Il team McLaren fa un passo indietro durante il la qualifica sprint del Gran Premo del Canada. Lo in quanto, dopo le prove libere, ha deciso di rimuovere la nuova ala anteriore dalla MCL40 prima della sessione classificatoria. Nonostante il ritorno alla specifica di Miami, Norris e Piastri si confermano competitivi alle spalle di Mercedes, dimostrando la solidità del progetto tecnico.
McLaren: un passo indietro per sbloccare il potenziale
Il tracciato di Montreal è noto per non perdonare. Le sue chicane veloci e l’uso aggressivo dei cordoli richiedono una monoposto che dia assoluta fiducia a chi siede nell’abitacolo. È proprio su questo principio fondamentale che si basa la saggia scelta della McLaren di accantonare temporaneamente il nuovo pacchetto aerodinamico all’anteriore, introdotto per questo fine settimana canadese.
Dopo il massiccio upgrade che aveva permesso alla MCL40 di ricucire il gap con la Mercedes a Miami, il team di Woking aveva portato in pista un’ulteriore evoluzione dell’ala anteriore. La componente, testata inizialmente dal campione del mondo Lando Norris durante la prima e unica sessione di prove libere e successivamente montata anche sulla monoposto di Oscar Piastri, non ha però fornito i riscontri attesi.

Le simulazioni non hanno trovato un riscontro perfetto sull’asfalto nordamericano. In una F1 in cui il feeling del pilota vale decimi preziosi, i tecnici inglesi hanno preferito la concretezza all’azzardo. Il ritorno alla specifica precedente ha restituito confidenza a entrambi i piloti. Un approccio conservativo che permette di estrarre il massimo potenziale durante la Sprint, blindando la seconda fila subito dietro le inarrivabili W17.
Il nodo correlazione e la lucidità di Andrea Stella
Rinunciare a un update può sembrare una sconfitta, ma in un contesto come quello canadese si è rivelata la mossa tattica più lucida. Stella ha spiegato la necessità di studiare con maggiore calma il comportamento aerodinamico della nuova ala. Montreal, con il suo asfalto a bassissima aderenza e la necessità di “saltare” letteralmente sulle sconnessioni, rappresenta un banco di prova del tutto atipico.

Sono state proprio queste caratteristiche a complicare la cruciale correlazione dei dati tra la pista e la galleria del vento. Lo stesso Norris ha sottolineato come i costanti sobbalzi sui cordoli sporchino la lettura dei sensori, impedendo agli ingegneri di avere un quadro fedele del carico generato dalla vettura. Eppure, malgrado il dietrofront e l’utilizzo di una MCL40 identica a quella vista in Florida, le cose sono andate bene.
Forse pure meglio del previsto. Diciamo questo perché il distacco incassato dalla super-aggiornata Mercedes non preoccupa affatto il box color papaya. La vettura ha risposto davvero molto bene alle regolazioni, e il rendimento sulle mescole Pirelli a banda rossa, le soft per intenderci, nel momento decisivo della qualifica ha restituito a Norris la massima confidenza alla guida.

La nuova ala anteriore, dunque, non è affatto bocciata. Su questo punto di vista va fatto un pensiero più ampio. I tecnici di Woking sfrutteranno i dati raccolti nelle FP1 per affinare il setup, con il chiaro obiettivo di reintrodurre la componente aggiornata nel prossimo appuntamento. Oppure, al più tardi, sul più probante banco di prova di Barcellona.
Autore: Zander Arcari – @berrageiz
Immagini: McLaren