Il venerdì di F1 a Suzuka si chiude con un sesto tempo per Lewis e una Ferrari che fatica a digerire le complessità tecniche della pista. Al termine della seconda sessione di prove libere, Hamilton ha delineato un quadro complesso, caratterizzato da un bilanciamento della SF-26 ancora lontano dall’ottimale. Il distacco dai battistrada preoccupa Maranello, specie per i problemi in percorrenza.
La Ferrari SF-26 sembra quella dell’anno scorso in Giappone
Il nodo centrale della giornata è l’instabilità del retrotreno. Un fattore critico su un tracciato che esige una fiducia totale nell’appoggio posteriore. La vettura è soggetta a improvvise perdite di aderenza che impediscono di aggredire i cordoli con la necessaria fluidità. Per essere competitivi tra le pieghe del circuito nipponico, è fondamentale poter contare su un asse posteriore solido e prevedibile.
Una dote che oggi è mancata drasticamente alla Rossa numero 44. L’analisi dell’inglese evidenzia una preoccupante somiglianza tra il comportamento della vettura attuale e le criticità riscontrate durante la passata stagione su questo stesso asfalto. Si nota come il modo in cui la SF-26 risponde ai cambi di direzione ricordi molto da vicino i limiti strutturali della monoposto del 2025.

Questo parallelismo spiega parzialmente perché la SF-26 si trovi in una posizione di classifica simile a quella di dodici mesi fa. La sfida è isolare questi tratti genetici e permettere alla vettura di evolvere. Le comunicazioni radio durante le sessioni avevano già tradito una certa frustrazione, con Hamilton che aveva espresso apertamente una mancanza di confidenza nel mezzo meccanico.
Il dialogo con il suo ingegnere di pista Santi e con il team principal Vasseur è stato costante, volto a identificare correttivi d’emergenza da applicare tra le due sessioni. Nonostante il pessimismo iniziale, il britannico è convinto che il lavoro notturno possa ribaltare la situazione, portando la monoposto in una “finestra” di funzionamento più favorevole.
Hamilton: il lavoro notturno come strumento per migliorare
Lewis ha descritto la situazione attuale utilizzando la metafora della “Stella Polare”: una direzione tecnica chiara è stata individuata, ma il percorso per raggiungerla resta tortuoso. Il potenziale per migliorare esiste, ma la chiave per sbloccarlo non è ancora stata trovata. La direzione intrapresa sembra essere quella corretta, ma l’esecuzione pratica richiede un fine-tuning millimetrico.
La notte sarà dunque decisiva per trasformare queste intuizioni in decimi di secondo. Per supportare questa ricerca, la Ferrari si affiderà a un “deep dive” nei dati raccolti, con il simulatore di Maranello che lavorerà a pieno ritmo per fornire nuove letture telemetriche. L’obiettivo è incrociare i riscontri di Suzuka con le simulazioni virtuali per trovare un assetto che mitighi i trasferimenti di carico laterale.

Lewis confida lo strumento virtuale possano offrire soluzioni inedite per stabilizzare la piattaforma aerodinamica nei tratti più tecnici. Solo attraverso una correlazione perfetta tra pista e fabbrica sarà possibile sperare in una qualifica da protagonisti. Un fattore che ha influenzato le libere è il rifacimento dell’asfalto di Suzuka, che ha offerto un livello di grip differente rispetto alle passate edizioni.
Mai il nuovo asfalto non ha cancellato i problemi della Rossa, rendendo semmai ancora più evidenti le lacune nel bilanciamento. La scorrevolezza della pista richiede una precisione chirurgica che la SF-26, non ha garantito. Il sabato di Suzuka si preannuncia cruciale, dove Lewis vuole sbloccare il rendimento inespresso attraverso modifiche mirate.
Autore: Andrea Bovone
Immagini: Scuderia Ferrari