GP Ungheria: Ferrari inizia bene specie con Leclerc che senza fatica trova subito un buon compromesso. Nella F1 targata Budapest la SF-26 sembra essere comoda, benché Lewis non ha trovato ancora il giusto feeling. Tante prove comparative sul carico e sulle gomme. La squadra italiana studia con attenzione i comportamenti della Rossa, perché vuole azzeccare la strada sul setup migliore.
SF-26: prove comparative sull’ala Macarena
La Ferrari scende in pista nelle FP1 con le gomme Medium per il primo run. Come solitamente accade, si parla parecchio delle mappature ibride nel primo giro lanciato, cercando di testare al meglio il rilascio dell’energia. Sebbene la pista magiara sia più indulgente con le capacità della power unit, le fasi di harvesting e deployment restano senza dubbio cruciali per la prestazione.
Leclerc sembra trovarsi piuttosto a suo agio con la vettura. Lo testimoniano i tempi che arrivano con facilità a bordo della SF-26. Al contrario, Lewis sta combattendo un po’ troppo con il volante. C’è infatti una certa tendenza al sovrasterzo che Lewis deve contenere. L’inglese, che nei primi due settori aveva fatto segnare tempi record, nel terzo ha dovuto alzare il piede per non perdere la vettura.

Va pure detto che il livello attuale di grip non è super. Interessante notare come l’ala posteriore di Lewis sia ricoperta di flow-viz, idem quella del compagno. La differenza riguarda la versione, con il britannico che monta la specifica base rispetto a quella nuova del monegasco. Per ora, pare che il vantaggio della configurazione studiata per Budapest funzioni, al netto del setup che va ancora studiato.
Ferrari diversifica le prove high fuel
Dopo una breve pausa, Leclerc torna in pista. Questa volta monta le Pirelli cerchiate di rosso e, a quanto pare, c’è stato solo un normale ritocco al carico sviluppabile all’avantreno per adattarsi al diverso livello di grip delle Soft. Il ferrarista mette a segno un buon giro, sebbene pure per lui resti l’eccesso di rotazione. Poco dopo, pure Hamilton abbandona la pitlane.
Nel suo caso l’handling non è ottimale. Lewis ha scelto una messa a punto di base differente, ma parliamo di dettagli. Sarà pertanto interessante capire la sua evoluzione nell’arco della giornata su questo tema. Il secondo tentativo non va in onda per gli alfieri della Rossa, considerando che la nuova Aston Martin si spacca da sola e provoca una bandiera rossa.

Una decina di minuti e si riparte: Charles monta ancora con le mescole più performanti, mentre Hamilton gira con le Medium. La Ferrari procede con la simulazione passo gara diversificando il lavoro. Purtroppo, però l’operazione non va tutto in porto. La vettura di Charles soffre un problema che lo costringe al ritiro: dal rumore pareva il cambio.
Buono il run con più carburante
Lewis mette assieme una raccolta dati importante: una decina di tornate per studiare come lavora la SF-26 con tanta benzina. L’handling non era affatto male, benché il bilanciamento tenda sempre al sovrasterzo. Va detto che precisione, che l’ala testata da Lewis non era quella base, ma la nuova macilenza senza il castello aerodinamico centrale.

Elemento che poi è stato aggiunto per l’ultima sgambata. La Rossa conferma che questa pista è amica, tenendo presente che Lewis, con poco feeling, è andato comunque molto bene rispetto al resto dei top team. Nelle Fp2 capiremo qualcosa in più, anche sulla trasmissione di Leclerc che probabilmente ha ceduto. Una cosa è certa: il team italiano pare proprio preparato in Ungheria.
Autore e illustrazioni: Zander Arcari – @berrageiz – Niccoló Arnerich – @niccoloarnerich