F1 Ferrari Elkann

F1, Elkann indica la direzione verso una Ferrari vincente: serve metodo

Nella lettera agli azionisti Exor, John Elkann ha scelto parole semplici e dirette: Ferrari “non è riuscita a raggiungere le proprie ambizioni in F1”. Una constatazione che non sorprende, ma che assume un peso diverso quando arriva dal vertice del gruppo. Una presa di coscienza interna. Negli ultimi anni la Rossa ha dato l’impressione di essere sempre vicino al punto di svolta, senza però riuscire a compierlo davvero.

La velocità, a tratti, non è mancata. Così come alcune intuizioni tecniche. Quello che è venuto meno è stato piuttosto il filo della continuità, la capacità di sostenere la prestazione lungo tutta la stagione, adattandosi con prontezza a un contesto tecnico in costante evoluzione. È qui che si inserisce il senso più profondo delle parole di Elkann. 

Elkann e l’incitamento alla squadra

Non c’è una critica isolata, né un giudizio legato al singolo episodio. C’è piuttosto una lettura complessiva di un ciclo che, pur partendo da basi solide, non ha prodotto i risultati attesi. E che, proprio per questo, richiede un cambio di passo importante. Il passaggio più significativo della lettera è quello in cui richiama la figura di Enzo Ferrari e il suo “museo degli errori”.

Un’immagine che, più che nostalgica, senza dubbio risulta estremamente attuale. Lo è, in quanto racconta un modo di intendere le corse che non separa il successo dal fallimento, ma li tiene insieme all’interno dello stesso percorso. “Correre significa imparare tanto quanto vincere”, scrive Elkann, indicando una direzione molto chiara da seguire.

F1 Ferrari Elkann
Il presidente della Ferrari, l’italo americano John Elkann

Non è un invito alla rassegnazione, ma alla responsabilità. Gli errori non vengono negati, né minimizzati. Vengono riconosciuti come parte del processo, a patto che diventino strumenti di crescita. In una Formula 1 sempre più complessa, dove ogni dettaglio tecnico si intreccia con la gestione operativa, la capacità di leggere i propri limiti è un passaggio obbligato. 

E proprio su questo fronte dove il Cavallino Rampante ha spesso pagato. Non tanto nella progettazione pura, quanto nella gestione delle variabili: sviluppo in corso d’opera, strategie, adattamento alle caratteristiche dei circuiti. Elementi che, presi singolarmente, possono sembrare marginali, ma che nel loro insieme determinano il risultato finale.

Elkann: Il riferimento al WEC

Il discorso relativo al successo del WEC, inserito nello stesso contesto, non è affatto casuale. Serve a ricordare che il gruppo Ferrari è in grado di vincere, di portare a termine progetti complessi con efficacia. Ma proprio per questo, il confronto con la Formula 1 diventa ancora più evidente. La categoria regina resta il banco di prova principale, quello su cui si misura davvero la solidità di un’organizzazione.

C’è poi un altro aspetto, meno evidente ma altrettanto importante che si evince dalle parole del super presidente della Rossa. Il tono utilizzato. Elkann non alza la voce, non cerca scorciatoie comunicative. Non promette rivoluzioni. Parla di “responsabilità” e di “determinazione a tornare più forti”. Due concetti che rimandano a un lavoro profondo, non immediato, ma costruito nel tempo. 

È una scelta precisa, che si inserisce in un momento particolare della Formula 1. Il regolamento è ancora in fase di interpretazione, gli equilibri non sono del tutto stabilizzati, e ogni squadra è chiamata a trovare la propria strada tra sviluppo tecnico e gestione operativa. In questo scenario, la Ferrari ha l’occasione di ridefinire il proprio metodo, prima ancora del risultato.

F1 Ferrari Elkann
Il sorriso di John Elkann, presidente del Cavallino Rampante

Il nodo non è soltanto vincere, ma capire come farlo. Ritrovare una struttura capace di sostenere la competitività nel tempo, evitando la discontinuità che ha caratterizzato le ultime stagioni. È qui che il richiamo al passato diventa utile: non per ripetere modelli, ma per recuperare un approccio. In fondo, il “museo degli errori” è questo.

Non certo una celebrazione delle sconfitte, riempiendosi gli occhi di vittorie altrui. Ma la contrario un archivio da cui partire per migliorare. Un modo per ricordare che ogni limite, se analizzato nel modo giusto, e studiato al meglio delle possibilità, può diventare un passaggio decisivo e alquanto necessario verso qualcosa di più solido come la vittoria.

Ferrari: ripartire da un’idea

La Ferrari, oggi, sembra voler ripartire proprio da qui. Dalla consapevolezza di non aver fatto ancora abbastanza, ma anche dalla convinzione di avere tutte le risorse per farlo al meglio. Senza scorciatoie, senza accelerazioni forzate. Con l’idea di costruire, più che inseguire. Lo testimonia l’avvio della stagione di F1, dove non sono mancate sorprese con altre pronte in cantiere.

Le parole di John Elkann non chiudono un discorso, lo aprono. Indicano una direzione precisa da seguire, senza definirne ancora i dettagli. Ma in una realtà come quella della Formula 1, specie quella 2026 dove tutto è cambiato e dove tutto si misura sul risultato, anche questo è un segnale importante. Forse il primo, necessario passo per tornare davvero competitivi.

Autore: Roberto Valenti

Immagini: Ferrari