Per massimizzare il rendimento in F1 della SF-26, Ferrari e Shell hanno studiato soluzioni inedite, bilanciando la densitΓ della benzina sintetica con l’efficienza pura nella camera di scoppio. Un lavoro cruciale che si sposa con gli aggiornamenti all’endotermico, pensati anche per allargare la finestra di funzionamento della la monoposto italiana giΓ a Spielberg.
F1, Ferrari: lo studio profondo del team con Shell
La rivoluzione tecnica della Formula 1 passa anche attraverso una trasformazione relativa all’alimentazione della Power Unit. Si chiude ufficialmente l’era iniziata nel 2014, in cui lo sviluppo dei V6 turbo-ibridi era imbrigliato dal limite di “portata massica” fissato a 100 kg/h. Con il nuovo ciclo, il paradigma si ribalta: l’unitΓ di misura sovrana non sarΓ piΓΉ il peso del carburante, bensΓ¬ l’energia sprigionata.

La direttiva della Federazione Internazionale impone un tetto massimo al flusso energetico pari a 3000 MJ/h. Si tratta di una restrizione severa, concepita per spingere sull’innovazione tecnologica, che di fatto riduce le prestazioni puramente endotermiche di circa il 20% rispetto al vecchio vincolo di massa. Ogni carburante sintetico di nuova generazione possiede infatti una densitΓ energetica specifica.
Questo significa che parte della sfida consiste nel trovare la perfetta alchimia tra sostenibilitΓ chimica e potenza pura. In termini pratici, se una scuderia decide di utilizzare una miscela ad altissima densitΓ energetica, Γ¨ costretta a ridurre in maniera proporzionale la portata massima per non sforare il tetto imposto dalla Federazione Internazionale.

Le squadre avranno la libertΓ di spingere, ovviamente mettendo in conto dei chiari compromessi inerenti alle proprietΓ chimiche dei fluidi. Un territorio tecnico che la Ferrari ha fortemente esplorato con il suo partner Shell. L’obiettivo Γ¨ battere tutte le strade, attingendo alle massime risorse per cercare di assicurarsi sempre e comunque un vantaggio.
Shell per il salto di qualitΓ al Gran Premio d’Austria
Sappiamo bene come la storica scuderia di Maranello abbia varato da subito diversi piani di sviluppo con il partner tecnologico olandese, giocando anche sui fluidi ad altissima densitΓ energetica per poter imbarcare meno litri e alleggerire la monoposto. Tuttavia, c’Γ¨ pure un’opzione B: avere una miscela meno densa che autorizza flussi piΓΉ abbondanti.

Questa scelta, benchΓ© costringa a partire con un peso maggiore in linea teorica, per contro puΓ² sicuramente offrire interessanti vantaggi che di fatto superano i contro. Ci riferiamo ai possibili benefici che si possono generare all’interno della camera di scoppio.
Uno scenario che puΓ² dare vita ad altri margini sulla prestazione che, di riflesso, possono chiaramente polverizzare qualsiasi tipo di svantaggio legato ai chili in eccesso imbarcati sulla monoposto italiana. La nuova benzina lavora ovviamente per innalzare il rendimento dell’auto. E non poteva essere altrimenti: serve continuare a spingere quanto piΓΉ possibile.
Lo fa in stretta collaborazione con l’aggiornamento al motore endotermico che lo stesso Enrico Gualtieri ha confermato. Un plus di competitivitΓ che perΓ² non va visto come uno stravolgimento, ma piuttosto come un lavoro mirato a ottimizzare quanto piΓΉ possibile il pacchetto completo della monoposto italiana. Spielberg Γ¨ senza dubbio la pista piΓΉ adatta per testare queste novitΓ .

Il team di Maranello ha l’intenzione di confermare quanto di buono visto al Gran Premio di Barcellona, all’interno di un fine settimana che puΓ² far decollare la SF-26. Ed Γ¨ proprio questo il target che la storica scuderia italiana insegue, perfettamente consapevole che non per nulla semplice replicare le risposte avute al MontmelΓ².
Gli aggiornamenti, in questo senso, dovrebbero fornire un aiuto cruciale, ma come sempre sarΓ la pista a confermare la bontΓ del lavoro svolto dal team. Il Cavallino Rampante Γ¨ molto carico, lo abbiamo visto chiaramente in pit lane in queste ultime ore. Non si puΓ² sbagliare, perΓ².
Autore e immagini:Β Zander Arcari β @berrageizΒ Β