Il primo vero banco di prova del nuovo pacchetto McLaren in F1 è arrivato nel momento più delicato del weekend: la Sprint Qualifying di Miami. E la risposta, almeno sul giro secco, è stata chiara. La MCL40 aggiornata ha mostrato subito segnali concreti di crescita, riportando la squadra di Woking al centro della scena in una fase della stagione in cui servivano risposte immediate.
McLaren subito in palla con la MCL40 versione Miami
Dopo quasi un mese senza attività in pista, il ritorno della Formula 1 ha coinciso con l’introduzione delle prime modifiche regolamentari del 2026 e con una finestra di lavoro particolarmente limitata. I 90 minuti di FP1 rappresentavano l’unico momento per raccogliere dati reali prima della qualifica Sprint. In questo contesto, McLaren ha scelto di presentare un pacchetto evolutivo completo.
Interventi su brake ducts, pance e inlet, fondo e ala posteriore. Un insieme di modifiche che, per natura, richiede tempo per essere compreso fino in fondo. Eppure, già dai primi riscontri, qualcosa è cambiato. Nel lavoro del venerdì, sia Lando Norris che Oscar Piastri hanno completato 35 giri ciascuno, alternando mescole Soft e Hard per costruire una base dati utile.

Ma è nella Sprint Qualifying che il potenziale della vettura ha iniziato a emergere con maggiore evidenza. Norris ha aperto la sessione con un segnale forte, chiudendo la SQ1 al comando con gomma Media. Un dato interessante, perché conferma come la vettura riesca a generare grip e prestazione anche con una mescola meno performante rispetto alla Soft.
Piastri si è mantenuto nelle posizioni di vertice, segno di una competitività diffusa su entrambe le vetture. La vera conferma è arrivata in SQ3. Con pista in evoluzione e tutti i piloti su gomma Soft, Norris ha costruito un giro pulito e incisivo con un tempo di. 1:27.869 e conquistando la Sprint Pole. Piastri ha chiuso in terza posizione con 1:28.108, completando un risultato che certifica il passo avanti del team.
Norris e Piastri felici dei passi in avanti
Al di là della prestazione pura, è la qualità del giro a colpire. Norris ha trovato subito fiducia nella vettura, un elemento che nelle prime gare era mancato. “Dal primo giro ho sentito che avevamo fatto un passo avanti. C’era fiducia e cercavo di spingere per sfruttare il potenziale”. Una dichiarazione che va letta anche in chiave tecnica: significa che il bilanciamento della MCL40 è diventato più prevedibile.

Non meno significativa la lettura di Piastri, che ha confermato come il risultato non sia frutto di circostanze favorevoli: “Non siamo stati fortunati, il potenziale c’è”. Un passaggio che sottolinea come il pacchetto introdotto a Miami abbia realmente migliorato la base tecnica della vettura. All’interno di tale scenario resta comunque un elemento da considerare.
La Sprint Qualifying, per sua natura, offre una fotografia parziale. Il giro secco premia l’efficienza aerodinamica, la capacità di attivare rapidamente gli pneumatici e la gestione dell’energia ibrida, in questo caso del motore Mercedes. Tuttavia non restituisce indicazioni complete sul passo gara. Ed è proprio su questo aspetto che McLaren mantiene un approccio prudente.
Lo stesso Norris ha evidenziato come le incognite restino numerose: “Sappiamo che ci sono ancora molte variabili, soprattutto sul passo gara”. Un punto centrale, perché nelle prime uscite stagionali la MCL40 aveva mostrato limiti proprio nella gestione della distanza.

Un altro aspetto interessante riguarda il lavoro svolto nel periodo di pausa. Il tempo trascorso a Woking, con un intenso utilizzo del simulatore, sembra aver contribuito a migliorare la comprensione della vettura e, soprattutto, l’estrazione di performance dalla power unit. Un’area su cui il team aveva mostrato margini di crescita e che a Miami ha iniziato a dare riscontri più concreti.
Grande equilibrio con Mercedes e Ferrari
Nel confronto con la concorrenza, il quadro appare più equilibrato rispetto alle prime gare. Ferrari si è dimostrata competitiva nel corso della giornata (benché sul più bello sia crollata con le gomme), mentre Mercedes, pur restando un riferimento, non ha mostrato lo stesso dominio visto in precedenza. In questo contesto, la McLaren si inserisce nuovamente nella lotta di vertice, almeno sul giro secco.
Il dato più importante, però, è un altro. Per la prima volta in questa stagione, la squadra ha la sensazione di aver imboccato la direzione giusta. Non una soluzione definitiva, ma un passo nella giusta direzione. E in un campionato così serrato, spesso è proprio questo a fare la differenza. Tutto questo potendo contare sulla spinta del propulsore più efficiente del lotto.

Miami, quindi, rappresenta più di una buona qualifica. È un segnale. La conferma che il lavoro svolto a Woking sta iniziando a tradursi in prestazione reale. Ora resta da capire se questo progresso potrà essere consolidato anche sulla distanza. Perché, come sempre, il sabato può raccontare una storia. Ma è la gara a scrivere il verdetto.
Autore: Roberto Valenti
Immagini: Scuderia Ferrari