La Ferrari SF-26 fa un passo avanti nella F1 targata Austria. Ci riesce grazie a un eccellente lavoro diΒ fine tuningΒ al simulatore che ha efficacemente curato l’eccesso di sovrasterzo. Sebbene l’handling sia sensibilmente migliorato garantendo trazione, resta un deficit cronico di motore in rettilineo rispetto alla Mercedes W17. Gli aggiornamenti funzionano, a conferma di un percorso di sviluppo solido e mirato da parte degli ingegneri di Maranello.
F1, Scuderia Ferrari: super lavoro per azzeccare tutte le regolazioni
Tra il venerdΓ¬ e il sabato di F1 nel Gran Premio d’Austria, la SF-26 ha mostrato un visibile miglioramento in termini diΒ handling. Come avevamo anticipato, la marcata tendenza all’eccesso di rotazione richiedeva un intervento mirato. Grazie allo studio realizzato nella notte al simulatore, sfruttando la mole di dati raccolta durante le sessioni del venerdΓ¬ tutto Γ¨ cambiato.

In quest’ottica, Antonio Giovinazzi ha lavorato sino a tarda notte con l’obiettivo di deliberare un chiaro compromesso sulΒ setupΒ che potesse essere decisamente piΓΉ efficace. Il riscontro in pista ha evidenziato una vettura con una minore tendenza al sovrasterzo, fattore che ha permesso agli alfieri della Rossa di consolidare unΒ feelingΒ decisamente superiore con l’auto.
Scendendo maggiormente nello specifico, piloti e tecnici sono riusciti a stabilizzare la monoposto in trazione all’uscita di curva 1 e a limitare le repentine perdite di aderenza (snap) in uscita dalla curva 3. Si tratta di micro-regolazioni e di un lavoro diΒ fine tuningΒ sulla messa a punto che ha consentito di limare diverse frazioni di secondo sul giro e di riflesso progredire con la prestazione.

L’obiettivo Γ¨ quindi stato centrato, gli ingegneri di Maranello hanno effettivamente ampliato la finestra di utilizzo della vettura, potendo quindi sbloccare una buona parere dellaΒ performanceΒ ancora inespressa pure nelle fasi di percorrenza. Spesso ne parliamo: mettere in pista la vettura nella maniera corretta fa tantissima differenza in questa stagione, considerando che spesso sono i dettagli a cambiare le cose.
F1, Ferrari SF-26: sulle rette resta un deficit importante sulla Mercedes
Il tallone d’Achille della Ferrari restano i lunghi rettifili, dove la vettura cede ancora diverse frazioni di secondo. Il piccoloΒ stepΒ prestazionale legato ai cavalli dellaΒ Power UnitΒ ha garantito un impatto positivo, ma chiaramente non si Γ¨ rivelato decisivo per colmare il divario; la Mercedes W17, di fatti, conserva ancora un margine evidente sul fronte delle velocitΓ di punta. Non poteva essere differente da cosΓ¬.
Osservando il comportamento dinamico della Rossa nel transito tra curva 6 e curva 7, caratterizzato da una leggera instabilitΓ del retrotreno, Γ¨ piuttosto lecito dedurre che gli ingegneri di Maranello abbiano optato per una riduzione di alcuniΒ step nell’incidenza dell’ala posteriore, nel tentativo di massimizzare per quanto possibile leΒ top speed nei tratti ad alta velocitΓ di percorrenza.

Rispetto a Barcellona, dove la finestra di assetto si Γ¨ rivelata piΓΉ generosa e ha permesso potenziale maggiore, a Spielberg la conformazione del tracciato dominata dagli allunghi limita il potenziale della SF-26. CiΓ² nonostante, Ferrari ha ottimizzato il rendimento del pacchetto tramite ilΒ setup, centrando un’esecuzione del fine settimana quasi perfetta: un aspetto che sappiamo essere fondamentale.
Per finire, una nota ampiamente positiva deriva dagliΒ upgrade: pur essendoci poche novitΓ tecniche introdotte per questo GP, gli aggiornamenti hanno trovato tutti piena validazione. Questo conferma come il team italiano continui a spingere con grande determinazione sul fronte degli sviluppi, con l’obiettivo di garantire un ritmo di progressione molto spedito e restare agganciato al sogno mondiale.
Autore: Zander Arcari β @berrageiz
Immagini: Scuderia Ferrari – F1Tv