McLaren torna a Woking dal Belgio con un bottino più contenuto rispetto alle aspettative del team di F1. La linearità della corsa è stata compromessa da vari fattori: le penalità, il tempo perso in fase di pit stop e lo sfortunato timing della Virtual Safety Car, hanno di fatto precluso a Norris la possibilità di lottare per il podio. Dall’altra parte del box, Piastri ha sofferto molto il contatto con Leclerc.
GP Belgio, McLaren: perché non è stato possibile ottimizzare il rendimento a SPA
Nello scontro ravvicinato ha avuto la peggio. l’australiano; un danno al fondo che gli è costato circa 2-3 decimi al giro. Ovviamente, non è tutta colpa degli eventi. Nel weekend di Spa, specialmente in gara, le due MCL40 non ha massimizzato il proprio ritmo. Ci sono precise motivazioni tecniche dietro a questa mancata ottimizzazione e Andrea Stella è stato molto schietto al riguardo.
Lo ha fatto spiegando a grandi linee dove risiedono i principali limiti della vettura. In vista delle ultime prove libere, il team inglese non aveva ancora deliberato il setup definitivo. A quanto appreso, il venerdì sono state testate diverse opzioni di assetto, ma gli ingegneri dovevano ancora capire quale potesse essere la migliore. Anche per questo hanno presentato due versioni differenti di ala posteriore.

La costruzione del setup è fondamentale per la corretta esecuzione della gara e a Woking non hanno progredito quanto sperato. Insomma: il setup non era ottimizzato. Va poi detto che, attualmente, Ferrari abbia un vantaggio indiscusso sulla McLaren, in quanto la SF-26 tende a realizzare un salto di qualità più elevato sulla lunga distanza, grazie all’ottimo lavoro sempre svolto dai tecnici.
McLaren deve ancora imparare a gestire bene l’ibrido Mercedes
Oltre a questo, il cruccio principale è stato sicuramente la gestione dell’energia. Come sappiamo, la scuderia condivide la medesima power unit della Mercedes, ma le mappe con cui viene erogata l’energia, quindi parliamo di harvesting e deployment, non sono le stesse e devono essere sviluppate in proprio direttamente a Woking. Parliamo quindi del “cervello” della power unit, insomma.
Ed è proprio si questo punto che attualmente risiede un chiaro punto debole. Già verso la qualifica, il team ha riconosciuto un lavoro di fine-tuning sull’erogazione dell’energia, un fronte sul quale sia la Mercedes che Ferrari hanno invece fatto un lavoro egregio da subito. Specie la Rossa se teniamo presente il deficit della power unit italiana.

E allora sorge spontanea una domanda: perché non basta copiare quello che fa il team di riferimento, capace di capitalizzare molto meglio il potenziale della medesima power unit? Il punto è che la mappa dev’essere tailor-made per le caratteristiche di ogni singola monoposto. McLaren ha più drag e gli serve maggiore spinta a fine rettilineo, mentre Mercedes può tagliare prima l’apporto elettrico.
La mappatura deve sposarsi con il grip istantaneo che una specifica vettura è in grado di generare e l’erogazione dev’essere complementare all’efficacia nel generare trazione. “Dobbiamo migliorare frenata e percorrenza per sfidare i nostri rivali in circuiti come Ungheria e l’Olanda“, racconta Andrea Stella. Queste due fasi sono cruciali perché costituiscono i due terzi dell’intera fase di cornering.
Serve un passo in avanti anche su carico e telaio della MCL40
In termini di percorrenza, McLaren accusa un deficit rispetto alla Ferrari. Stessa cosa per quanto riguarda la spinta verticale, sebbene sappiamo che l’auto inglese sia messa abbastanza bene da quel punto di vista. La criticità in ingresso dipende invece da fattori più specifici. Urge un miglioramento su tutti i fronti e proprio per questo le novità tecniche non sono ancora arrivate.

“Abbiamo aggiornamenti che sono in programma per la seconda parte della stagione“, spiega Andrea. Per l’Hungaroring la MCL40 sarà la stessa. Dall’Olanda in poi ci si aspetta invece l’introduzione di un pacchetto di aggiornamenti più corposo. Il rate di sviluppo della McLaren non è tra i più alti, e questo spiega anche l’impotenza dimostrata dalla squadra nelle ultime gare.
Autori: Zander Arcari – @berrageiz – Niccoló Arnerich – @niccoloarnerich
Illustrazioni: Zander Arcari – @berrageiz