Kimi vince ancora. Antonelli comanda la classifica mondiale e porta l’Italia sul tetto del mondo. La F1 2026 offre una grande occasione al bolognese, che malgrado la giovanissima età non ha alcun timore referenziale verso il più esperto compagno di squadra. Deve lavorare sulle partenze però, una situazione in cui la stessa Mercedes ha necessità di trovare qualcosa in più per non complicarsi la vita.
Antonelli batte ulteriori record con Mercedes
Che bello sentire l’inno italiano. Succede per la seconda volta consecutiva grazie a Kimi Antonelli. Il bolognese tiene la mano sul cuore sotto le note di Fratelli d’Italia. Un orgoglio nostrano che va esaltato. Questa volta non ci sono lacrime sul podio, ma tanta consapevolezza. Andrea sorride, esulta, alza la coppa. Regola tutti gli avversari, a cominciare dal suo compagno di squadra, George Russell, solo quarto.
È stato fortunato, Kimi. Dopo una partenza pessima che lo relega in sesta piazza, il bolognese non molla il colpo e inizia la sua rimonta. La Safety Car lo aiuta parecchio, in quanto gli permette di realizzare il suo unico cambio gomme per passare alle Hard in metà del tempo. In questo modo prende la testa della corsa e la mantiene brillantemente sino alla bandiera a scacchi.

Un secondo stint in “free air” dove l’italiano prende il largo e macina giri veloci. Un successo che lo porta primo in classifica, come il pilota più giovane della storia a comandare un mondiale di Formula 1: nove lunghezze di vantaggio sul compagno di squadra. Il campionato è ancora molto lungo, ma il talento della Mercedes ha tutta l’intenzione di lottare per il titolo iridato.
Kimi mette in mostra la lucidità necessaria per puntare al titolo
La super prestazioni di Kimi non è passata affatto inosservata agli occhi di Toto Wolff. Il team principal e co-proprietario della Mercedes si gode il momento d’oro del diciannovenne bolognese. Lo fa mentre sottolinea come la costanza e la solidità mostrate abbiano definitivamente spazzato via i fantasmi di quel difficile esordio a Monza nel 2024. Un qualcosa al quale non vuole nemmeno più pensare.
“Sì… non ricordarmi Monza 2024, è stata… è stata dura. Uh, sì, penso assolutamente che Kimi abbia dimostrato di essere molto veloce. Con l’esperienza accumulata ora è in grado di portare a casa weekend solido, e fornire prestazioni sempre costante“. Il commento del manager di Vienna è centrato, fotografando alla perfezione l’attuale stato psico fisico di Antonelli.

Non si deve mettere pressione a Kimi che defe ancora crescere. Tutto corretto: l’esperienza conta sempre. È però evidente quanto Antonelli sia maturato grazie al “percorso di crescita” del mondiale 2025, con il team di Brackley a offrirgli un supporto totale. Wolff, in primis, lo ha sempre tutelato, talvolta rimproverato, ma sempre con cognizione di causa e nell’ottica di farlo migliorare.
Un contesto perfetto per un giovane pilota chiamato a raccogliere l’eredità di un certo Lewis Hamilton, sette volte campione del mondo. Con solo tre round disputati, la stagione è ancora tutta da scrivere. Mercedes resta il punto di riferimento, ma presto la situazione potrebbe evolversi: la McLaren ha mostrato un chiaro passo avanti e anche la Ferrari non intende certo restare a guardare.
Il prossimo mese di pausa sarà decisivo da questo punto di vita. Lasso di tempo in cui Kimi deve mantenere la calma, continuare a lavorare su stesso e ripresentarsi al Gran Premio di Miami con lo stesso piglio da vincente. Russell non mollerà il colpo e la sfida interna resta lo scoglio più duro per Antonelli, considerando che George attende l’anno buono per vincere oramai da diverse stagioni.
Antonelli, disastro al via: “Ho commesso un errore”
Non cerca scuse, Kimi Antonelli. Nonostante il trofeo del vincitore tra le mani, il diciannovenne neo-leader del mondiale analizza con estrema lucidità i momenti critici del suo Gran Premio del Giappone, a partire da uno scatto al via che lo ha fatto temporaneamente sprofondare in sesta posizione. “Ero molto infastidito per la partenza”, ammette senza filtri il talento della Mercedes.
“Sembrava che stessimo facendo un buon lavoro, lo spunto iniziale sembrava forte, ma poi in gara penso di aver semplicemente commesso un errore che mi ha messo in una posizione davvero pessima”. La maturità di Kimi emerge prepotentemente anche nell’analizzare l’episodio chiave della corsa: la neutralizzazione.

Antonelli riconosce apertamente di essere stato graziato dall’ingresso della vettura di sicurezza, pur sottolineando come il potenziale della sua monoposto fosse già evidente. “Siamo stati fortunati con l’esito della Safety Car, anche se con le mescole medie avevamo un passo davvero forte. A volte va male, questa volta è andata bene per me e ne sono grato”.
Un ritmo inavvicinabile sulle Hard: ora nel mirino c’è Miami
Se la Dea Bendata gli ha teso la mano nella prima metà di gara, è nella seconda parte che Antonelli ha costruito il suo capolavoro. Lo ha fatto mettendo in mostra un ritmo martellante e inavvicinabile per la concorrenza. Una volta montate le gomme Hard sulla W17, l’italiano ha trovato una simbiosi perfetta con la vettura, dettando legge in pista.
“È stato uno stint davvero bello perché con le Hard potevo spingere e miglioravo a ogni passaggio“, racconta Kimi, soddisfatto delle sensazioni provate. “Avevo un ottimo ritmo ed è stato molto divertente da guidare, anche se alla fine stavo contando i giri perché volevo solo finire la gara e vincere“. Una prestazione di pura superiorità che lo lancia in vetta alla classifica, ma che non lo fa adagiare sugli allori.

Con tre settimane di pausa prima del prossimo appuntamento in Florida, il giovane fuoriclasse fissa già l’asticella ancora più in alto: “Lavorerò sodo sulle aree in cui dobbiamo ancora migliorare. Abbiamo tre settimane per ricaricarci: dovremo tornare più forti e io per primo devo alzare il mio livello, perché non sarà facile“. Questa la mentalità di un campione in erba.
Autore : Zander Arcari – @berrageiz
Immagini: Scuderia Ferrari