Nella F1 targata Miami, il presidente della FIA, Mohammed Ben Sulayem, ha confermato la volontà della Federazione di riportare in pista dei motori V8 entro il 2030 o magari anche prima. Secondo l’ex rallista, i futuri motori dovrebbero essere più semplici, leggeri, meno costosi e con una componente elettrica molto ridotta rispetto alle attuali power unit turbo-ibride. L’obiettivo è recuperare spettacolo, sound e semplicità tecnica senza rinunciare ai carburanti sostenibili.
Tutto nasce dalle lamentele intorno alle nuove power unit 2026, considerate da alcuni team e piloti troppo complesse e fortemente dipendenti dalla gestione energetica. Ben Sulayem ha spiegato che il V8 “offre un bel suono, è meno complicato ed è più leggero”.
Come funziona un motore V8 di F1
Il motore V8 utilizzato in Formula 1 tra il 2006 e il 2013 era un propulsore aspirato da 2,4 litri con architettura a otto cilindri disposti a V di 90 gradi. La definizione “V8” deriva proprio dalla disposizione dei cilindri: quattro per ciascuna bancata, inclinate tra loro così da formare una “V”. Questa soluzione garantisce compattezza, una buona distribuzione dei pesi e soprattutto la possibilità di raggiungere regimi di rotazione estremamente elevati.

A differenza degli attuali V6 turbo-ibridi, i vecchi V8 erano motori aspirati. Ciò significa che l’aria entrava nel motore senza l’ausilio di un turbocompressore. L’assenza del turbo rendeva la risposta dell’acceleratore molto più immediata e progressiva, caratteristica che piloti e appassionati ricordano ancora oggi come uno degli elementi distintivi della Formula 1 di quell’epoca.
I V8 dell’ultima generazione aspirata arrivavano a superare i 18.000 giri al minuto prima delle limitazioni regolamentari introdotte dalla FIA (anche sei il primo Cosworth arrivava a 20.000 giri), sviluppando una potenza compresa tra 750 e 780 cavalli. Numeri ottenuti grazie a soluzioni ingegneristiche estremamente sofisticate, come la distribuzione pneumatica delle valvole e l’utilizzo di leghe metalliche ultraleggere.
Dal punto di vista tecnico, il V8 era un motore meno complesso rispetto alle moderne power unit ibride. L’elettronica aveva un ruolo molto più limitato e il propulsore dipendeva soprattutto dall’efficienza meccanica e dalla capacità di lavorare ad altissimi regimi.
| Caratteristica | Motore V8 F1 (2006-2013) | Futuro V8 ipotizzato FIA |
| Architettura | V8 aspirato a 90° | V8 con minima componente ibrida |
| Cilindrata | 2.4 litri | 2.6-3.0 litri (ipotesi) |
| Numero cilindri | 8 | 8 |
| Turbo | Assente | Probabilmente assente |
| Regime massimo | Oltre 18.000 giri/min | Circa 15.500-16.000 giri/min |
| Potenza stimata | 750-780 CV | Non ancora definita |
| Sistema ibrido | Presente (KERS da 80 CV introdotto nel 2009) | Presenza minima |
| Alimentazione | Benzina tradizionale | Carburanti sostenibili |
| Peso complessivo | Inferiore alle attuali power unit | Più leggero degli attuali V6 ibridi |
| Complessità tecnica | Relativamente semplice | Più semplice degli attuali motori |
| Sound | Molto elevato e aggressivo | Obiettivo di ritorno al sound “storico” |
| Filosofia progettuale | Performance pura e alti giri | Riduzione costi e semplificazione |
| Periodo di utilizzo | 2006-2013 | Possibile introduzione dal 2030 |
I futuri V8 immaginati dalla FIA, tuttavia, non sarebbero una semplice replica del passato. Le prime indiscrezioni parlano infatti di motori con cilindrata compresa tra 2.6 e 3.0 litri, alimentati da carburanti sostenibili e dotati di una componente ibrida minima. Anche il regime massimo sarebbe inferiore rispetto ai vecchi aspirati, probabilmente attorno ai 15.500-16.000 giri/minuto.
La filosofia, però, cambierebbe radicalmente rispetto all’attuale Formula 1: meno dipendenza dai sistemi elettrici e maggiore centralità del motore termico.
Cosa cambia dagli attuali motori di F1
Dal 2014 la Formula 1 utilizza power unit V6 turbo-ibride da 1.6 litri. Si tratta dei motori più efficienti mai realizzati nella storia della categoria, ma anche dei più sofisticati e costosi. Le attuali unità motrici non sono composte soltanto dal motore endotermico.
Attorno al V6 ruota, infatti, un sistema molto complesso che comprende turbocompressore, batterie ad alta tensione, sistemi di recupero energetico e software avanzati di gestione elettronica. L’elemento centrale dell’attuale filosofia tecnica è l’efficienza energetica. Una parte significativa della potenza arriva infatti dai sistemi elettrici, capaci di recuperare energia in frenata e dai gas di scarico.

Questa complessità ha però avuto conseguenze importanti. Le monoposto moderne sono diventate molto più pesanti rispetto al passato, mentre i costi di sviluppo delle power unit hanno raggiunto livelli enormi.
Il confronto tra il motore V6 turbo-ibrido e il motore V8 del futuro.
Uno dei punti più discussi riguarda proprio la gestione dell’energia. Come abbiamo visto, il regolamento FIA del 2026 ha aumentato ulteriormente il peso della componente elettrica. l ritorno del V8 potrebbe quindi rappresentare non soltanto una svolta tecnica, ma anche politica.
| Motori V6 turbo-ibridi attuali | Futuri V8 ipotizzati dalla FIA |
| Forte componente elettrica | Ibrido ridotto al minimo |
| Elevata complessità tecnica | Architettura più semplice |
| Peso superiore | Motore più leggero |
| Grande attenzione all’efficienza | Maggiore focus sulla performance termica |
| Sound più attenuato | Rumore più aggressivo e riconoscibile |
| Costi di sviluppo molto elevati | Costi teoricamente inferiori |
Costruttori come Audi e Honda hanno investito enormemente nello sviluppo delle tecnologie ibride (non ancora con i risultati sperati), mentre altri team vedrebbero positivamente un motore più semplice e meno costoso, forti dell’esperienza già maturata in precedenza.
La FIA sembra comunque intenzionata ad aprire il dibattito. E se davvero il V8 tornerà entro il 2030, la Formula 1 potrebbe entrare in una nuova fase della propria storia: meno laboratorio elettrico e più spettacolo meccanico, pur mantenendo l’utilizzo dei carburanti sostenibili.
Autore: Redazione Formula Tecnica – @Formula_Tecnica
illustrazioni: Giorgio Piola Design