La Mercedes W17 di Kimi Antonelli vola in F1. L’estrema adattabilità del giovane talento italiano fa la differenza in pista, evidenziando le attuali difficoltà di George Russell. Una lettura tecnica e meramente psicologica delle dinamiche che stanno spostando gli equilibri all’interno del team di Brackley, dove la capacità di adattamento del bolognese alla vettura è super.
F1, Mercedes: i problemi che Kimi ha risolto con il team
Tra il primo e il secondo turno di qualifica, la Mercedes di Kimi Antonelli ha fatto un importante passo in avanti. Appena iniziata la sessione, specie nel secondo, dagli onboard si notava chiaramente come Kimi non avesse grip. Non appena la vettura si caricava, perdeva aderenza laterale, costringendo il bolognese a piccole ma continue correzioni sul volante.
Dal box non gli è stato comunicato nulla di particolare, ma era chiaro che il bilanciamento non fosse quello delle prove libere 3. La W17 pareva una vettura completamente diversa, insomma. Ma nel primo run della Q2 tutto è cambiato: l’italiano stava guidando un’altra monoposto. Era ora in grado di prendere curva 1 sempre al meglio, ma la grande differenza si notava nel settore centrale.

Il tutto è abbastanza complesso da comprendere, e lo è ancor di più individuare il motivo di questo cambio di passo. Appena ha fatto segnare il miglior tempo in Q2, Bonnington si è aperto via radio dicendo appunto che “l’aggiustamento ha funzionato”. Qualcosa, quindi, è stato fatto. Antonelli ha poi confermato la bontà della modifica, affermando: “Ora il bilanciamento è molto migliore”.
Kimi: la modifica sulla pressione delle gomme
La possibilità più credibile? Vediamo. Si pensa che Kimi possa aver cambiato il valore del differenziale, specie il manettino che regola la percorrenza: il cosiddetto “mid differential”. D’altronde, questo elemento è centrale per il controllo di queste auto. Aumentando i valori di qualche click si stabilizza il posteriore, agendo sulla differenza di velocità delle due ruote.
Tuttavia, questo cambio non è stato suggerito via radio; in questi casi, solitamente, i piloti ed i tecnici ne parlano in maniera esplicita via radio. Inoltre, va tenuto presente che ogni vettura è diversa da guidare, e queste informazioni possono avere una reale utilità solamente per i compagni di squadra. Pensiamo, piuttosto, che ai box abbiano modificato la pressione iniziale delle mescole.

Questo è un parametro che normalmente non viene comunicato via radio, perché, appunto, si potrebbero avvantaggiare gli avversari. È una modifica veloce da effettuare e che può incidere notevolmente sulle prestazioni. Anche perché, spesso, bisogna apportare piccoli aggiustamenti a tali valori per seguire l’evoluzione della pista, sia in termini di temperatura che di livello di grip.
Le abilità di Antonelli nell’adattarsi alla Mercedes
Fatto sta che Antonelli ha iniziato a volare. Abbiamo parlato di questa tematica per far capire quanto sia “facile”, con pochi dettagli, migliorare o peggiorare le condizioni di marcia di una monoposto. Si parla sempre troppo poco di tali questioni, ma spesso, anche in gara, la regolazione di alcuni manettini cambia completamente l’interpretazione della vettura.
Questo in buona parte spiega il vantaggio di Kimi sul compagno. E non ci riferiamo al punteggio nella classifica iridata, bensì alla capacità interpretativa di Antonelli rispetto al suo compagno di squadra. Il bolognese è spesso mediamente più rapido, e non di poco. Ci sono delle chiare ragioni che abbracciano una tematica importante: il feeling con la vettura.

Kimi si sente a suo agio al volante perché le sue caratteristiche si adattano all’auto. E quando di base non c’è questa confidenza, l’italiano la ricerca capendo i limiti dell’auto e come sfruttarla al meglio. Un pilota in grado di unificarsi allo stato dell’auto fa la differenza: questo è un cavallo di battaglia di Verstappen. Max che, in più occasioni nella sua carriera, ha parlato proprio di questo aspetto.
Lo ha fatto specificando che un pilota di talento studia la vettura e, se necessario, cambia la maniera di guidare se la mossa è redditizia. È chiaro che per Antonelli sia più semplice farlo, considerando che è molto giovane e non ha ancora uno stile consolidato. Tuttavia si parla pure di duttilità, un tratto distintivo che risulta cruciale all’interno di determinati contesti.
Mercedes: Kimi vanta uno stato mentale superiore a quello di Russell
Non è solo una questione di mera velocità, perché nella sua carriera, Russell, ha spesso dimostrato di possedere grandi doti di pilotaggio. Ma in questa stagione, George non sta trovando quel “quid” in più. Il tutto condito dal livello psicologico che non aiuta in questi frangenti. George è spesso parso arrendevole e sconsolato, mentre in altre occasioni è sembrato troppo sicuro di sé.

La freschezza mentale di Kimi è uno scoglio duro da arginare per l’inglese che, conti alla mano, anche per via della sfortuna, sta vedendo scivolare via il sogno di una vita. Il campionato è ancora lungo, ma Kimi non ha alcuna intenzione di cedere il passo, consapevole di avere tutto per dare il meglio di sé in ogni singolo fine settimana di gara.
Autore: Zander Arcari – @berrageiz
Immagini: Scuderia Mercedes – F1Tv