La F1 cerca di recuperare Bahrain e Jeddah, ma altre due gare possono saltare

La F1 è al lavoro per recuperare due GP: Bahrain e Arabia Saudita, entrambe annullate per i conflitti in Medio Oriente. Nonostante le tensioni nel Golfo non si placano, il Circus intende onorare gli impegni presi con gli sponsor che hanno versato somme ingenti e premono affinché le tappe vengano ricollocate nel calendario. Si cerca una soluzione logistica complessa, ma altre due tappe sono a rischio.

Le mosse di Domenicali: l’ipotesi di ottobre per il recupero

Tra i due organizzatori, i promoter di Jeddah sembrano essere i più determinati a mantenere il proprio posto nella stagione 2026. Hanno tentato fino all’ultimo di far disputare la gara nella data originale del 19 aprile. Questo ha impedito di fatto la ricerca di alternative. Questo braccio di ferro ha lasciato un vuoto nel calendario che ora la dirigenza della Formula 1 fatica a colmare in modo efficace.

Stefano Domenicali ha confermato che l’organizzazione sta valutando seriamente la riprogrammazione di almeno una delle gare che sono andate perdute. Sebbene le date ufficiali restino un mistero, diverse indiscrezioni indicano il mese di ottobre come la finestra temporale più probabile.

F1 FIA
Stefano Domenicali, presiedente della Formula 1

L’obiettivo del CEO è mantenere il calendario il più vicino possibile al progetto originale che prevedeva un record di 24 gare. Questa apertura segna un cambio di rotta rispetto alla priorità iniziale che era rivolta esclusivamente alla sicurezza e alla riorganizzazione. L’ostacolo principale a questo punto resta la rigidità del calendario che non offre tanti margine di manovra alle scuderie.

Inserire una nuova tappa richiede incastri logistici e contrattuali estremamente difficili da gestire. Ogni spostamento comporta implicazioni sportive e umane per il personale dei team, già messo a dura prova da trasferte transcontinentali continue. Lo spazio di manovra è dunque ridotto al minimo, rendendo ogni decisione un potenziale problema.

Scenari logistici: tra tripla asiatica e il gran finale F1 a dicembre

Una delle opzioni al vaglio prevede di collocare una gara recuperata nel fine settimana del 4 ottobre. Questo inserimento avverrebbe tra le tappe di Azerbaijan e Singapore, creando un ciclo di trasferte molto intenso per tutto il personale. Se questo scenario si concretizzasse, resterebbe da decidere se salvare il Bahrain, più semplice logisticamente, o cedere alle forti pressioni dell’Arabia Saudita.

Entrambi i paesi rappresentano investimenti strategici che la F1 2026 non vuole perdere, cercando di bilanciare le necessità operative e finanziarie. Esiste inoltre un’alternativa più ambiziosa che vedrebbe la creazione di un blocco finale di quattro gare consecutive a fine stagione. In questo caso, il calendario includerebbe in sequenza Las Vegas, Qatar, Arabia Saudita e Abu Dhabi per un finale di fuoco.

F1 GP Arabia Saudita
Un’immagine dall’alto del tracciato di Jeddah

Questa scelta comporterebbe lo slittamento dell’ultima gara al 13 dicembre, con un impatto notevole sulla logistica globale e sulla pianificazione dei tifosi. Molti spettatori hanno infatti già organizzato i propri viaggi basandosi sulle date originali, rendendo questo rinvio una mossa piuttosto rischiosa.

Calendario 2026: e se saltassero anche Qatar e Abu Dhabi?

In tutto ciò, sembra che la F1 stia facendo i conti senza l’oste. Le tensioni in Medio Oriente non accennano a placarsi, quantomeno in questo periodo storico, e non è detto che la situazione possa protrarsi anche a dopo l’estate. A quel punto il Circus dovrà capire cosa fare non soltanto con Bahrain e Arabia Saudita, ma anche con Qatar e Abu Dhabi.

Due tappe al momento confermate, ma che potrebbero saltare come le due “sorelle” ad aprile. È una situazione in continuo divenire, e in ogni caso, Liberty Media e la Federazione Internazionale potrebbero anche pensare ad alternative se dovessero essere cancellate anche Losail e Yas Marina.

La Ferrari SF 26 di Hamilton, test Bahrain 2026
Lewis Hamilton a bordo della Ferrari SF-26 nel primi giorni di test in Bahrain

Per il momento, comunque, non è stata presa alcuna decisione definitiva riguardo al recupero delle tappe in Bahrain e in Arabia Saudita. Il messaggio che arriva dai vertici della Formula 1 suggerisce però una chiara volontà di ripristinare il calendario originale se possibile. Il Circus continua a monitorare la situazione politica per capire se esistano le condizioni minime di sicurezza per tornare a correre.

Autore: Andrea Bovone

Foto: Formula Tecnica, Bahrain Grand Prix, Saudi Arabian Grand Prix, F1