F1 GP Miami Mercedes Antonelli

F1, GP Miami: Antonelli doma la Mercedes. Russell subisce la W17

Il venerdì di Miami ha restituito una Mercedes meno dominante e più vulnerabile, almeno rispetto a quanto visto nelle prime uscite stagionali. Il risultato della Sprint Qualifying – seconda posizione con Kimi Antonelli e sesta con George Russell – racconta di una squadra ancora competitiva, ma costretta per la prima volta a inseguire sul piano della prestazione pura.

Mercedes, quanti dubbi a Miami

Il contesto era chiaro già alla vigilia. Gli aggiornamenti di McLaren e Ferrari avrebbero inevitabilmente accorciato le distanze, e la sensazione è che a Miami questo processo sia già diventato concreto. La W17 resta nel gruppo di testa, ma almeno ieri non era il riferimento netto. Ma la giornata non è iniziata nel migliore dei modi per il team di Brackley.

F1 GP Miami Antonelli Mercedes
Il piloti della Mercedes Kimi Antonelli e George Russell nell’Hard Rock Stadium

Nelle Fp1, nonostante i 90 minuti a disposizione per lavorare sulle modifiche regolamentari introdotte per questo weekend, la vettura tedesca non ha mai dato la sensazione di essere perfettamente sotto controllo. Problemi di bilanciamento e gestione dell’energia hanno accompagnato entrambe le vetture, complicando la costruzione del lavoro in vista della Sprint Qualifying.

A pesare è stato anche un imprevisto tecnico sulla monoposto di Antonelli, che gli ha impedito di completare giri con gomma Soft nella sessione di prove libere. Un limite non banale su un tracciato dove l’attivazione della mescola rappresenta un fattore determinante. Eppure, proprio da qui emerge uno degli aspetti più interessanti del venerdì Mercedes.

Kimi Antonelli ha saputo reagire. Nonostante una giornata complicata, il bolognese ha costruito una qualifica solida, chiudendo in seconda posizione. Un risultato che, al di là del piazzamento, evidenzia la capacità di adattamento del giovane talento Mercedes. “È stata una giornata difficile, ma credo che abbiamo fatto un buon lavoro nel recuperare e portare la macchina in P2”, ha spiegato.

F1 GP Miami Mercedes Antonelli
Andrea Kimi Antonelli (Mercedes) nel fine settimana di Miami

Un passaggio che sintetizza la prestazione: non dominante, ma efficace nell’ottimizzare ciò che c’era a disposizione. Interessante la sua lettura sul comportamento della W17, sottolineando come le difficoltà siano emerse soprattutto con la Medium, mentre il feeling è migliorato con la Soft. Un’indicazione importante che suggerisce una finestra di funzionamento non ancora ottimale.

Russell si fa trasportare dalla Mercedes

Se da un lato Antonelli ha limitato i danni, dall’altro Russell ha vissuto una giornata decisamente più complicata. Il sesto posto finale è il risultato di una combinazione di fattori: surriscaldamento degli pneumatici, bilanciamento instabile e difficoltà nel mettere insieme un giro pulito. George non è mai riuscito a domare la sua vettura, facendosi portare a spasso.

Era evidente come il feeling con la sua Mercedes fosse molto più basso rispetto a compagno. Situazione che anche a livello psicologico non lo aiuta affatto, tenendo presente che, in questo primo scorcio di campionato, primo gara in Australia a parte, Kimi ha dimostrato di essere molto più incisivo e gestire sempre al meglio le potenzialità della vettura.

F1 GP Miami
Lo sguardo deluso di George Russell a bordo della Mercedes W17

“Non siamo soddisfatti di come è andata oggi,ha ammesso, “abbiamo sofferto con il surriscaldamento delle gomme nel secondo settore e non siamo riusciti a trovare il giusto equilibrio”. Una dichiarazione che fotografa un problema strutturale, più che episodico.

Russell e Antonelli analizzano una giornata difficile

Il tema del tyre overheating, in particolare, rappresenta un segnale da non sottovalutare. In una Formula 1 sempre più sensibile alla gestione degli pneumatici, perdere controllo della temperatura significa compromettere l’intero giro, soprattutto su un tracciato come Miami, dove il settore centrale richiede precisione e stabilità. A completare il quadro è l’analisi di Andrew Shovlin.

L’inglese ha confermato le difficoltà incontrate dalla squadra fin dalle prime fasi della giornata. “Non siamo riusciti a partire nel modo giusto”, ha spiegato, evidenziando come la vettura non fosse nella finestra corretta già in FP1. Un aspetto che si è poi trascinato in qualifica, con una W17 descritta come “più difficile da guidare rispetto alle gare precedenti”.

F1 GP Giappone Mercedes Shovlin Antonelli
Andrew Shovlin, capo del ingegnere di pista Mercedes

Un cambiamento significativo, considerando che uno dei punti di forza della Mercedes in questo avvio di stagione era proprio la prevedibilità del comportamento della vettura. C’è poi un altro elemento che va. tenuto in stretta considerazione. Lo stesso Russell ha riconosciuto come il salto prestazionale di McLaren e Ferrari sia stato “sorprendente e impressionante”.

Una presa d’atto importante, perché segna un cambio di scenario: Mercedes non è più sola al comando, ma inserita in una lotta più equilibrata. Questo non significa che il potenziale sia venuto meno. Il passo gara, come sottolineato anche da Shovlin, è apparso più incoraggiante rispetto al giro secco. Ma il margine si è ridotto, e questo impone una maggiore precisione nell’esecuzione.

La Sprint, in questo senso, rappresenta più un’opportunità di raccolta dati che una reale occasione di rimonta. Lo stesso Russell ha ammesso di non aspettarsi grandi opportunità nei 19 giri del sabato, mentre Antonelli punta a sfruttare la gara breve per comprendere meglio il comportamento della vettura sulla distanza.

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Andrea Kimi Antonelli (Mercedes) a bordo della W17 nel fine settimana di Miami

Il vero obiettivo resta la qualifica del Gran Premio. È lì che Mercedes dovrà ritrovare quella solidità vista nelle prime gare, correggendo i problemi emersi a Miami e riportando la W17 nella sua finestra ideale. Perché il segnale del venerdì è chiaro: la concorrenza è tornata. E per restare davanti, ora servirà qualcosa in più.

Autore: Roberto Valenti

Immagini: Scuderia Ferrari