F1 Ferrari SF-26

Ferrari F1, patto Vasseur-Serra-Gualtieri: all-in sul 2026. Monza è la deadline

Ferrari affronta la F1 2026 con una SF-26 eccellente sul fronte aerodinamico, ma pesantemente limitata dal deficit motoristico . In attesa delle deroghe FIA e del verdetto sull’ADUO, il pacchetto di aggiornamenti introdotto nella Sprint di Miami necessita di tempo per essere pienamente ottimizzato. Sotto la spinta di Vasseur, Serra e Gualtieri, il Cavallino Rampante cerca la quadratura del cerchio per non fallire la cruciale sfida dello sviluppo stagionale, puntando a un deciso riscatto già dal Canada.

Ferrari non è affatto soddisfatta del suo lavoro

Analizzando a freddo il comportamento della SF-26, emerge un quadro tecnico privo di vere e proprie delusioni. Al contrario le intuizioni sono positive. La monoposto italiana ha infatti messo in mostra idee molto convincenti. Lo conferma il copia e incolla di altri team che hanno replicate alcune soluzioni tecniche della vettura modenese. Motivo Soddisfazione? No signore…

Perché alla fine dei giochi Mercedes è sempre davanti e McLaren, dopo un avvio appannato, in concomitanza con i problemi gestionali della Power Unit tedesca, ha preso il largo. La MCL40 è una vettura molto rapida e presto potrebbe diventare l’auto da battere anche per la scuderia di Brackley. E la Rossa è sempre lì. Un “quiero y no puedo” (voglio ma non posso) detto alla spagnola.

F1 Ferrari SF-26
Lewis Hamilton , pilota della Scuderia Ferrari

Non contano quali siano le ragioni, ma il Cavallino Rampante si trova sempre ad inseguire. Accumula ritardi al via del mondiale che poi, puntualmente, non è capace di ricucire. E se invece parte bene, come nel 2022, per fare un esempio, non è poi in grado di capitalizzare il vantaggio e seguire un piano di sviluppo. Questa non è una critica, ma la storia del team delle ultime 18 stagioni.

Ferrari deve risolvere anche il problema gomme

Attualmente, Ferrari sta attendendo con estrema attenzione la deroga della FIA: serve un nuovo motore, o comunque delle modifiche che possano cambiare radicalmente il modo di “fare energia” e di gestirla nell’arco della tornata. E, parliamoci chiaro, anche se il passo avanti arriverà, e sarà azzeccassimo, non è che la SF-26, in automatico, ricoprirà improvvisamente il ruolo di leader.

Servirebbe infatti uno step molto grande per raggiungere il motore Mercedes e difficile parliamo di uno scenario che andrà in onda. Nel mentre serve ottimizzare: questo resta alla Rossa che, con grande merito, ha costruito una vettura davvero ottima da due punti di vista: meccanico e aerodinamico. Ma purtroppo lo ha fatto in una stagione dove la power unit conta a livello percentuale molto di più.

F1 Ferrari SF-26
L’inglese Lewis Hamilton, pista della Scuderia Ferrari a bordo della SF-26 in Florida

Da qui tutti i problemi del caso. C’è poi la questione gomme. Se ne parla poco, ma è oramai da molto tempo che una vettura di F1 che nasce a Maranello non porta con sé una precisa caratteristica: saper usare alla perfezione le coperture, in qualsiasi condizione, senza importare che tipo di mescola calza, dove e perché, insomma. Mancano due settimane al verdetto FIA sull’ADUO: resta da capire in che scaglione entrerà la SF-26.

Il team di Maranello ha programmato la stagione: in base agli update cambieranno i piani

Nel mentre, per Miami, Ferrari ha introdotto il primo pacchetto di aggiornamenti. Un update che ha riguardato tutte le aree dell’auto. Si dice in giro che non era la mossa giusta. Troppe novità tutte quante assieme e soprattutto all’interno di un formato sprint, dove la sola prova libera del venerdì, peraltro di un’ora e mezza invece dei canonici 60 minuti, era troppo poco tempo per studiare l’auto come si deve.

F1 Ferrari SF-26
L’ultima versione dello scarico FTM della Ferrari SF-26

Va però ricordato che, difficilmente, specie nella F1 attuale con i nuovi regolamenti, scendere in pista e trovare il punto di lavoro perfetto è qualcosa che succede. Al contrario, serve tempo per massimizzare il lavoro svolto e capire come sistemare l’auto dal punto di vista del setup. Ferrari sta lavorando molto sodo e non si può muovere la benché minima critica al riguardo.

Tuttavia serve ancora tempo per offrire la miglior versione di sé. Non basta il motore nuovo o aggiornato: se il gruppo di lavoro non trova la giusta via di sviluppo e la maniera di far funzionare il tutto bene, ecco che il ritardo verso Mercedes e McLaren (occhio pure a Red Bull) difficilmente verrà ricucito. Vasseur è al lavoro per questo, idem Loic Serra e ovviamente Enrico Gualtieri.

Settembre data limite: le forze vanno gestite al meglio

Ma proprio per questo serve una strada organizzativa centrata, perché se solo qualche dettaglio non si incastra con il resto del progetto, ecco che ci troveremo a metà mondiale con in mano il solito cerino. In base alle informazioni raccolta dalla nostra testata, c’è un accordo blindato per dare il massimo nella stagione 2026, nel tentativo d risollevare le sorti della stagione.

Sebbene la Rossa lavori incessantemente da tempo al campionato 2027, è chiaro che la bontà del progetto 678 dal punto di vista aerodinamico e meccanico spinge Maranello a dare il massimo. La fiducia c’è, perché la squadra attuale ha cambiato approccio. Ovviamente è stata fissata una deadline, perché se i risultati attesi non dovessero arrivare, non servirà incaponirsi.

F1 Ferrari SF-26
Loic Serra, responsabile tecnico della Ferrari SF-26

Una decisione a tal proposito verrà presa dopo il Gran Premio d’Italia, quando il team potrebbe continuare lo sviluppo della SF-26 oppure focalizzare il 100% degli sforzi sulla prossima annata. Nel frattempo servono i fatti, a cominciare dal Gran Premio del Canada, dove il team italiano crede di poter massimizzare le prestazioni degli update rispetto a Miami.

Autore:  Zander Arcari – @berrageiz  

Immagini: Scuderia Ferrari