Il venerdΓ¬ di prove libere in F1 della Ferrari al Gran Premio di Barcellona si chiude con cauto ottimismo per la Rossa, sebbene non manca tanto lavoro da svolgere sull’assetto della SF-26. Le correzioni al differenziale hanno mitigato il sovrasterzo, ma resta lo scoglio del surriscaldamento gomme in curve ad alto carico. Il focus del team si sposta ora sul primo settore, dove la Rossa perde terreno decisivo a causa di velocitΓ minime carenti e preparazione pneumatici prematura.
Ferrari, buon inizio ma non abbastanza
La prima giornata di Formula 1 per la Ferrari in terra catalana si conclude in maniera tutto sommato positiva per la Rossa. La storica scuderia Italiana ha potuto girare con costanza, portando a termine un’ingente mole di lavoro per ottimizzare l’assetto. Nelle prime prove libere, la messa a punto iniziale non era forse delle migliori, ma ha rappresentato comunque una solida base di partenza.
Sebbene i piloti non si siano lamentati esplicitamente di un comportamento anomalo della SF-26, dagliΒ on-boardΒ Γ¨ stato possibile evincere un certo grado di sovrasterzo in alcuni punti del tracciato. Un’impressione confermata dal lavoro svolto successivamente in pista: a Leclerc, infatti, Γ¨ stato suggerito di aumentare il bloccaggio del differenziale in ingresso curva.

A livello tecnico, incrementare il valore di un punto o piΓΉ punti sul manettino, di fatti, spoilera la necessita di creare una naturale resistenza alla rotazione della vettura. Una mossa che serve per gestire al meglio la tendenza dell’avantreno a chiudere troppo all’apice della curva, un eccesso di rotazione che si traduce in problema se appunto Γ¨ troppo marcato.
L’importanza della gestione gomme sulla SF-26
Nelle FP2, il team si Γ¨ concentrato sull’affinamento di questo setup. Leclerc si Γ¨ detto soddisfatto delle modifiche, riferendo via radio che il passo in avanti rispetto alla mattinata Γ¨ stato sostanziale. A livello visivo, la SF-26 Γ¨ apparsa piΓΉ docile e meno sensibile al sovrasterzo. Parliamo di un tratto cronico che Γ¨ tuttavia rimasto predominante in curve come la 4 e la 12.
In queste due sezioni, dove la vettura subisce un elevato carico laterale, a centro curva il posteriore tendeva ancora a perdere aderenza. Questa instabilitΓ era derivato pure da un surriscaldamento degli pneumatici, un limite di cui la Ferrari ha giΓ sofferto a Monaco. L’asfalto del MontmelΓ² Γ¨ rovente e il profilo energetico del tracciato trasferisce molto calore alle coperture.

Tutto questo lascia supporre che al muretto stiano cercando una via per mitigare l’overheatingΒ tramite l’assetto, e che proprio questo rappresenti attualmente lo scoglio principale per abbassare i riscontri cronometrici. Allo stato attuale, il distacco nel terzo settore Γ¨ alquanto contenuto, sebbene la Mercedes risulti molto piΓΉ pulita in questa porzione di pista.
Il settore centrale si conferma il punto di forza della SF-26, mentre il vero tallone d’Achille resta il primo tratto. Γ proprio lΓ¬ che la Rossa perde quei due decimi che la separano dal rendimento dei top team: un gap dovuto in parte, a una carenza di velocitΓ minima nelle curve in appoggio e, verosimilmente, a una preparazione della gomma leggermente prematura.
Autore: Zander Arcari β @berrageiz
Immagini: Scuderia Ferrari