McLaren è stata la terza forza del mondiale di F1 nei primi tre appuntamenti stagionali. Da Miami punta a compiere un deciso passo in avanti, superare Ferrari e avvicinarsi a Mercedes. C’erano due criticità di fondo da risolvere: una certa tendenza al graining e il livello di grip espresso in curva. Con gli aggiornamenti sviluppati dai tecnici guidati da Rob Marshall, in Florida ci si attende lo step necessario per entrare nella battaglia che conta.
McLaren ha nel motore Mercedes un grande alleato
L’avvio di stagione di Formula 1 2026 ha delineato gerarchie precise, collocando la MCL40 nel ruolo di terza forza. Un posizionamento che non appaga affatto le grandi ambizioni di Woking. Dopo un inizio macchiato da gravi passaggi a vuoto, l’analisi di Andrea Stella traccia una linea netta tra le attuali potenzialità della vettura e le aree di intervento vitali. Un qualcosa che abbiamo intravisto a Suzuka.
I fantasmi di Melbourne e Shanghai, dove il team ha incassato ritiri prima del via per anomalie al propulsore, hanno lasciato spazio alla ritrovata aggressività vista in Giappone. In terra nipponica, Oscar Piastri ha sfidato l’egemonia Mercedes, conquistando la leadership al via e cedendo il passo solo per il tempismo sfortunato della Safety Car, che di fatto ha regalato un pit-stop indolore a Kimi Antonelli.

Tuttavia, la lucidità analitica di Stella non ammette distrazioni. Attraverso lo studio incrociato dei dati telemetrici, il manager italiano ha evidenziato in modo inequivocabile come la Ferrari conservi ancora un solido margine in curva, generando un livello di aderenza inavvicinabile per la MCL40. Il punto di forza del team britannico risiede invece nel motore.
Il lavoro sulla gestione gomme per la MCL40
Stella ha infatti elogiato la power unit per l’eccellente livello di competitività generale raggiunto dai tecnici anglo-tedeschi. Il vero nodo cruciale per il team inglese resta la gestione termica delle coperture. Il team principal ha ammesso che, al netto delle condizioni atipiche del tracciato giapponese, la vettura accusa una cronica vulnerabilità al graining anteriore.
E in effetti l’auto di Norris è Piastri si è mostrata significativamente più esposta a questo fenomeno rispetto alle auto rivali. Anche per tale ragione, nel mese di pausa vissuto dalla Formula 1 ad Aprile, il team si è concentrato parecchio sulla gestione delle coperture e, alcune modifiche realizzate, vanno proprio in questa direzione per limitare alla base questa carenza di temperatura.

Constatata la superiorità complessiva delle due dirette concorrenti, la direttiva diramata dai vertici di Woking è perentoria: l’unico modo per non perdere il contatto con i battistrada è concentrare ogni sforzo ingegneristico sulle prestazioni del telaio, colmando rapidamente quelle lacune che ancora impediscono l’ottimale sfruttamento meccanico della monoposto.
McLaren sa come aggiornare la MCL40: si accende la sfida con la Ferrari
C’è poi tutto il discorso legato agli aggiornamenti. McLaren ha già anticipato che, in occasione del quarto appuntamento iridato, scenderà in pista con diversi update per incrementare il rendimento della MCL40. Nelle ultime due stagioni, il team di Woking ha dimostrato una notevole capacità di sviluppo, favorita anche da un quadro regolamentare ormai consolidato.
All’alba di un nuovo ciclo tecnico, però, tutto si complica inevitabilmente. Eppure la solidità tecnica della storica scuderia inglese resta un forte riferimento. Motivo per cui è lecito attendersi novità in grado di garantire un concreto passo avanti alla vettura britannica. Come per tutti gli altri team, anche in questo caso l’unica sessione di prove libere del weekend Sprint non faciliterà la validazione del pacchetto in pista.

Serviranno pragmatismo e lucidità, proprio come ha sottolineato Vasseur parlando degli aggiornamenti Ferrari. Tutti porteranno novità, ma chi sarà più bravo a farle funzionare subito potrà godere di un vantaggio importante. Sotto questo aspetto, McLaren si presenta con basi piuttosto solide. Senza dimenticare che la MCL40 può contare sulla power unit Mercedes, fattore che rappresenta di per sé un vantaggio rispetto a gran parte della concorrenza.
Si parla molto della Rossa e delle modifiche introdotte sulla SF-26, giustamente, perché il lavoro svolto a Maranello merita attenzione. Ma si parla ancora troppo poco della monoposto britannica che, almeno in Giappone, ha mostrato un livello di competitività molto vicino a quello del Cavallino Rampante. Tutto lascia pensare a una sfida diretta tra Ferrari e McLaren per il ruolo di prima inseguitrice della dominante Mercedes.
Autore : Zander Arcari – @berrageiz
Immagini: McLaren