Il podio conquistato da Norris a bordo della McLaren sul tracciato di F1 di Barcellona non basta a placare gli animi del team inglese, costretto a fare i conti con un divario prestazionale ancora troppo ampio. La tappa spagnola ha infatti evidenziato le criticitΓ strutturali della MCL40 nella complessa gestione termica degli pneumatici, imponendo agli ingegneri di Woking una drastica accelerazione sul fronte degli sviluppi aerodinamici per tentare di arginare l’inarrestabile passo di Mercedes e Ferrari.
L’illusione di Barcellona e il muro invalicabile imposto da Ferrari e Mercedes
Sulla carta, il risultato maturato al termine del Gran Premio di Barcellona avrebbe dovuto infondere una massiccia dose di ottimismo all’interno del box color papaya. Rientrare in top tre dopo i pesanti passaggi a vuoto sofferti tra le stradine del Principato di Monaco e i cordoli di Montreal, di fatto, poteva senza dubbio rappresentava un’iniezione di fiducia vitale. CosΓ¬ non Γ¨ stato, perΓ².

Incrociando i dati telemetrici e la visione degli onboard, Γ¨ piuttosto facile sostenere che il fine settimana iberico ha assunto i contorni di un severo bagno di realtΓ . Lando Norris ha dovuto raschiare il fondo del barile per tenersi in scia ai battistrada, faticando enormemente nel reggere il ritmo indiavolato imposto da Lewis Hamilton e dalle due velocissime Mercedes di George Russell e Kimi Antonelli.
Il terzo gradino del podio Γ¨ scaturito principalmente a causa di un improvviso cedimento meccanico che ha ammutolito la Mercedes W17 di Antonelli nelle battute conclusive della corsa. Una circostanza fortuita che ha peraltro apparecchiato la tavola per una statistica d’altri tempi: un podio monopolizzato da tre sudditi di Sua MaestΓ , un evento che nel Circus non si verificava dalla 1968 del Gran Premio degli Stati Uniti.
Analizzando lo stint iniziale, il campione del mondo in carica ha accusato un ritardo pesante, scivolando a piΓΉ di 10 secondi dagli scarichi di Russell. Solo nella seconda metΓ della gara il divario ha iniziato ad assottigliarsi, regalando l’illusione di una possibile battaglia corpo a corpo. Un riavvicinamento che lo stesso Norris ha inquadrato con brutale luciditΓ , imputando la rimonta alle difficoltΓ di Russell.

L’inglese della Mercedes ha iniziato a soffrire parecchio il degrado della gomma. Ne abbiamo parlato ieri, spiegando come il diverso approccio di Antonelli al volante della freccia d’argento abbia limitato l’overheating che invece ha sofferto George. Lando si Γ¨ comunque mantenuto tra i primi con sua sorpresa. In questo momento, McLaren non ha il passo per lottare al vertice.
McLaren, il rebus gomme della MCL40
Se le dinamiche in pista hanno delineato valori di forza ben precisi, il lavoro dietro le quinte certifica un momento di stallo nello sviluppo tecnico della monoposto inglese. Andrea Stella non ha usato giri di parole nell’analizzare il momento storico della scuderia, ammettendo in maniera piuttosto sincera che i rivali stanno semplicemente operando a un livello superiore.
L’esempio piΓΉ lampante Γ¨ rappresentato dalla formidabile reattivitΓ del muretto Ferrari. A Maranello sono riusciti a sbloccare un pacchetto di aggiornamenti in grado di far compiere alla vettura quel decisivo salto prestazionale che le permette di battagliare cosa vertice. Una lezione che impone alla McLaren una profonda revisione delle proprie metodologie di lavoro per non perdere definitivamente il treno iridato.

Il vero tallone d’Achille della vettura britannica in questa precisa fase del campionato Γ¨ tuttavia legato a doppio filo all’innalzamento delle temperature. Durante la prima fase regolamentare delle monoposto a effetto suolo, la scuderia d’oltremanica aveva fatto della gestione degli pneumatici un vero e proprio marchio di fabbrica, riuscendo a minimizzare l’usura anche nei contesti piΓΉ critici.
Oggi, il paradigma sembra essersi drammaticamente capovolto. L’asfalto del MontmelΓ², rovente e capace di superare costantemente la soglia critica dei 50 gradi, ha mandato in tilt l’intero bilanciamento. La MCL40 soffre in maniera cronica i picchi di calore, trasferendo un’energia eccessiva sulla carcassa dello pneumatico e innescando un degrado che compromette fatalmente il passo sulla lunga distanza.
La pronta reazione della McLaren arriverΓ presto
Nonostante queste palesi difficoltΓ strutturali, il dipartimento aerodinamico ha provato a invertire la rotta introducendo correttivi mirati. I tecnici hanno riportato in pista una versione minuziosamente rivista del nuovo alettone anteriore, un componente che aveva esordito senza alcun successo in Canada e che Γ¨ stato deliberatamente rielaborato in fabbrica.

I riscontri emersi durante le sessioni di prove libere avevano lasciato intravedere segnali di risveglio incoraggianti dal punto di vista del carico sprigionato. Purtroppo, nel momento topico di estrarre il massimo potenziale sul giro secco in qualifica, il divario nei confronti delle dirette concorrenti Γ¨ tornato a crescere, confermando che la strada per la vetta Γ¨ ancora ripida.
Nonostante le recenti difficoltΓ , Γ¨ doveroso sottolineare un dato inconfutabile: se c’Γ¨ una scuderia che nelle ultime stagioni ha dimostrato una straordinaria capacitΓ di sviluppare a campionato in corso, quella Γ¨ proprio la McLaren. Γ quindi altamente probabile che a Woking sapranno superare brillantemente questa fase di stallo, restituendo alle due MCL40 il potenziale tecnico necessario per tornare a recitare un ruolo da assolute protagoniste nella lotta per podi e vittorie.
Autore:Β Β Zander Arcari β @berrageizΒ Β
Immagini: Zander Arcari – McLaren