L’analisi degli onboard al Gran Premio di F1 a Barcellona svela i segreti tecnici della sfida interna in casa Mercedes tra George Russell e Kimi Antonelli. Mentre l’inglese ha abbandonato l’idea di copiare il setup del compagno per ritrovare la pole, in gara l’italiano fa la differenza. La chiave del passo di Antonelli risiede in uno stile di guida meno brutale sulle traiettorie, capace di massimizzare la gestione gomme alleggerendo il carico laterale.
Mercedes: Russell aveva βcopiatoβ i setup di Antonelli
Durante l’ultimo fine settimana al Gran Premio di Barcellona sono emerse nette differenze negli stili di guida tra i due piloti Mercedes. Vale la pena analizzarne alcune, considerando che lo stesso Toto Wolff ne ha parlato esplicitamente e che, durante la corsa, Andrea Kimi Antonelli si Γ¨ distinto nella gestione degli pneumatici rispetto al compagno di squadra.
Innanzitutto, occorre precisare che questo fine settimana ha rappresentato un deciso cambio di passo per George Russell. Dopo la pole position conquistata dall’inglese al sabato, Wolff ha fatto trapelare alcune informazioni interessanti sulle dinamiche interne al box, dichiarando: βA Miami George non era veloce, quindi ha chiesto cosa stesse facendo Kimi dallβaltra parte del box”.
Poi ha aggiunto: “Abbiamo quindi messo a punto la sua vettura, sia elettronicamente che meccanicamente, in modo piΓΉ simile a quanto faceva Kimi. Per George, tuttavia, questi cambiamenti non hanno funzionato e, dopo Monaco, ha deciso di tornare alle regolazioni della prima parte della stagioneβ. CiΓ² che si rivela efficace per un pilota non Γ¨ detto che funzioni per l’altro.

Russell lo ha compreso alla perfezione, decidendo cosΓ¬ di interrompere il “copia e incolla” dai dati del giovanissimo pilota bologense. Sia chiaro, queste dinamiche sono assolutamente lecite, se non fisiologiche, all’interno di una scuderia. Specie quando entrambi guidano una monoposto vincente che gli permette di dominare la scena ogni Gran Premio.
I compagni di squadra devono supportarsi a vicenda, specialmente con l’attuale generazione di vetture, la cui comprensione Γ¨ ancora in fase di sviluppo. Cosa facesse di diverso Kimi a livello di elettronica e di meccanica Γ¨ complesso da decifrare nel dettaglio. Parliamo verosimilmente di variazioni marginali, inezie che tuttavia riescono a generare un’enorme differenza sul cronometro.
F1, Antonelli: da dove deriva il vantaggio di Russell in gara
Sebbene Russell sia tornato a prendere una direzione piΓΉ personale con il setup, durante il fine settimana catalano si sono comunque registrate notevoli differenze con Antonelli. Al sabato, l’inglese si Γ¨ preso la pole position in modo eccezionale; tuttavia, nel passo gara ha palesato alcune lacune. Era evidente come Kimi fosse sensibilmente piΓΉ rapido, pur trovandosi sulla medesima strategia.
Viene spontaneo domandarsi per quale motivo l’italiano avesse piΓΉ ritmo. Non tutto Γ¨ riconducibile al puro talento, specie quando si tratta di vantaggi marginali. Toto Wolff si Γ¨ espresso riguardo agli stili di guida dei due piloti, affermando: βKimi frena molto tardi, buttando l’auto in curva. George Γ¨ piΓΉ fluido, ma entrambi sanno adattarsi bene alle capacitΓ della W17. Kimi, tuttavia, sembra piΓΉ brutale con la monopostoβ.

Il βfattore adattamentoβ Γ¨ cruciale per decifrare i punti di forza dell’auto e ottimizzarli una volta in pista. Questo richiede una spiccata sensibilitΓ nel percepire i trasferimenti di carico della monoposto e comprendere come sfruttarli in maniera efficace. Certamente, il talento naturale Γ¨ indispensabile, ma non dimentichiamo che i piloti devono affiancarlo a un imponente e meticoloso lavoro di analisi insieme al team.
Kimi, gli onboard rivelano uno stile di guida meno gravoso per Kimi sulle gomme
Osservando attentamente gli onboard dei due piloti, si delineano nette differenze negli approcci. In molti hanno notato come in curva 10 le due Frecce dβArgento seguissero traiettorie completamente differenti. Come si puΓ² evincere anche dal confronto a seguire, Kimi predilige un’uscita decisamente piΓΉ larga, sfruttando il limite della pista e pizzicando in misura minore il cordolo in percorrenza.

Al contrario, per tutto il fine settimana, Russell ha mantenuto una linea molto piΓΉ stretta. Normalmente, stringere la traiettoria permette di limare preziosissime frazioni di secondo, che in qualifica possono valere la pole position. In gara, viceversa, i target traslano in maniera naturale ed Γ¨ imperativo preservare il ciclo vitale delle mescole il piΓΉ a lungo possibile.
Percorrendo piΓΉ metri e lasciando scorrere maggiormente la vettura in uscita dalla 10, all’atto pratico si va a sottoporre la gomma a uno stress inferiore. Kimi risultava piΓΉ veloce proprio in virtΓΉ di un superiore risparmio degli pneumatici. Soprattutto quando si analizza il comportamento del compound, micro-differenze nellβusura possono tradursi in delta cronometrici accentuati.

L’esempio di curva 10 Γ¨ senza dubbio il piΓΉ lampante, ma dinamiche del tutto analoghe si sono ripetute lungo l’intero tracciato. Prendiamo in esame la curva 4 (in alto), un tratto in cui si trascorrono diversi secondi in appoggio. Nel punto in cui i due raggiungono il massimo carico trasversale imposto alla vettura, si nota che Russell, anche in questo frangente, si tiene piΓΉ stretto nel tentativo di minimizzare i metri percorsi.
Antonelli, di contro, tende ad allargare la linea per alleggerire lo stress laterale scaricato sullo pneumatico. Le differenze non si esauriscono qui. Γ probabile che Kimi riesca a gestire meglio anche l’erogazione ibrida, elemento sul quale ha estratto un solido vantaggio da Miami in poi. La strada intrapresa da Russell sembra corretta, ma colmare il gap residuo sulla lunga distanza non sarΓ facile.
Autori: Zander Arcari β @berrageiz β NiccolΓ³ Arnerich β @niccoloarnerich
Immagini: F1Tv