Il clamoroso abbaglio strategico della McLaren nella F1 del Canada l ha condannato Lando Norris e Oscar Piastri a una corsa compromessa in partenza. Un fatale errore di lettura meteorologica ha imposto l’utilizzo di gomme Intermedie su un asfalto ormai privo di precipitazioni. Le giustificazioni del team evidenziano un processo decisionale rigido, incapace di correggere il tiro nei successivi giri di formazione extra.
Il collasso strategico in griglia di partenza
La scena andata in onda sui rettilinei di Montreal ha sfiorato il paradosso sportivo. Alla rimozione delle termocoperte, le due monoposto color papaya si sono presentate equipaggiate con coperture Intermedie, ignorando l’evidenza di un tracciato su cui cadevano soltanto isolate e ininfluenti gocce di pioggia in quel momento preciso della corsa.

Un azzardo che si Γ¨ trasformato in condanna quando il cielo ha smesso definitivamente di minacciare il circuito. L’aggravante di questo errore risiede nella totale immobilitΓ del muretto box: questo nonostante l’evidenza palesatasi durante il giro di formazione originario, e i successivi due passaggi di accodamento supplementari imposti dalla direzione gara.
La squadra di Woking non ha richiamato le vetture per un cambio gomme d’emergenza, schierandole consapevolmente con le Pirelli scanalate. Allo spegnimento dei semafori, il campione del mondo in carica Lando Norris Γ¨ partito a razzo contro, ogni pronostico, riuscendo a scavalcare con irruenza sia Kimi Antonelli che George Russell. Una mossa senza dubbio da applausi.
Tuttavia si Γ¨ trattato di una chiara illusione durata lo spazio di pochi chilometri. Le Frecce d’Argento non hanno nemmeno dovuto orchestrare un contro sorpasso, poichΓ© le coperture della McLaren si sono letteralmente disintegrate sull’asfalto asciutto. Scenario che ha costretto il britannico a un rientro immediato per montare le mescole Medium.

Oscar Piastri, rientrato per il pit stop un giro prima del compagno, ha subito un destino persino peggiore. Scivolato nelle retrovie e imbottigliato nel traffico, l’australiano ha perso il controllo in staccata al tornantino, bloccando l’avantreno e centrando la Williams di Alex Albon. Il bilancio di questa manovra Γ¨ stato un’ala anteriore distrutta e dieci secondi di penalitΓ , relegandolo all’undicesimo posto finale.
McLaren: l’alibi meteorologico e le colpe del muretto
A gara conclusa, l’interrogativo principale verteva su come una struttura di vertice potesse deliberare una scelta cosΓ¬ deleteria e definitiva. La genesi del disastro risiede in una finestra temporale estremamente sfortunata. Negli istanti esatti in cui il regolamento imponeva la scelta finale degli pneumatici, l’intensitΓ della pioviggine era effettivamente aumentata.
In quel frangente, una lettura puramente cautelativa delle proiezioni meteo suggeriva che, in caso di pioggia battente, la gomma Intermedia avrebbe garantito un ingresso rapido nella corretta finestra di temperatura. Il responsabile del team, l’italiano Andrea Stella, ha cercato di difendere l’operato della squadra ricostruendo le dinamiche del muretto.

La decisione Γ¨ maturata a soli cinque minuti dal via, basandosi sulla constatazione di una pista viscida e ancora colpita dalla pioggia. Il team principal ha poi amaramente ammesso che la fine repentina delle precipitazioni e il rapido asciugarsi dell’asfalto hanno vanificato del tutto la strategia. Un eroe che perΓ² non valeva la pena correre osservando il resto della griglia.
A peggiorare il quadro, ha sottolineato la dirigenza, sono stati i due giri di formazione aggiuntivi, che hanno sottratto alle monoposto inglesi persino l’effimero vantaggio di grip allo start. Una spiegazione tecnica fattuale, che certifica tuttavia la rigiditΓ di una lettura tattica priva della necessaria reattivitΓ di fronte a un tracciato in rapida evoluzione. Come buttare via un GP al via: questa la fotografia di ieri.
Autore : Zander Arcari β @berrageiz
Immagini: McLaren