F1, GP Ungheria: ieri Ferrari ha dominato? Sì. Oggi però è un altro giorno e le cose potrebbe cambiare anche radicalmente. Gli sfidanti della Rossa non staranno a guardare e dopo la notte di studio arriverà il salto di qualità atteso per il resto dei top team. La Rossa deve tenere botta e per farlo non deve sbagliare nulla, imboccando la strada corretta sulla messa punto per accedere al massimo rendimento.
Ferrari vede come gli avversari oggi sono molto piΓΉ vicini
Dieci minuti dopo l’inizio della sessione, le due SF-26 abbandonano la pitlane: lo fanno entrambe con le Pirelli cerchiate di rosso per riprendere il lavoro del venerdΓ¬. Arriva subito un dato interessante che gli ingegneri di pista fanno presente: rispetto a ieri, la temperatura dell’asfalto Γ¨ 10 gradi in piΓΉ. Questo significa che la gestione gomme e attivazione sarΓ ben diversa.
Il primo giro Γ¨ di assaggio, dove le auto italiane non spingono troppo. Poi si procede con un doppio cool down, momento in cui arrivano le solite raccomandazioni relative all’handling: si parla di apice delle curve, varie staccate e chiarimenti sul carico installato sull’anteriore. Charles non vuole cambi, mentre Lewis richiede un ritocco: “plus 2 click”.

Quando i ferraristi tornano in pista, Γ¨ subito bandiera rossa. C’Γ¨ pertanto una pausa di dieci minuti per permettere alla direzione gara di rimuovere la vettura di Perez che si Γ¨ fermata in pista. Il lavoro del Cavallino Rampante continua con la simulazione della qualifica, per capire se il fine tuning fatto sulle Rosse ha funzionato o meno. Rispetto a ieri, come previsto, i competitor sono molto piΓΉ agguerriti.
Inoltre resta da capire se il cambio di temperature puΓ² favorire o meno la Ferrari. Charles chiude un giro che non Γ¨ perfetto, mentre Lewis Γ¨ costretto ad alzare il piede per qualche sbavatura unitamente ad un traffico fastidioso. Britannico che poi azzecca la performance e si mette davanti a tutti con il record nel primo e terzo settore. Il sovrasterzo c’Γ¨ sempre, ma sembra dare meno fastidio rispetto alle FP2.
Ferrari testa ancora il passo gara dopo i ritocchi al setup
Va detto che Charles non Γ¨ cosΓ¬ contento del programma di lavoro sulle gomme: a quanto capito, non Γ¨ ancora stato in grado di ottimizzare il warmup per accedere al corretto livello di grip. Anche Hamilton si lamenta un po’ della situazione, ma nel suo caso si riferisce ai cambi che Carlo Santi gli chiede sulle regolazioni dell’auto, dalle mappature della power unit al differenziale, passando per il sistema frenante.
Poco dopo Leclerc si mette in riga e, malgrado il suo passaggio sia lontano dall’essere perfetto, si mette in cima alla classifica dei tempi, risultando piΓΉ veloce del compagno di squadra di quasi 4 decimi. La seconda sgambata in pista procede con le prove high fuel: un “reprise” di quanto visto ieri, per comprendere come le modifiche hanno eventualmente cambiato il passo delle auto modenesi.

Parliamo di pochi giri, quattro o cinque, dove le Rosse sembrano ben messe in pista. DopodichΓ© Γ¨ ancora garage: la raccolta dati Γ¨ utile, ma serve ancora lavorare sui push lap in vista della qualifica. Nello stop in garage arriva qualche piccolo ritocco all’ala anteriore e lo studio della telemetria per vedere dove si puΓ² ancora migliorare il rendimento tramite l’handling.
Ferrari non trova la quadra della SF-26
Per il terzo stint ancora gomme Soft, questa volta nuove di pacca. Quando mancano dieci minuti al termine della sessione arriva il test piΓΉ probante in vista della sessione classificatoria. L’outlap Γ¨ spinto per entrambi. Le Rosse fanno fatica nel secondo settore, ma Γ¨ una scelta sulla costruzione del giro. Charles non ha dato il meglio e si trova a tre decimi e mezzo dalla vetta. Ha preso pure del traffico, perΓ².
Lewis fa meglio di due decimi abbondanti, ma pure lui non mette assieme una prestazione al top. Entrambi i ferraristi chiedono un ritocco all’anteriore, convinti che il livello di balance possa essere ancora migliorato. Charles ci riprova ma arriva molto lungo alla 1: peccato per la spiattellata sull’anteriore sinistra che sicuramente ha compromesso le sue gomme.

Pure Hamilton Γ¨ costretto ad alzare il piede nel T2, dove perde il posteriore della SF-26. La sessione volge al termine e Ferrari non Γ¨ riuscita a ottimizzare la prestazione sul giro secco. Gli avversari sono forti, ma gli alfieri della Rossa, oggi, non hanno mostrato la stessa facilitΓ di manovra sulla vettura. Serve fare quadrato e rendere piΓΉ equilibrata l’auto nel secondo settore.
Autore: Zander Arcari β @berrageiz
Immagini: Scuderia Ferrari