F1 Ferrari SF-26 GP Giappone Leclerc

F1, GP Giappone: dubbi ibrido Ferrari con solo il 20% di straight mode

Il terzo appuntamento della F1 fa tappa in suolo nipponico, dove la Ferrari avrà modo di capire tanto della SF-26: sia per la mera questione legata alla gestione dell’ibrido, passando dall’efficienza aerodinamica per poi arrivare all’amministrazione delle gomme. Un passaggio cruciale per il Cavallino Rampante che ci aiuterà a definire molto meglio l’attuale valore complessivo della Rossa.

Suzuka non aiuta la ricarica dell’ibrido

Il Circus fa tappa in Giappone, terzo appuntamento della nuova era. I problemi che affliggono la SF-26 sono alquanto nitidi. La Ferrari ha una carenza di gestione della potenza elettrica sul giro secco, ma pure, sebbene in parte minore, sulla lunga distanza. L’erogazione è il nodo principale della discussione. A Suzuka ne continueremo a parlare.

Avvicinandosi all’evento, emergono diversi fattori che potrebbero incidere negativamente sulle performance della Rossa. Il Cavallino Rampante è chiamato alla prima “risposta” stagionale, anche perché tra Australia e Cina non c’è stato un momento di pausa. Tra Shanghai e Suzuka c’era una settimana per lavorare a Maranello, dove i tecnici si sono spesi per colmare il gap dalla Mercedes.

F1 Ferrari SF-26 GP Giappone Hamilton
Il britannico Lewis Hamilton a bordo della Ferrari SF-26 nel GP della Cina 2026

Ma in Giappone interverranno diversi fattori. La FIA ha infatti limitato l’utilizzo della straight mode a solamente due zone della pista. Parliamo del rettilineo principale e del tratto che va dalla curva Spoon alla 130R. Questo significa che la percentuale della tornata in cui si potrà ridurre la resistenza all’avanzamento è minore rispetto ai primi due round.

Se in Australia e Cina la percentuale in cui veniva attivata la straight mode era attorno al 40% circa, in Giappone scende addirittura attorno al 20%. Gran parte del primo settore si passa in appoggio, con le ali chiuse e il massimo carico installato. Tutti fattori che rendono maggiore il consumo energetico. Senza considerare la carenza di forti staccate, rendendo il recupero energetico delle F1 un rebus importante.

Ferrari: l’esame più importante della stagione per l’ibrido

Da qui derivano diversi scenari. Potremmo assistere alla riduzione dell’incidenza statica delle ali, tornando in gioco il tema dell’efficienza delle monoposto. La Ferrari ha molto carico e per tale ragione si può pensare che a Suzuka possa far bene. La percorrenza dovrebbe essere un’arma importante, ma il bilancio energetico alla fine del giro, ancora una volta, potrebbe avere un peso specifico maggiore.

F1 Ferrari SF-26 GP Giappone
Charles Leclerc guida la Ferrari SF-26 nel GP della Cina 2026

Si parla molto del fatto che la SF-26 abbia problemi nel ricaricare la batteria, ma il team stesso ha smentito. Più che la ricarica dell’energia, come da noi scritto in tempi non sospetti il 10 marzo scorso, il grattacapo risiede nel mero deployment, ovvero la curva con cui la potenza viene erogata: la Ferrari scarica troppo velocemente il pacco delle batterie.

Mercedes potrebbe mantenere un vantaggio importante sotto questo aspetto, più che trovarne uno in un miglior recupero. Per tutti, comprese le due W17, recuperare poco e spendere tanto passivamente sarà comunque un’impresa. È probabile che continueremo ad osservare il super clipping sulla Rossa. Resta in dubbio se le caratteristiche “problematiche” del tracciato, a livello di energia, possano inibire la W17.

Se dovesse risultare evidente il maggior recupero energetico delle vetture tedesche, avendo un quantitativo maggiore a disposizione nell’arco del giro, ecco che verrà alla luce un ulteriore problema dell’ibrido per il Cavallino Rampante. Per questo sarà necessario osservare con estrema attenzione gli onboard sin dalle prime prove libere di Suzuka.

F1 Ferrari SF-26 GP Giappone Hamilton
Lewis Hamilton guida la Ferrari SF-26 nel GP della Cina 2026

A Shanghai, una volta attivata la straight mode sul dritto, la Mercedes “scappava via”. Una questione esaminata anche dai ferraristi dopo la trasferta cinese. Come detto, in Giappone la percentuale delle ali aperte sarà solamente del 20%. Ma questo elemento va osservato da più sfaccettature, aspetto che potrebbe in parte aiutare la Rossa se consideriamo i diversi setup e la relativa gestione in percorrenza.

SF-26: a Suzuka anche la gestione gomme sarà decisiva

Altro elemento da considerare con attenzione riguarda le coperture. Pirelli porta la gamma più dura, alla quale serve maggior calore per essere attivata. Su questo punto la SF-26 potrebbe trovare una buona arma, specie in qualifica, quando bisogna portare rapidamente le mescole in temperatura. Un qualcosa da non sottovalutare per questo terzo Gran Premio.

F1 Ferrari SF-26 GP Giappone Hamilton
L’inglese Lewis Hamilton a bordo della Ferrari SF-26 durante il cambio gomme nel GP della Cina 2026

C’è chi sostiene che la vettura italiana proprio per tale ragione “cuocia le mescole”. Tuttavia sarebbe sbagliato arrivare a questa facile conclusione sulla base del fatto che, in Cina, la Ferrari attivava le mescole Hard prima della Mercedes. L’attivazione più lenta o più rapida può essere un’arma a doppio taglio e porta con sé pro e contro: è sempre una questione di compromesso.

Autori: Niccoló Arnerich – @niccoloarnerich – Zander Arcari – @berrageiz  
Immagini: Scuderia Ferrari