Il futuro degli pneumatici da bagnato Pirelli in F1 passa per i prossimi collaudi di Magny-Cours, resi essenziali per mitigare l’annullamento delle prove in Medio Oriente a causa del conflitto bellico. Un intricato processo di validazione incrociata, che affonda le sue radici nel “doloroso” lavoro preparatorio completato in aprile dalla Ferrari di Lewis Hamilton a Fiorano.
Pirelli: i problemi legati al conflitto mondiale
La delibera definitiva delle nuove mescole da bagnato impone ai tecnici Pirelli un rigoroso programma di validazione. Il prossimo capitolo andrΓ in scena a metΓ maggio a Magny-Cours. La scelta di questo storico tracciato transalpino nasce da un’esigenza impellente: la cronica difficoltΓ di concepire uno pneumatico universale, limitata dalle scarse opportunitΓ di svolgere prove private su piste dotate di irrigazione artificiale.
A questo quadro tecnico si Γ¨ recentemente sommata l’imprevedibilitΓ geopolitica. Nel corso del mese di marzo, l’intera struttura sperimentale del costruttore milanese Γ¨ stata costretta ad annullare in via definitiva i collaudi previsti nel deserto del Bahrain. Il conflitto in Medio Oriente, ha infatti reso insostenibile la permanenza di qualsiasi squadra di lavoro nel Paese.

La situazione Γ¨ precipitata al punto che il personale tecnico e ingegneristico, giΓ presente a ridosso della pista, ha dovuto abbandonare l’area assistendo a impatti missilistici registrati nelle immediate vicinanze dell’autodromo. La mancata disputa di quelle preziose giornate di prove ha generato un vuoto incalcolabile nel database telemetrico di Pirelli.
Pirelli: il cambio di testimone tra Isola e Marrafuschi non cambia i piani
Il circuito di Sakhir rappresenta infatti un banco di prova ad altissima severitΓ per le coperture, offrendo indici di abrasione meccanica e profili termici completamente dissimili rispetto alle tradizionali piste europee. Discutendo l’argomento in un lungo intervento con la stampa, l’oramai ex capo della sezione motorsport di Pirelli, ha chiarito come le emergenze abbiano azzerato qualsiasi prioritΓ ingegneristica.
Tuttavia ha evidenziato il rammarico sportivo per la perdita di una simulazione cosΓ¬ probante, definendo i problemi ben piΓΉ grandi del test stesso. La complessa chiusura di questo ciclo ha costituto uno degli ultimi incarichi ufficiali per lo stesso Isola, che dopo tante annate spese a girare il mondo con il gommista italiano, ha scelto un’altra strada per il suo futuro.

La poltrona dirigenziale Γ¨ oramai occupata dall’italiano Dario Marrafuschi. Parliamo di una figura che porta in dote una consolidata esperienza maturata come veterano della ricerca e sviluppo, padroneggiando la dinamica legata allo studio degli pneumatici da corsa, sia per quanto riguarda le competizioni che per le coperture utilizzate nell’ambito stradale.
Il super lavoro di Hamilton a Fiorano con la Ferrari
Il percorso che porterΓ in Francia nasce da un’urgenza prestazionale ormai endemica, correlata alle lamentele che hanno accompagnato le ultime stagioni di F1: l’utilizzo della “full wet” ha polarizzato in modo negativo i pareri dei piloti. L’architettura di questo pneumatico estremo Γ¨ divenuta inefficace, per questo era utilizzato nelle sole fasi di transizione alle spalle della safety car.
I piloti hanno sempre cercato di anticipare il passaggio alle coperture intermedie non appena l’acqua ristagnante lo consente. Per porre fine a questo stallo Pirelli ha sfruttato a fondo la sosta di aprile. La mera responsabilitΓ di incamerare informazioni vitali Γ¨ stata affidata a Hamilton, impegnato in un tour de force, Lewis ha condotto una serratissima due-giorni di collaudi tra le curve di Fiorano.

Con la Ferrari ha girato costantemente su un asfalto allagato spingendo al limite una serie di mescole. L’obiettivo era testare l’effettiva capacitΓ di drenaggio di nuovi disegni del battistrada in via di definizione. Da un punto di vista numerico, l’esito dell’operazione Γ¨ stato irreprensibile, con il pilota che ha restituito riscontri analitici davvero eccellenti.
Tuttavia la partita non Γ¨ chiusa: servono altri test per avere piΓΉ dati, considerando che la pista di Fiorano ha caratteristiche uniche restituendo feedback impossibili da replicare su altre piste. I numeri raccolti dalla Ferrari di Hamilton restano vitali, ma confermano l’imperativo di processarli e validarli incrociandoli con dati freschi a Magny-Cours. prima di immettere in griglia il prodotto definitivo.
Autore:Β Β Zander Arcari β @berrageizΒ
Immagini: Pirelli – Scuderia Ferrari