La F1 tardata Canada, per McLaren si chiude con zero punti, ritiri e una crisi legata alla gestione termica delle gomme. Stella analizza un weekend da incubo, segnato da errori strategici e incidenti, che ha vanificato l’ottimo passo mostrato nella Sprint. L’impossibilità di mandare in temperatura l’avantreno ha infatti impedito al team color papaya di sfruttare e valutare le nuove evoluzioni aerodinamiche.
McLaren: la resa in gara tra penalità, ritiri e mancanza di passo
Il bilancio finale della domenica canadese in casa McLaren è pesantissimo. Tanto che la dirigenza ha riconosciuto l’impossibilità oggettiva di lottare per le posizioni di vertice. Andrea Stella ha infatti ammesso con estrema lucidità che, anche al netto dei molteplici problemi incontrati, la monoposto non avrebbe mai avuto il ritmo necessario per impensierire Lewis Hamilton o Max Verstappen.
L’obiettivo massimo, secondo l’analisi post-gara del manager italiano, sarebbe stato un modesto piazzamento a punti, compromesso in partenza da una errata valutazione strategica che ha visto le vetture schierarsi con gomme intermedie. La foga di recuperare lo svantaggio accumulato ha poi spinto Oscar Piastri a forzare eccessivamente le manovre, culminando nel contatto fatale con l’incolpevole Alex Albon.

Un errore figlio della pressione che, come confermato dai vertici del muretto, ha portato alla penalità inflitta dai commissari e agli inevitabili danni alla vettura, segnando la fine della rincorsa dell’australiano. A completare la disfatta ci ha pensato l’affidabilità, con Lando Norris costretto al ritiro definitivo a causa di un guasto meccanico al cambio, spegnendo così ogni residua speranza di muovere la classifica iridata.
Il crollo delle temperature e i dubbi sui nuovi aggiornamenti
Andando a ritroso nell’analisi delle cause di questo tracollo, il problema centrale emerso durante la corsa è stata la drammatica incapacità della vettura di generare la corretta temperatura sull’asse anteriore. Le basse temperature domenicali hanno esposto una marcata sensibilità termica della MCL40, un difetto strutturale simile a quello accusato dall’Audi a centro gruppo.
Stella ha sottolineato come i piloti si siano ritrovati con un avantreno quasi inutilizzabile, spesso vittima di bloccaggi in frenata e impossibilitati a chiudere le traiettorie in curva. Questa totale assenza di aderenza meccanica ha di fatto cancellato il potenziale espresso fino alla gara Sprint, momento in cui McLaren pareva consolidata come seconda forza del lotto a pochissimi decimi di distacco dalla rediviva Mercedes.

Il brusco passo indietro prestazionale ha generato un ulteriore e pesante effetto collaterale: l’impossibilità di raccogliere dati chiari sul secondo pacchetto di aggiornamenti derivato dalla specifica di Miami. Un campanello d’allarme che, a ben guardare, suonava già dalla giornata di venerdì, quando gli ingegneri si erano visti costretti ad accantonare precauzionalmente la nuova ala anteriore.
Su questo punto va però chiarito che non parliamo di mera bocciatura. Un conto è certificare che un upgrade non funziona, un altro è l’incapacità di valutarlo al meglio per fattori esterni, quello che poi è successo. Senza dubbio ci sono parecchi dubbi da sciogliere che difficilmente saranno chiarito a Monte Carlo per l’unicità del percorso cittadino che si srotola tra le stradine del Principato.
Autore: Zander Arcari – @berrageiz
Immagini: McLaren