McLaren batte la Ferrari ma sa bene che gran parte dei meriti derivano dal tracciato nipponico. Lo dichiara apertamente Andrea Stella, team principal dei papaya, che riconosce ancora un certo deficit a livello aerodinamico e meccanico sulla Ferrari. Team italiano che ha soffra particolarmente l’utilizzo di energia nella pista giapponese, non riuscendo a ottimizzare il rendimento ibrido della SF-26.
Stella ammette: il layout di Suzuka ci ha favoriti
Nonostante la McLaren abbia conquistato il primo podio stagionale, chiudendo davanti alla Ferrari di Leclerc, all’interno del team c’è piena consapevolezza di un gap ancora significativo. Suzuka, circuito tecnico e ricco di tratti guidati, ha comunque ribadito un concetto chiave: la power unit continua a essere un fattore determinante nella prestazione complessiva.
In questo contesto, la gestione della componente elettrica si è rivelata decisiva. Non si tratta solo di potenza pura, ma della capacità di sfruttarla nel modo più efficiente possibile lungo l’arco del giro. Una differenza che emerge in maniera evidente persino tra squadre che condividono la stessa unità motrice. Andrea Stella ha analizzando il fine settimana giapponese con lucidità.

L’italiano ha sottolineato come le caratteristiche del tracciato e la competitività della power unit abbiano giocato a favore della McLaren, riconoscendo che i rivali mantengono ancora un vantaggio in termini di grip in percorrenza. In sostanza, il podio ottenuto a Suzuka nasce in buona parte da questo fattore. Il vero segnale per i campioni del mondo è di altra pasta.
Ci riferiamo al fatto che, il team di Woking, dopo due gare passate a studiare il sistema ibrido prodotto a Brixworth, sembra aver individuato la direzione corretta per massimizzare il potenziale della power unit Mercedes. Il punto cruciale è legato all’intelligenza del software di gestione dell’energia elettrica, elemento che oggi fa la differenza tra sfruttare o disperdere performance.
McLaren usa meglio l’energia,Ferrari ci sta ancora lavorando
La power unit Mercedes, attualmente è il chiaro punto di riferimento nella Formia 1 targata 2026. Parliamo sia della fase di deployment, come già evidenziato dalla Ferrari nel weekend cinese, sia in quella di recupero energetico. Suzuka ha enfatizzato ulteriormente questo aspetto: poche frenate intense e limitate opportunità di utilizzo del DRS hanno aumentato la quantità di energia “persa” lungo il giro.
In uno scenario del genere, la capacità di recuperare e redistribuire (harvesting e deployment) energia diventa fondamentale per evitare il famoso super clipping, che in quantità eccessive diventa totalmente invalidante per qualsiasi scuderia. Ed è proprio qui che la Ferrari ha mostrato le maggiori difficoltà, non riuscendo a incidere al meglio, ne in qualifica, ne tanto meno sulla distanza dei 300 km.

Il team di Maranello ci sta ancora lavorando su, e a differenza della McLaren, almeno per ora, non è riuscita a ottimizzare il sistema. Anche per questo nella pausa del mese di aprile profonderà maggior sforzi. Per questo l’obiettivo è presentarsi a Miami con uno step evolutivo sul software. Stesso discorso per il lato aerodinamico, con il nuovo pacchetto Ferrari che verrà testato a Monza in un filmino day privato.
McLaren deve fare un salto di qualità sul telaio, ma pure Ferrari deve migliorare
Il risultato finale mette in luce rapporti di forza piuttosto netti. Mercedes dimostra di sfruttare appieno la propria power unit, supportata da un telaio generalmente performante. McLaren, sebbene non ancora dotata di una base telaistica ai livelli dei top team, riesce a bilanciare la situazione grazie a un utilizzo particolarmente efficace della componente ibrida, un vantaggio che si rivela decisivo a Suzuka.
Diversa la situazione per Ferrari, che ha il del miglior telaio della griglia. Tuttavia, il team paga un evidente ritardo nella gestione dell’energia, con differenze sensibili a seconda della conformazione dei circuiti. Stella ha ribadito come il lavoro sia tutt’altro che concluso: la squadra è ben consapevole della necessità di recuperare ulteriori decimi, sul fronte telaistico, per poter lottare costantemente per la vittoria.

Per questo, come già pianificato da Maranello, l’obiettivo è mettere a disposizione di Piastri e Norris una monoposto in grado di lottare stabilmente al vertice. Il percorso passa attraverso aggiornamenti mirati nelle prossime gare, a partire da Miami. La F1 2026 entra così nel vivo, ricordando che ad aprile la FIA analizzerà i dati dei primi tre GP per valutare eventuali modifiche al regolamento.
Autore: Zander Arcari – @berrageiz – Niccoló Arnerich – @niccoloarnerich
Immagini: Scuderia Ferrari