La Red Bull sta vivendo una fase di profonda trasformazione tecnica e politica in F1, segnata da addii eccellenti che scuotono le gerarchie. Il team di Milton Keynes a dovuto far fronte alla partenza di pilastri storici come Christian Horner, Adrian Newey e Jonathan Wheatley. Questi movimenti hanno innescato una reazione a catena che ha coinvolto anche altre figure chiave, destinate a rinforzare sensibilmente i diretti rivali. La stabilità del team è messa alla prova da una concorrenza sempre più aggressiva e determinata sul fronte del mercato.
F1, il nodo della questione: Andrea Stella torna in Ferrari?
Tra le partenze più discusse spicca quella di Gianpiero Lambiase, lo storico ingegnere di pista che ha accompagnato Verstappen verso i suoi titoli mondiali. “GP” è stato per anni l’ombra e la voce guida del campione olandese durante ogni singolo weekend di gara. Il suo futuro approdo alla McLaren ha sollevato numerosi interrogativi sulla gestione del box di Milton Keynes e sulla reale durata del rapporto.
La perdita di una figura così carismatica rappresenta una sfida anche per lo stesso Max. Durante il fine settimana di Miami, la situazione è degenerata in un vero e proprio scontro mediatico tra i vertici delle due scuderie. Laurent Mekies aveva infatti sorpreso la stampa dichiarando che Lambiase avrebbe assunto in McLaren un ruolo di comando identico a quello del francese.

Questa affermazione si contrasta apertamente con la nota ufficiale del team di Woking, che indicava per l’ingegnere l’incarico tecnico di direttore sportivo. La discrepanza tra le due versioni ha alimentato dubbi e speculazioni sulla reale gerarchia che si andrà a formare nel prossimo futuro. La replica di Zak Brown non si è fatta attendere, condita da una sottile ironia nei confronti delle parole pronunciate dal collega della Red Bull.
L’amministratore delegato della McLaren in F1 ha suggerito che Mekies fosse a conoscenza di dettagli ignorati persino all’interno della sua stessa organizzazione di Woking. Brown ha poi blindato Andrea Stella, smentendo categoricamente le voci di un possibile ritorno del tecnico italiano tra le fila della Ferrari, una voce uscita proprio nel momento in cui la McLaren ufficializzava Lambiase.
Mekies cerca il chiarimento con Brown
Solo dopo questi scambi polemici, Mekies ha confermato di aver cercato un colloquio diretto con Zak Brown per chiarire definitivamente la vicenda. Il team principal della Red Bull ha spiegato di essere in contatto frequente con i colleghi, cercando sempre una via diplomatica per risolvere i dubbi. L’ex Ferrari e FIA ha voluto precisare che nessuno dei due desiderava realmente ingaggiare una discussione accesa o protrarre inutilmente la polemica mediatica.

Guardando al futuro, Mekies ha spiegato che la Red Bull ha ancora un paio d’anni per riflettere sulla sostituzione di un talento come Lambiase. Le trattative per definire l’uscita del tecnico sono ancora in corso, con un orizzonte temporale che potrebbe spingersi ufficialmente fino alla stagione 2028. Nonostante il peso dell’addio, il Laurent ha elogiato la qualità dei tecnici che rimangono a Milton Keynes, citando le competenze del gruppo.
La fiducia nel reparto power unit e telaio, guidato da Pierre Waché, rimane il pilastro fondamentale per la difesa dei titoli mondiali di F1. La filosofia del team non prevede un atteggiamento difensivo, ma punta sulla creazione di un ambiente capace di attrarre e trattenere le eccellenze. La priorità assoluta è formare talenti internamente, un processo che ha già dato frutti preziosi nelle ultime quattro stagioni.
La Red Bull si dice orgogliosa del proprio percorso di crescita e non esita a promuovere figure meritevoli dai propri reparti tecnici interni. Se necessario, la squadra interverrà comunque sul mercato per acquisire competenze specifiche dai concorrenti della pit lane per restare al vertice. La nuova struttura organizzativa è stata presentata come un mix equilibrato tra promozioni interne e nuovi innesti provenienti da altre realtà del paddock.

Figure come Ben Waterhouse hanno visto ampliati i propri orizzonti in F1, mentre tecnici del calibro di Andrea Landi si uniranno presto alla squadra. Mekies ha concluso sottolineando come la scuderia voglia offrire le migliori opportunità di carriera ai propri dipendenti, supportandoli anche con figure esterne. La visione a lungo termine della Red Bull punta a una rigenerazione continua per neutralizzare l’impatto delle partenze eccellenti.
Autore: Andrea Bovone
Immagini: Scuderia Ferrari