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F1, GP Olanda: perché Ferrari ha le doti per lottare al vertice a Zandvoort

F1, GP Olanda: round numero 12 della F1 che rappresenta una sfida per la Ferrari, storicamente in difficoltà su questa pista tracciato per limiti di adattamento. Nonostante le insidie legate al meteo e al recupero di energia, la SF-26 possiede i tratti distintivi necessari per dare il massimo. La chiave del fine settimana risiederà nel setup iniziale e nella perfetta gestione termica degli pneumatici.

Lo studio della Rossa su Zandvoort

Il Circus fa tappa a Zandvoort. Una pista di F1 in cui la Ferrari non si è mai adattata del tutto nel breve periodo di permanenza in calendario. Sebbene l’attuale generazione di monoposto sia ben diversa dalla precedente, persistono evidenti punti di connessione. Alcune peculiarità tecniche vengono inevitabilmente ereditate: è un dato di fatto.

Ragion per cui non è da escludere qualche ulteriore problema di adattamento su questo tracciato. Nella passata stagione, ad esempio, la Rossa perdeva in maniera cronica in due punti precisi lungo l’intero circuito: grattacapi troppo specifichi per trovare una soluzione immediata. Ed è proprio per questo che il weekend del team italiano fu alquanto brutto.

F1 Ferrari SF-26 GP Olanda
Il ritiro di Charles Leclerc (Ferrari) a bordo della SF-25 al GP di Olanda 2025 dopo il contatto con la Mercedes di Kimi Antonelli

Nei prossimi giorni cosa vedremo? Senza dubbio è lecito attendersi che, nelle ultime tre settimane, il Cavallino Rampante abbia studiato parecchio la pista olandese. I tecnici hanno condotto analisi decisamente più approfondite su questi limiti strutturali, ovviamente riferendosi ai tratti distintivi della SF-26: una vettura che può potrebbe pure fare bene a Zandvoort.

Ferrari ha le doti necessarie per la pista olandese

Oltre a questa visione macroscopica dell’approccio Ferrari al fine settimana, come sempre il risultato dipenderà, ancora una volta, dalla natura del setup di base deliberato dal team italiano. Il circuito olandese presenta pochi rettilinei ed è una pista con tantissimi tratti guidati: percorso dove si esige il massimo carico aerodinamico unito a un eccellente grip meccanico.

Entrambi questi elementi rappresentano fattori nei quali la SF-26 possiede tutto il potenziale per eccellere. La Rossa gode di un asse anteriore molto solido alle medio-alte velocità, una chiara e forte caratteristica che favorirà sensibilmente la rotazione a centro curva. Parliamo di un elemento che segnerà un netto passo avanti rispetto all’anno scorso.

F1 GP Olanda Ferrari SF-26
Charles Leclerc guida la Ferrari SF-26 nel GP di Budapest

Ci sono, inoltre, svariati tratti che premiano le fasi di accelerazione. Anche in questo caso possiamo asserire senza la paura di essere smentiti, che le doti di trazione che la Ferrari porta con se sono importanti: un’ulteriore peculiarità favorevole alla vettura di Maranello nelle velocità medio basse. Insomma: gli ingredienti ci sono, serve solo dosarli nel modo giusto.

Un asfalto con tanto grip può favorire la Mercedes

Come sempre, molto dipenderà anche dallo sfruttamento delle mescole. La superficie della gomma si scalda parecchio a Zandvoort, in particolar modo nel terzo settore. La monoposto italiana ha mostrato riscontri positivi su questo fronte, riuscendo a bilanciare in maniera egregia la gestione termica degli pneumatici lungo l’intero arco della tornata.

Certo non sono mancati episodi in cui l’amministrazione delle coperture è parsa deficitaria: Lewis Hamilton se ne era lamentato a Monaco, ma le cause scatenanti potrebbero pure essere riconducibili alle specificità del tracciato monegasco. Sappiamo bene che l’asfalto gioca un ruolo determinante: Mercedes fatica sulle superfici usurate, scenario che non dovrebbe palesarsi a Zandvoort.

F1 Mercedes Antonelli GP Olanda
Andrea Kimi Antonelli a bordo della Mercedes W17 nel fine settimana del Belgio

L’asfalto manto olandese ha circa sei anni di vita e garantendo elevati livelli di grip dovrebbe assecondare al meglio le esigenze tecniche della scuderia di Brackley. Ma attenzione alle variabili meteorologiche: raffiche di vento hanno avvantaggiato o penalizzato le auto. In Ungheria, la pole di Norris è arrivata anche grazie a una condizione di vento favorevole.

Ogni vettura dispone di una precisa mappa aerodinamica e l’intensità del vento può esaltarne o affossarne le qualità; non a caso, giocò un ruolo cruciale persino nella qualifica olandese dello scorso anno, quando a conquistare la pole fu sempre Norris. C’è poi il team acqua, perché pare siano previste buone percentuali di pioggia. Vedremo.

Ferrari: recupero di energia critico, ma i segnali sono ottimi

Infine, la chiave di lettura si posta sul recupero di energia. In Olanda le frenate pesanti sono poche, rendendo difficoltosa la ricarica dei sistema ibrido. Ferrari non può permettersi di usare troppo alla tecnica del burn for charge rispetto a Mercedes, trovandosi obbligata a massimizzare il recupero esclusivamente durante le staccate.

Sebbene si tratti di una criticità nota da inizio campionato, i segnali recenti sono decisamente incoraggianti. Esempio lampante i fine settimana di Gran Bretagna e Spa-Francorchamps: in entrambi i casi, l’attento lavoro sui marginal gains ha permesso di tamponare ampiamente le perdite cronometriche nell’arco del giro.

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dettaglio della power unit Mercedes montata sulla W17

Non c’è stata una vera e propria soluzione magica, ma a Maranello hanno compreso in modo graduale e profondo il funzionamento della SF-26, ottimizzando il risparmio energetico in ogni singolo istante di gara. Questo processo ha reso la vettura estremamente competitiva sull’Hangar Straight di Silverstone e nel primo settore di Spa.

Su questo fronte specifico, il simulatore ha un ruolo di primaria importanza per la programmazione ottimale del software. Molto dipenderà dal lavoro svolto direttamente in pista sul setup per incidere sulla performance globale. L’unica reale incognita resta il peso specifico di ciascuno di questi fattori: un dato che emergerà con chiarezza solamente al termine delle primissime sessioni in pista.

Autori e illustrazioni: Zander Arcari – @berrageiz  – Niccoló Arnerich – @niccoloarnerich

Immagini: Scuderia Ferrari – Mercedes