F1 GP Monaco Ferrari

F1, ADUO Ferrari a due step evolutivi: concessioni su ore al banco e limiti di spesa

La FIA applica per la prima volta il sistema ADUO sulle power unit di F1, dove Ferrari e Mercedes accedono alle deroghe. Secondo quanto riportato dalla testataΒ The Race, l’unitΓ  endotermica della Red Bull Γ¨ stata classificata come l’attuale riferimento tecnico, estromettendo la scuderia anglo-austriaca dalle concessioni di sviluppo. Il resto dei team, pertanto, potrΓ  realizzare modifiche evolutive potenziate da un incremento delle ore al banco e deroghe al budget cap.

Il paradosso valutativo della FIA: il peso esclusivo dell’endotermico

La complessa architettura normativa che regola la F1 ha prodotto finalmente il suo primo verdetto sul fronte motoristico, ridisegnando gli equilibri di sviluppo in vista del nuovo ciclo tecnico. Nel corso del weekend monegasco, le scuderie sono state formalmente informate sulle valutazioni espresse dalla FIA in merito al sistemaΒ Additional Development and Upgrade OpportunitiesΒ (ADUO).

L’esito dell’indagine svelato daΒ The Race, presenta tratti per certi versi paradossali rispetto a quanto si osserva in pista. Sebbene la power unit Mercedes sia unanimemente riconosciuta come il riferimento della griglia, sotto la severa lente dei commissari tecnici Γ¨ stato il propulsore sviluppato dalla Red Bull Powertrains, in partnership con Ford, a conquistare la palma di migliore unitΓ  motrice.

F1 Ferrari FIA
Frederic Vasseur, team principal della Ferrari a Monaco

Questa netta discrepanza tra il cronometro dominato dalla Stella a Tre Punte e la valutazione federale, pertanto, risiede interamente nei rigidi parametri di misurazione adottati. L’analisi condotta per sbloccare le concessioni di sviluppo si Γ¨ basata su un unico e selettivo elemento strutturale: il motore a combustione interna (ICE).

L’intera componente ibrida, vero cuore pulsante e fattore differenziante delle attuali monoposto, Γ¨ stata deliberatamente ignorata dal conteggio. Qualsiasi supremazia tecnica derivante da un’efficienza superiore nel recupero dell’energia, da strategie diΒ deploymentΒ piΓΉ raffinate o da un’avanzata gestione termica del sistema MGU-K e del pacco batterie, esula completamente dai requisiti previsti per l’ADUO.

La scelta della FIA che farΓ  discutere Ferrari e altri team

Di conseguenza, eccellendo unicamente nei parametri relativi alla combustione pura, la Red Bull Γ¨ stata considerata la prima della classe, perdendo di fatto il diritto di apportare modifiche correttive alla propria power unit. Le esatte metriche matematiche utilizzate per questa misurazione rimangono avvolte nel massimo riserbo, un segreto custodito gelosamente dalla Federazione.

La scelta di non esplicitare i calcoli all’interno del regolamento sportivo risponde a una chiara necessitΓ  preventiva: disinnescare sul nascere qualsiasi tentativo di manipolazione ingegneristica. I vertici parigini temevano fortemente che i costruttori potessero deliberatamente progettare i propulsori con il preciso scopo di sottoperformare in specifiche aree di indagine.

F1 FIA Ferrari
Nikolas Tombazis (FIA) davanti ai microfoni della TV

Una tattica per falsare i test al banco realizzati dall’organo legislativo e di riflesso apparire in ritardo con un chiaro obiettivo: sbloccare in modo illecito gli aggiornamenti concessi dal regolamento. Fatto sta, conta alla mano, che vedere un dominio motoristico da parte della Mercedes che perΓ² prende la deroga ADUO Γ¨ il solito controsenso che spesso abbraccia il mondo della Formula 1.

Ferrari prende l’ADUO superiore al 4%

L’architettura del sistema ADUO struttura le possibilitΓ  di recupero tecnico su base percentuale, concedendo omologazioni extra in funzione del divario registrato rispetto all’unitΓ  di riferimento. Mercedes, giudicata in ritardo di oltre il 2%, ha sbloccato una singola omologazione di sviluppo. Al contrario Ferrari Γ¨ stata collocata nella fascia di deficit superiore al 4%.

La Rossa ha diritto a due step evolutivi da ripartire tra l’anno in corso e la successiva campagna. Risulta fondamentale sottolineare come il posizionamento nella medesima fascia non certifichi un’uguaglianza prestazionale tra la power unit di Maranello e, ad esempio, quella Honda, bensΓ¬ attesti unicamente un ritardo superiore alla soglia del 4% per entrambe rispetto a Red Bull.

F1 FIA ADUO Ferrari
La power unit Red Bull immortalata a Monaco

Il vero fulcro di questa manovra compensativa risiede tuttavia nelle concessioni economiche e strutturali associate agli aggiornamenti. Sviluppare una power unit richiede ingenti risorse finanziarie e innumerevoli ore di simulazione al banco, limiti altrimenti invalicabili a causa dello stringente tetto di spesa. Per Mercedes, l’omologazione singola si traduce in un’esenzione vitale dalΒ budget capΒ pari a 3 milioni di dollari, affiancata da 70 preziosissime ore aggiuntive di test al banco prova.

Honda avrΓ  tutto per rimediare tramite l’ADUO

Scendendo lungo la spietata scala dei deficit, le agevolazioni aumentano in modo drastico e proporzionale. Chi accusa un ritardo compreso tra il 4% e il 6%, fascia di primissimo interesse per gli ingegneri del Cavallino Rampante, godrΓ  di un’iniezione di 4,65 milioni di dollari e 100 ore al banco.

Il sistema prevede poi scaglioni crescenti e ben definiti: 6,35 milioni e 150 ore per deficit dal 6% all’8%, fino ad arrivare a ben 8 milioni e 190 ore per gap critici compresi tra l’8% e il 10%. A chiudere questo sofisticato schema di livellamento prestazionale, c’Γ¨ una recente e massiccia deroga inserita su misura per supportare le gravi difficoltΓ  della Honda.

F1 2026 Aston Martin GP Australia ADUO
Il propulsore nipponico equipaggiato dalla Aston Martin AMR26

Registrando un ritardo superiore al 10%, la casa nipponica potrΓ  attingere a un fondo extra di 11 milioni di dollari e sfruttare l’enormitΓ  di 230 ore di lavoro supplementare. Un dispiegamento di forze concesso dal regolamento che peserΓ  in maniera determinante sui futuri equilibri mondiali di una scuderia che deve per forza di cose rimediare ai gravi errori commessi.

Autore:  Zander Arcari – @berrageiz  

Immagini: Red Bull Racing – Scuderia Ferrari