La nuova F1 2026 parte da due capisaldi: la strategia Ferrari e il numero 120. Centoventi sorpassi è quello che strombazzano sui social, Urbi et Orbi, i profili social ufficiali di Stefano Sunday. Lo stesso che, qualche giorno prima, s’era pure risentito per le critiche dei piloti a questo regolamento e a queste monoposto di Formula E agli steroidi. Poi c’è la Rossa che non cambia mai…
F1 2026: e lo show di plastica è servito, signore e signori…
“Suvvia, signori, voi dovete stare zitti e guidare, che so io cosa ci vuole per la F1 !”. Sintetizzo io per lui, visto che potrebbe parlare per ore senza dire nulla di importante, come da vecchia scuola democristiana. D’altronde sono sempre più convinto che se non fosse stato in F1, il nostro avrebbe avuto un futuro assicurato in politica, appunto vecchia scuola DC.
E’ che quel numero racconta non di una vittoria, ma di un fallimento. E se Napoleone poteva spacciare l’ingloriosa figura fatta in Egitto come una vittoria, anche Domenicali può spacciare uno sport elettrificato e di plastica con gioia e felicità. Ma anche questa gioia e questa felicità sembrano finte, precaricate e di breve durata.

Esattamente come le batterie affamate di energia di questi mostri ibridi partoriti da Nicolino Tombazis, un genio incompreso che ci dobbiamo tenere da ben 12 anni! 120 è un fallimento. Perché non sono veri sorpassi, non sono i piloti che si sfidano al massimo delle loro possibilità, facendo emergere il loro talento a suon di guida al limite, senso della velocità, staccate profonde e via discorrendo.
Sono, per lo più, quel numero, centoventi… quasi sempre i piloti che si “scambiano le posizioni” aspettando che la batteria si ricarichi o cercano di difendersi mentre la batteria si scarica. E questo è un aspetto incredibile, anche se ampiamente previsto dalle simulazioni.
Gli altri problemi della Formula 1
L’altro è che i piloti devono veleggiare, vedere che la monoposto alla fine di lunghi rettilinei quasi si ammutolisce e rallenta pesantemente. Devono sollevare con dolcezza il piede dall’acceleratore perché sennò vanno più lenti di una tartaruga dopo la curva… e non possono farci niente.
I più bravi tendono ad emergere comunque. Ma va?! L’altro aspetto importante è la sicurezza per le decelerazioni spesso improvvise. O la sicurezza per guasti improvvisi in recupero di energia che possono trasformare i piloti in passeggeri. Vedi Verstappen nel Q1 e probabilmente anche Piastri poco prima della gara. Ma non s’era detto che la sicurezza è la prima cosa in F1? O mi sono perso qualcosa?
Per non parlare dell’aerodinamica attiva. Dio non voglia che ci sia qualche problema con quella. Ora, di per sé queste monoposto avrebbero ottimi motivi per dare soddisfazioni. Però c’è quel dannato 50/50, la percentuale fra potenza elettrica e “tradizionale” (i brutti, sporchi e cattivi cavalli derivanti da benzine) che è una vera e propria condanna.
La situazione tragica della FIA
La F1 si è infilata in un ginepraio ideologico che l’ha pesantemente castrata, il “green”, proprio mentre il mondo ha preso atto della realtà e sta attuando un percorso inverso: non rinnegare elettrico e ibrido, ma gestirlo con maggiore pragmatismo e intelligenza. Sapete cosa mi da più fastidio? L’ipocrisia della Formula 1 sembra davvero non abbia limiti.
Abbraccia una battaglia ideologica perché “va di moda” ma, nel frattempo, aumenta a dismisura le gare in calendario con spostamenti a trottola per tutto il mondo che inquinano assai. Ma si sa, da anni al board di FIA e F1 sono un poco lenti nel fiutare i tempi e non manca la faccia di gomma. E così hanno varato norme che forse potevano avare senso tre anni fa, ma che ora risultano superate e per certi versi folli.
La F1 2026 ha creato il suo Frankenstein; ma la creatura, come nel romanzo, è brutta e deforme. I piloti sono quasi tutti, forse a parte il piangina Russell (e chissà perché) scontenti. E forse raramente ho visto tale unanimità negli ultimi decenni. Sui social, non parliamone. Ma anche nella stampa generalista del motorsport, la Formula 1 ne esce davvero maluccio. C’è la possibilità di qualche inversione di rotta?

