia l’ex ingegnere Ferrari ha fornito una risposta particolarmente interessante: βEssenzialmente si innesca un loop negativo. Inizi a chiederti: cosa abbiamo introdotto? Cosa funziona e cosa no? A quel punto devi avviare un intero processo di ingegneria inversa, ritornando in galleria del vento, e questo paralizza tutto il programma di sviluppo che avresti dovuto portare avantiβ.
Γ doveroso fare delle piccole precisazioni, perΓ², considerando che alcune dichiarazioni rischiano di essere interpretate in modo fuorviante. Ferrari non ha mai affermato che gli upgrade abbiano fallito o che non abbiano funzionato a sufficienza. Sul fronte aerodinamico, in base alle informazioni raccolte, possiamo confermare che il pacchetto sembra aver dato gli esiti previsti.

Non c’Γ¨ Γ¨ stato alcun passo indietro prestazionale e gli stessi piloti non hanno mosso critiche in tal senso. A destare maggiori preoccupazioni sono state, invece, le dichiarazioni di Lewis Hamilton: il britannico ha effettivamente sollevato il tema della correlazione, ma non sul versante aerodinamico: il problema Γ¨ legato alla preparazione del setup per il fine settimana.
Ferrari, l’allarme relativo ai prossimi aggiornamenti: vietato sbagliare
Come abbiamo giΓ avuto modo di approfondire, il britannico ha confermato una mancanza di correlazione legata al simulatore: una problematica che resta indubbiamente grave. A fare ulteriore chiarezza sulla questione Γ¨ intervenuto Szafnauer: βLe risorse sono finite, e in questo momento Ferrari sta investendo per risolvere i problemi di correlazione, non per rendere la vettura piΓΉ veloce”, sostiene Omar che poi aggiunge:

“Il motivo per cui si fa questa scelta Γ¨ semplice: senza una buona correlazione, riuscire a far andare piΓΉ veloce la macchina diventa esclusivamente una questione di fortunaβ. Lβex tecnico di Formula 1 ha toccato dei concetti nevralgici. Con un budget cap stringente, le risorse destinate agli aggiornamenti devono essere ottimizzate al massimo. Senza commettere errori.
Soffrire problemi di correlazione impone di dirottare un quantitativo extra di budget sull’affinamento degli strumenti di indagine, sottraendolo allo sviluppo puro della monoposto. D’altronde, investire quelle stesse risorse direttamente sulla vettura si rivelerebbe uno spreco, dal momento che il modello teorico dell’auto non rispecchia il comportamento reale in pista.
Il quadro generale delineato da Szafnauer e Smedley Γ¨ estremamente lucido, pur necessitando di quelle piccole precisazioni fatte in precedenza. In chiusura, Smedley ha rincarato la dose aggiungendo: βIn termini tecnici, sei fregatoβ. Ora… da quello che abbiamo capito la Rossa non Γ¨ ancora in questa situazione , sebbene si trova a dover gestire una contesto innegabilmente delicato.

Le prossime settimane saranno cruciali per il proseguo della stagione, anche tenendo presente che la strada legata agli sviluppi dell’intera stagione, come detto, dipenderΓ in toto dalla rapiditΓ con cui verranno risolti questi difetti di correlazione. BenchΓ© costituirΓ un’opportunitΓ di vitale importanza, la power unit aggiornata con l’ADUO non rappresenta l’unica soluzione.
Autore : Zander Arcari β @berrageiz
Immagini: Scuderia Ferrari