Ferrari deve ancora sistemare diverse cose sulla vettura. Ottimizzare la gestione dell’energia ibrida non Γ¨ affatto semplice, specie se si accusa un ritardo importante sul deployment rispetto a Mercedes. Tuttavia, la Rossa mostra una precisa caratteristica che, sebbene nel corso dei 300 chilometri sia venuta meno, risulta evidente analizzando con precisione la telemetria: la SF-26 ha particolari doti in percorrenza che superano quelle delle Frecce d’Argento.
Ferrari, la telemetria media βingannaβΒ
Negli ultimi giorni circolano informazioni sulle quali servono alcune precisazioni. Si racconta infatti una SF-26 non allβaltezza della Mercedes in fase di percorrenza della curva, oltre che sui rettilinei. Nulla di piΓΉ falso. Bisogna dare alla Ferrari i meriti che le spettano. Capiamo pertanto da dove nasce questo equivoco analizzando la telemetria per fare chiarezza.
Se si osserva il grafico a seguire, facendo una media durante tutto lβarco della gara, sembra che Rossa sia piΓΉ debole delle frecce d’argento. Prima di tutto, riprendiamo le parole emblematiche di Russell: βla Ferrari Γ¨ piΓΉ forte di noi in curva, noi siamo piΓΉ forti in rettilineoβ. Bisogna credergli, visto che i team hanno a disposizione ben piΓΉ dati dei nostri.

Sul giro secco la vettura italiana domina il guidato e in gara ciΓ² non avviene: viene da domandarsi come questo sia possibile. Il connubio tra queste informazioni βcontrastantiβ sta ancora una volta nellβutilizzo dellβenergia. La SF-26 Γ¨ piΓΉ forte in curva, dato confermato sia Russell che dallo stesso Hamilton nel corso del weekend cinese. E in gara? Γ tutta una questione di compromesso inevitabile.
F1, Ferrari: per tutta la gara hanno dovuto attaccare o difendersiΒ
Le due Ferrari, per un motivo o per lβaltro, sono state costrette a difendersi o ad attaccare durante tutto il corso del Gran Premio. Un dato non trascurabile. Γ molto probabile che sia stata utilizzata una mappa dellβenergia differente, con l’obiettivo di appiattire il delta con la W17 sui rettilinei. Per questo in ogni allungo i delta sono piΓΉ contenuti.
Γ quindi molto probabile che per cercare di recuperare piΓΉ energia da spendere sul rettilineo, Ferrari abbia cercato di allungare i tempi di frenata, riducendo allo stesso tempo, notevolmente, le velocitΓ allβapice. Dal grafico in alto si nota pure che, in media, i due alfieri della Rossa usino molto di piΓΉ il freno rispetto alla Mercedes, un dato che va quindi a sostegno di questa tesi.

Se poi osserviamo il grafico nel suo complesso, posiamo altresΓ¬ evidenziare molteplici differenze, anche tra Russell e Antonelli, che di fatto guidavano la stessa vettura. Anche per questa semplice ragione Γ¨ molto probabile che, tutte queste differenze evidenziante dalla nostra analisi, derivino dalle mappature differenti dellβibrido, a mero scopo strategico.
SF-26: ancora deployment carente?Β
Sui rettilinei la Ferrari soffre ancora. Le differenze con la Mercedes possono essere state leggermente ridotte, ma il gap Γ¨ stato comunque incolmabile. La W17 era molto piΓΉ veloce sul dritto rispetto alla Rossa. Γ interessante analizzare la telemetria media sul lungo rettilineo che dalla curva 13 porta alla 14. Periodo di marcia che possiamo scomporre in due tratti.
Nella prima parte vediamo al SF-26 in cui ha la meglio, mentre nel secondo la Mercedes contiene il super-clipping e mantiene la velocitΓ . Questi dati si sposano bene con quanto estrapolato dalle parole di Vasseur in Australia. Avevamo concluso come la Ferrari avesse un sistema di erogazione dellβenergia troppo βfrettolosoβ. E in effetti, in buona parte, la telemetria media, conferma questa tesi.

Nel primo tratto la Rossa scarica molta energia, mentre nel secondo soffre una certa carenza. Quindi, erogare molta energia nei primi metri di un lungo rettilineo, forse non Γ¨ cosΓ¬ vantaggioso. Serve ancora ottimizzare. Aspetto sul quale Hamilton si Γ¨ espresso, evidenziando come serva molto lavoro su questo fronte e come βci sia ancora del potenziale da estrarreβ.
Autore: Zander Arcari β @berrageiz
Immagini: Scuderia Ferrari β Mercedes