Bisogna aspettare anche qui la realtà. La realtà che si impone sull’ideologia e sui compromessi politici. A proposito di politica e dintorni… Totone Wolff ancora una volta tiene per gli attributi tutti. Motore che è, non nella forma, ma nella sostanza fuori dalle regole. Interpretazione spregiudicata e tarocca di un regolamento scritto da “16 ubriachi al bar” (semicit.).
Ma ora, come fai a risolvere questo pasticciaccio? E’ un ginepraio da cefalee croniche. E così i centoventi sorpassi sono solo rumore di fondo… Mondiale già ipotecato, tanto non succederà nulla di rilevante il primo di giugno… e gare di Formula E con gli steroidi. Well done, Mr. Domenicali!
GP Australia 2026: Ferrari spreca il potenziale della SF-26 ignorando la Safety Car
Russell. Voto: DUE. Gli avrei dato 8, ma non se ne può più di sentire i suoi continui lamenti. Purtroppo dovremo sorbirceli dal nuovo campione del mondo per altre venti e passa gare. Ci faremo il callo. Nel frattempo… DUE!

Kimi. Antonelli Voto: 8 meno. A mio parere ancora acerbo in certe situazioni. E pure lui con la sfortuna in stile Leclerc, talvolta.
Kimi miracolato dalla FIA. Voto: boh! Continuo a chiedermi come mai il team sia stato sanzionato (ha causato pure una bandiera rossa in qualifica) con due spicci e come mai non ci sia stato un arretramento in griglia. Altra nuova variante delle interpretazioni regolamentari a “capocchia di spillo”. Vedremo se con situazioni similari e con i piloti di altre scuderie ci sarà simile metro di giudizio…
Formula Mario Kart (Leclerc dixit). Voto: meno10 e lode
Charles Leclerc. Voto: 9 Al netto dei sorpassi finti, Leclerc ha fatto sudare oltre modo mister piangina campione del mondo 2026…
Lewis Hamilton. Voto: 8 e mezzo. Sembra tutto un altro pilota rispetto alla scorsa stagione con la Ferrari! Ottimo. Avevano ragione quelli che dicevano che la precedente tipologia di vetture non l’ha mai digerita. Bene così…

Muretto Ferrari. Voto: inutile infierire. Ci sono tre cose sicure nella vita: la morte, le tasse… e le brillanti strategie Ferrari
Max Verstappen. Voto: 8
Dichiarazioni Max Verstappen. Voto: da numero UNO. Dopo la gara, ma ce ne sono tante altre: “Penso che la FIA dovrebbe preoccuparsi di queste regole […]. Piloti o tifosi, noi vogliamo il meglio per la Formula 1 e non siamo critici solo per il gusto di esserlo. Volevamo una F1 2026 vera non una versione sotto steroidi ma oggi, ancora una volta, non è stato così”,
Alonso. Voto: Via Crucis Certo che ad Alonso non ne va proprio bene una in questi anni eh…
Adrian Newey TP. Voto: non è il suo mestiere

Vanzini. Voto: forza! Non seguo le sue cronache sportiva da anni, perché non mi piace la “telecronaca urlata”. Ma tifo totalmente e fortissimamente per la sua gara più importante!
P.S.: Ci rivediamo presto… anche se non so cosa potrà accadere ai prossimi gran premi, vista la delicata situazione internazionale.
Autore: Mariano Froldi – @MarianoFroldi