F1 Red Bull RB22

F1, rebus e limiti Red Bull: perché la RB22 è così difficile da bilanciare

In F1, Red Bull RB22 evidenzia pesanti criticità, con Verstappen costretto a gestire una monoposto imprevedibile e complessa. Il direttore tecnico Waché conferma instabilità in ingresso curva e chiare difficoltà nel settare l’auto. A complicare la situazione tecnica di Milton Keynes si aggiunge la oramai folta e sempre più preoccupante fuga di figure chiave dell’organico.

Red Bull: ritardo su update efficaci rispetto al resto dei top team

Come ogni monoposto da competizione, anche la Red Bull ha evidenziato diversi limiti nella prima parte del mondiale di Formula 1 206. Il compito del team è lavorare su queste criticità per smussare i difetti, con l’obiettivo di estrarre tutto il potenziale della vettura. Osservando esclusivamente la classifica finale, il weekend in Ungheria potrebbe far sembrare che la squadra austriaca sia una buona posizione.

F1 Red Bull RB22 Verstappen
L’olandese Max Verstappen (Red Bull) nel fine settimana del Gran Premio di Ungheria

Tuttavia, la realtà è ben diversa. Verstappen stesso era molto sorpreso di trovarsi sul secondo gradino del podio, a Budapest. Sapeva di trovarsi lì sopra più per le chiamate corrette a livello strategico che per le prestazioni assolute della sua RB22. Olandese che ha lamentato una vettura molto difficile da guidare. Tra sabato e domenica non è cambiato nulla, in pratica.

Max ha faticato a domare l’eccesso di rotazione. Da una curva all’altra, ha dovuto cercare di assecondare l’evoluzione del bilanciamento della sua RB22. Il punto attuale è che la Red Bull, per diverse ragioni, si trova arretrata con lo sviluppo dell’auto. Si potrebbe pensare che ciò sia imputabile al fatto che, nella passata stagione, la squadra abbia dovuto spingere con gli aggiornamenti fino all’ultima gara.

McLaren MCL40 F1 Red Bull RB22
Il confronto tra il vecchio e il nuovo fondo della McLaren MCL40

Questo, considerando visto che Verstappen si stava giocando il mondiale. Tuttavia non è affatto così, pensando che McLaren si trovava nella medesima situazione; forse anche peggiore, avendo vinto il mondiale costruttori e godendo quest’anno di minori benefici imposti dal regolamento sugli ATR, i test che regolano le ore da spendere tra galleria del vento e CFD.

Red Bull, handling difficile da decifrare: Waché lo conferma

Ne ha parlato lo stesso Pierre Waché, direttore tecnico della squadra: “Da Monaco i competitor sono migliorati molto”. Al di là della gara di Budapest, dove i compromessi richiesti dal tracciato non erano particolarmente compatibili con la Red Bull, c’è un problema di fondo. Tema sul quale il francese si è speso davanti ai microfoni senza trovare alibi.

Con questa nuova macchina, vediamo un problema differente ogni volta che andiamo in pista a girare“. La RB22 sembra proprio essere una di quelle monoposto in cui la lettura tecnica si rivela davvero troppo spesso estremamente complessa. C’è anche da considerare che, quando si rincorrono auto più rapide, le operazioni in pista per la ricerca del setup ottimale diventano più intricate e difficili.

F1 Red Bull RB22 Verstappen Waché
Il direttore tecnico Pierre Waché (Red Bull) nel weekend del GP di Barcellona

Waché ha poi ampliato le considerazioni sull’attuale progetto, sottolineando che “le caratteristiche limitano quello che si può fare in termini di bilanciamento”. I grattacapi sono concentrati in una specifica fase della curva: “Abbiamo limitazioni di stabilità in ingresso e di sottosterzo a centro curva. Cerchiamo di aggirare questi aspetti ricorrendo ad alcune soluzioni meccaniche per compensare”.

Milton Keynes ha perso parte della capacità di risollevare le sorti del weekend agendo sulla messa a punto della monoposto

Avere instabilità in ingresso significa che l’auto è poco prevedibile, fattore che si ripercuote poi sull’intero arco della curva. Il discorso sul sottosterzo potrebbe sembrare in antitesi con quanto dichiarato in precedenza da Verstappen sull’eccesso di rotazione, ma in realtà esiste una spiegazione che attua da collante per le due affermazioni.

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L’ala Macarena che Red bull ha riproposto al Gran Premio di Ungheria dopo lo stop di Spa-Francorchamps

Con una vettura così complessa, si cercano assetti sempre più estremi che finiscono per non funzionare, o che operano all’interno di una finestra veramente molto ridotta e sensibile a qualsiasi variabile. Ed è per questo che risulta plausibile come, nel tentativo di curare il sottosterzo a centro curva, ci si ritrovi poi a generare un chiaro eccesso di rotazione in altre fasi.

L’equilibrio tra i due comportamenti è spesso molto delicato quando una vettura risulta difficile da mettere a punto. “Riguardo ai problemi avuti con l’auto all’inizio, è chiaro che ci mancava un po’ di carico aerodinamico rispetto agli avversari. Avevamo pure noie meccaniche, con il pilota non percepiva bene il mezzo attraverso lo sterzo, un problema che abbiamo corretto nelle fasi iniziali” spiega Waché.

Poi aggiunge: “ci è voluto un po’ di tempo e questo è andato a incidere sulle prestazioni complessive e sul potenziale della monoposto. Abbiamo avuto delle difficoltà con il feeling del pilota; non è un segreto”, ha concluso Waché. Non mancano, infatti, diverse lamentele da parte di Verstappen anche sul fronte del feeling con la sua RB22, un aspetto che va oltre il semplice bilanciamento.

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Il francese Pierre Waché (Red Bull) nel weekend del GP di Austria

Oltre ai già citati problemi allo sterzo, sappiamo bene quanto l’olandese si lamenti spesso anche della fluidità delle cambiate. Senza contare, che la scuderia si sta lentamente smembrando. In pista, il gruppo di lavoro che interveniva direttamente sull’assetto, analizzando e risolvendo i problemi più specifici, si sta sfoltendo. Sono davvero tante, infatti, le figure cruciali che il team ha perso nell’ultimo mese.

Autori e illustrazioni:  Zander Arcari – @berrageiz  – Niccoló Arnerich – @niccoloarnerich

Immagini: Red Bull