F1 McLaren MCL40

F1, McLaren nuovi update a Montreal: come funziona la MCL40

Non è affatto un caso che McLaren sia nuovamente in lotta per il titolo. Il difficile avvio del mondiale di F1 2026 era legato a diversi problemi, ormai risolti. Poi, a Miami, arriva il primo pacchetto di aggiornamenti e l’auto britannica si trasforma. La MCL40 gira per tutto il weekend sui livelli Mercedes e lancia un messaggio piuttosto chiaro: l’intenzione di vincere ancora.

L’imboccatura del fondo: ispirazione Ferrari 

Il primo intervento di spicco riguarda l’imboccatura del fondo. Le derive verticali (fence) permesse dal regolamento mutano forma, abbracciando una filosofia visibilmente in stile Ferrari: la base di queste appendici si presenta ora piatta e divisa orizzontalmente a metà. Questa configurazione crea delle vere e proprie canalizzazioni, utili ad accelerare i fluidi verso la parte inferiore del pavimento.

Si tratta di un cambio di approccio radicale che prevede la riprofilatura totale di tutte le appendici all’ingresso dei canali Venturi. Parliamo di elementi cruciali per generare le strutture vorticose necessarie ad aumentare la depressione lungo il fondo.

F1 McLaren MCL40
L’imboccatura del fondo McLaren in stile Ferrari

Inoltre, le paratie più esterne producono un effetto di out-wash (deviazione del flusso verso l’esterno) e lavorano in perfetta sinergia con due profili orizzontali posizionati nella zona dei bargeboard.

Bargeboard riprofilati per la gestione dei flussi 

Proprio l’area dei bargeboard, da sempre soggetta a diverse interpretazioni tra le scuderie, accoglie il secondo aggiornamento. Nella nuova specifica tecnica, il secondo elemento verticale abbandona il vecchio design triangolare in favore di una forma curvilinea, impreziosita da un piccolo flap alla sua estremità.

Anche la zona terminale dei primi elementi a “saracinesca” è stata resa più affilata, al fine di disciplinare meglio la massa fluida diretta verso il corpo della vettura. Sulle monoposto di questa generazione, i bargeboard devono obbligatoriamente “puntare” verso l’interno per limitare l’effetto out-wash, che sporcherebbe irrimediabilmente l’aerodinamica della vettura inseguitrice.

F1 McLaren MCL40
I nuovi bargeboard di McLaren

Ridisegnare questi elementi modifica la differenza di pressione tra le due facce e altera il vortice che si stacca da esse. I due profili posizionati più in basso, caratterizzati da una corda stretta, hanno invece il compito di incrementare l’estrazione laterale. Non potendo modellare liberamente il pavimento in quell’area, sono proprio queste appendici a farsi carico dell’espansione laterale dei fluidi.

McLaren: l’introduzione del “mouse-hole” e le paratie antiturbolenza 

La zona che probabilmente ha garantito alla McLaren il maggior incremento di carico aerodinamico è quella posteriore, grazie all’introduzione del cosiddetto mouse-hole (assente nella vettura di lancio). Questa piccola apertura posta alla base dello scivolo dell’estrattore permette di immettere una dose di aria pulita direttamente nel diffusore, energizzando il flusso e ritardando il deleterio distacco della vena fluida.

I vantaggi sono enormi: si possono utilizzare angoli di incidenza più spinti per lo scivolo e si ottiene una piattaforma aerodinamica decisamente più stabile nelle varie condizioni di marcia, fattore vitale considerando la naturale dinamica dell’auto. Contestualmente, è stato svolto un lavoro di micro-aerodinamica sul fondo, proprio davanti alla gomma posteriore, con ritocchi mirati a integrare il nuovo mouse-hole.

F1 McLaren MCL40
La nuova zona del mouse hole della McLaren

Qui si notano diversi slot (fessure) che mettono in comunicazione la parte superiore e inferiore del fondo, con l’obiettivo vitale di domare il caos turbolento generato dal rotolamento dello pneumatico. Nell’area adiacente al foro, la porzione terminale del pavimento è stata inoltre sagomata per innescare un forte up-wash (flusso verso l’alto): questo accorgimento genera un’alta pressione locale che, oltre a regalare punti di carico extra, scherma ulteriormente le turbolenze innescate dalla gomma.

Le modifiche all’ala posteriore

Sull’ala posteriore, gli ingegneri di Woking hanno modellato la paratia verticale dell’endplate ricavando delle piccole pieghe (un’evoluzione di un concetto già abbozzato inferiormente nella specifica precedente). Sebbene possa apparire secondaria, questa limatura incide sull’interazione tra ruota e diffusore. L’obiettivo primario di ogni team è massimizzare il carico generato dall’estrattore sfruttando l’area di bassa pressione dietro lo pneumatico per migliorare l’espansione del flusso.

F1 McLaren MCL40
La modifica all’ala posteriore della McLaren MCL40

L’aria, però, tende a separarsi mentre aggira la gomma, creando una barriera. Queste nuove geometrie servono a ritardare il distacco del flusso nel momento in cui aggira la ruota, incrementando le potenzialità di espansione posteriori. Generando un micro-vortice, si riesce a stabilizzare e tenere “attaccato” il flusso in un range molto più ampio di condizioni di marcia, inclusi i maggiori angoli di imbardata.

McLaren, lo scarico FTM: l’intuizione di Woking 

L’ultimo dettaglio tecnico prende nuovamente in prestito un’idea della Rossa. Molti hanno cercato di replicare l’ormai nota appendice FTM creata a Maranello sfruttando in modo chirurgico i volumi regolamentari. Analizzando il confronto visivo tra Ferrari, Red Bull e McLaren, si nota che la MCL40 monta l’appendice con l’area minore tra le tre.

Esattamente come la Red Bull, la McLaren è stata costretta a fissare l’elemento direttamente sulla sezione di uscita dello scarico; un compromesso certamente non ideale, ma che produce comunque punti di carico. A Woking, però, si sono spinti un passo oltre, sfruttando le idee sempre molto interessanti del gruppo di lavoro diretto da Andrea Stella.

F1 McLaren MCL40
Lo scarico FTM della McLaren

Gli ingegneri, sono riusciti a ricavare un ulteriore, piccolo profilo situato subito sotto lo scarico (spesso evidenziato in arancione nelle analisi visive), pensato per generare up-wash e downforce. Ai lati della struttura d’impatto, infine, sopravvivono i piccoli profili già presenti sulla vecchia specifica, che aiutano sia la generazione di carico che l’espansione del diffusore.

Per chiudere, c’è un’indicazione importante in vista del prossimo appuntamento iridato: il team di Woking porterà ulteriori novità sulla MCL40 per rafforzare il potenziale della monoposto. McLaren si è presa del tempo prima di introdurre i primi aggiornamenti, ma ora tutto lascia pensare a un piano di sviluppo scandito in più tappe, studiato per accelerare la crescita prestazionale della vettura britannica.

Autori: Zander Arcari – @berrageiz –  Giorgio Piola – 

Immagini: Giorgio Piola Design