F1, GP Ungheria: Ferrari sbarca a Budapest con un nuovo pacchetto di micro-aerodinamica al posteriore per massimizzare il carico aerodinamico locale. Debuttano inedite winglet ancorate al mainplane e appendici d’uscita che ottimizzano l’upwash aerodinamico senza compromettere l’attivazione del DRS. Questa chiara virata tecnica rispetto a Monaco è stata studiata per adattare perfettamente la monoposto alle tortuose esigenze del tracciato di Budapest.
GP Ungheria: Ferrari prende spunto dalle soluzioni di Monaco
Facciamo un passo indietro sino al mese di maggio. Come ricorderemo, per il Gran Premio di Monte Carlo abbiamo visto proliferare una marea di appendici aerodinamiche aggiuntive al posteriore delle monoposto. Il fatto curioso riguardava la storica scuderia di Maranello che, a differenza del resto dei top team, è stata l’unica vettura tra i top team a snobbare questo tipo di lavoro.
E in effetti, la Rossa non ha presentato quella serie di profili posti centralmente sopra l’ala posteriore. Ci riferiamo alle appendici comunemente definite “winglet”. Questo tipo di “castello aerodinamico”, composto da vari elementi, nasce potendo sfruttare appieno uno dei volumi regolamentari dell’ala posteriore: in particolare quello destinato ad alloggiare l’attuatore per l’attivazione della straight mode.

Di fatto, queste componenti producono carico aerodinamico e incrementano la spinta locale, accentuando l’effetto di upwash del fluido. Ricordando le diverse soluzioni che abbiamo analizzato a Monte Carlo, è facile capire come i tecnici diretti da Loic Serra abbiano deciso di adottareuna versione molto simile a quella della McLaren. .
A Monaco le squadre ne avevano approfittato anche perché la FIA aveva proibito del tutto l’utilizzo dell’aerodinamica attiva tra le stradine del Principato. Per Budapest, al contrario, l’organo legislativo ha dato il via libera per utilizzare l’aerodinamica attiva, motivo per cui questa struttura deve ancorarsi esclusivamente al mainplane, senza potersi appoggiare agli elementi mobili.

Proprio a Monaco, dove ritenevano di essere i favoriti, i tecnici della Rossa hanno compreso che questi piccoli elementi garantivano un effetto tangibile sulla generazione di carico al posteriore. Oltre a questo, il Cavallino Rampante ha pure introdotto dei piccoli device sul bordo d’uscita dell’ultimo elemento dell’ala, che prendono spunto da quanto visto sulla Red Bull RB22 nel recente passato.
SF-26: lavoro di fino vicino all’appendice centrale
Stesso discorso per le micro-appendici che, di fatto, prolungano il profilo centrale che aiuta la rotazione dell’ala. Anche questo tipo di elementi si incarica di aumentare il carico generato localmente. La storica scuderia italiana ha quindi scelto di lavorare sulla micro-aerodinamica per adattare quanto più possibile la monoposto alle caratteristiche del tracciato ungherese.

Resta da capire se queste modifiche porteranno i vantaggi attesi, tenendo presente che il resto dei team mette in cima alla lista dei favoriti proprio la Ferrari per il Gran Premio di Ungheria. Oltre al tema aerodinamico, però, ci sarà da lavorare parecchio sulla messa a punto della vettura, tema cruciale nel fine settimana per poter sfruttare al massimo tutte le importanti doti della monoposto.
Autori: Zander Arcari – @berrageiz – Niccoló Arnerich – @niccoloarnerich
Illustrazioni: Zander Arcari – @berrageiz