GP Canada: il Circus della F1 sbarca in anticipo a Montréal per un inedito weekend Sprint sul tracciato stop-and-go di Notre-Dame. Con le mescole Pirelli C3, C4 e C5 a disposizione, i team dovranno decifrare l’evoluzione dell’asfalto liscio e le rigide temperature canadesi per ottimizzare il warm-up e le strategie di gara. Sullo sfondo, la caccia ai record storici di McLaren, Ferrari, Hamilton e Schumacher accende la cinquantacinquesima edizione del Gran Premio.
Analisi tecnica e meteo: le sfide del circuito Gilles Villeneuve
Il sesto appuntamento stagionale porta con sé una novità assoluta per il Gran Premio del Canada: per la prima volta, l’asfalto semi-permanente adagiato lungo il fiume San Lorenzo ospiterà il format della gara breve del sabato. Lo spostamento cronologico della tappa canadese, anticipata di qualche settimana rispetto alla collocazione tradizionale, introduce una pesante variabile legata alle temperature ambientali.
Il clima rigido di Montréal rischia infatti di complicare il warm-up degli pneumatici, rendendo cruciale la preparazione del giro secco in qualifica. Per l’occasione, Pirelli ha selezionato il pacchetto di mescole più morbide del lotto, portando in pista la C3 come Hard, la C4 come Medium e la C5 come Soft. Gli ingegneri dovranno fare i conti con un manto stradale rifatto nel 2024, caratterizzato da una rugosità ridotta e da una bassissima abrasività.
Poiché l’impianto di Notre-Dame apre i battenti quasi esclusivamente per il weekend iridato, la pista sarà soggetta a una rapidissima evoluzione, pulendosi turno dopo turno. Il fenomeno del graining, che nell’edizione dello scorso anno ha tormentato i piloti fino alla bandiera a scacchi, dovrebbe presentarsi in forma più attenuata grazie alle nuove coperture, tendendo a scomparire già dopo la giornata di venerdì.

Dal punto di vista prettamente dinamico, i 4,361 chilometri intitolati allo storico pilota della Ferrari Gilles Villeneuve si sviluppano attraverso 14 curve intervallate da poderosi allunghi. Si tratta di un layout che viene definito marcatamente “stop-and-go”, dove a fare la differenza sono la stabilità della piattaforma in staccata e la motricità in uscita dalle curve lente.
Pur trattandosi a tutti gli effetti di un circuito cittadino, le opportunità di sorpasso non mancano, specialmente sfruttando la scia sul rettifilo che immette nell’ultima variante. Lì si staglia il celebre “muro dei campioni”, battezzato così nel 1999 dopo aver interrotto anzitempo la corsa di tre pesi massimi come Damon Hill, Michael Schumacher e Jacques Villeneuve.
Strategie Pirelli e l’eredità dell’edizione 2025
La gestione delle coperture giocherà un ruolo pivotale nell’economia del fine settimana. La mescola Soft (C5), potendo contare sulla finestra di funzionamento più rapida a scattare, si candida a essere la gomma d’elezione per la Sprint di sabato, dove l’aderenza immediata è tutto. Discorso diverso per il Gran Premio domenicale.
Scenario competitivo dove i muretti box, memori dell’atteggiamento prudente visto al Gran Premio di Miami, potrebbero convergere verso una strategia a sosta singola basata sull’utilizzo dei compound Medium e Hard. Un approccio che si discosterebbe nettamente da quanto osservato nel 2025. Un anno fa, infatti, la tattica a due fermate si rivelò la più efficiente per risalire la china, mentre la sosta singola venne azzardata solo dalle vetture relegate nella seconda metà della griglia.

Al via dello scorso Gran Premio le scelte si divisero equamente tra la mescola gialla e quella bianca; quest’ultima si dimostrò la più consistente sulla lunga distanza, complice un innalzamento termico della pista che mandò in crisi la Medium. La Soft fece invece una breve apparizione nel finale, sfruttata da quattro piloti per una secca progressione dopo l’ingresso della Safety Car.
Numeri e record storici del Gran Premio del Canada
L’evento di quest’anno sancisce la cinquantacinquesima pietra miliare del Gran Premio del Canada, nonché il quarantacinquesimo capitolo disputato sul circuito dell’isola di Notre-Dame (le primissime edizioni vennero infatti ospitate sugli storici tracciati di Mont-Tremblant e Mosport Park, nella provincia dell’Ontario).
Nell’albo d’oro dei piloti, la vetta è condivisa da due leggende assolute: Michael Schumacher e Lewis Hamilton, capaci di imporsi per ben sette volte ciascuno e appaiati anche nel conteggio delle pole position, fissato a quota sei. Tra i costruttori, la leadership è saldamente nelle mani della McLaren con 13 affermazioni complessive, tallonata da vicino dalla Ferrari che insegue a quota 12 successi.

Il Canada conserva infine il primato per la gara più estesa mai disputata nella storia della Formula 1: l’epica e piovosa edizione del 2011, firmata da Jenson Button e congelata a lungo dalla bandiera rossa, bloccò i cronometri sul tempo record di 4 ore, 4 minuti e 39 secondi.
Autore: Redazione Formula Tecnica – @Formula_Tecnica
Immagini: Pirelli – Mercedes