F1 Ferrari SF-26 Vasseur

F1, Ferrari SF-26: la batteria si scarica troppo presto in qualifica. I dubbi di Maranello

La Ferrari SF-26 pare possa essere protagonista nella F1 2026: una vettura che appare solida e ben concepita, sulla quale, però, vigono ancora alcuni dubbi relativi alla capacità della batteria. Pare infatti che l’energia si scarichi più in fretta di quanto previsto sul giro secco, con la SF-26 che andrebbe in debito di energia. Analizziamo parole e fatti per cercare di capire.

Le parole di Vasseur fanno riflettere

Fred Vasseur ha recentemente condiviso alcune riflessioni molto interessanti. Ovviamente riguardano il rendimento della Rossa al Gran Premio d’Australia. In linea con le nostre stime precedenti, che combinavano le dichiarazioni di Leclerc con i dati raccolti in pista, emerge che il distacco reale tra Ferrari e Mercedes non corrispondeva affatto agli 8 decimi pagati sulla W17. La nostra valutazione lo collocava attorno ai 4 decimi.

Vasseur ha dichiarato di ritenere “che il vantaggio Mercedes fosse di 3 decimi”. La SF-26, come evidenziato dalle nostre analisi, possiede sì numerosi punti di forza, ma anche alcune criticità per fortuna suscettibili di correzione. Già nelle qualifiche si era delineato uno scenario più favorevole rispetto a quanto suggerito dai risultati ufficiali. Questi problemi sono stati inoltre accentuati dalle peculiarità del tracciato australiano, come confermato dallo stesso team principal.

F1 Ferrari SF-26 Vasseur
Frederic Vasseur, il team principal della storica Scuderia Ferrari

Il francese ha per di più osservato come “Melbourne non era certo una pista adatta alla Ferrari SF26, con quel lungo tratto privo di frenate in cui era necessario gestire l’energia in maniera oculata”. Una chiara argomentazione, del tutto valida, che di fatto conferma quello ipotizzato: gran parte della stagione si giocherà sul filo del rasoio per quanto riguarda la mera gestione intelligente dell’energia ricavata dal sistema ibrido delle monoposto di Formula 1.

Ferrari: la SF-26 scarica troppo in fretta l’energia accumulata sul giro secco?

La vettura italiana ha mostrato un distacco più elevato in qualifica, dove si parte con la batteria al massimo della carica e si arriva al traguardo con lo storage allo 0%. Ovviamente per dare tutto sul giro lanciato. Condizione che viene meno sulla lunga distanza, in quanto sarebbe deleterio anche per gestire la posizione della vettura in pista. Tutti hanno notato come sulla distanza dei 300 chilometri la Rossa fosse molto più efficiente. Una sorpresa un po’ per tutti.

Come abbiamo visto, il gap tra Ferrari e Mercedes tra qualifica e gara tende ad appiattirsi. La domanda che sorge spontanea è se la Cina sarà una pista adatta alle peculiarità della SF-26. Sul tema Vasseur non si sbilancia troppo ma afferma: “A Shanghai sarà tutto diverso: farà molto più freddo e come in Bahrain ci saranno sì tanti rettilinei, ma pure altrettante frenate in cui ricaricare la batteria”.

F1 Ferrari SF-26 Vasseur
La SF-26 di Lewis Hamilton nell’obiettivo della Ferrari durante il GP di Australia 2026

Da queste parole del diretto interessato si può pensare che la Ferrari possa consumare energia troppo in fretta dalla batteria in fase di giro lanciato. In Cina saranno presenti più staccate violente rispetto a Melbourne, fattore che faciliterà la loro gestione dell’energia sul giro secco. Una prova del nove per la Rossa che farà capire anche a tutti noi l’efficienza del sistema ibrido della power unit.

Non dimentichiamo come, oltre all’efficacia di base di questa componente, la bontà relativa allo sviluppo del software e alla sua relativa configurazione ricopra un ruolo cruciale per le monoposto 2026. Un qualcosa sul quale tutte le scuderie avversarie di Mercedes stanno lavorando da domenica sera, per cercare di ottimizzare quanto più possibile ricarica, stoccaggio e rilascio dell’energia recuperata dal super moto generatore MGU-K.

GP Cina: il tema gestione gomme va tenuto in stretta considerazione

C’è poi la questione legata alle coperture. Osservando gli onboard della Rossa nell’arco del fine settimana, non siamo così sicuri che la SF-26 abbia sempre gestito bene la fase di attivazione del compound. Lo stesso Vasseur ne ha fatto parola, ricordando che questo elemento dell’auto continua a ricoprire un ruolo di massima importanza all’interno dell’economia prestazionale della vettura.

F1 Ferrari SF-26 Hamilton
L’inglese Lewis Hamilton guida la Ferrari SF-26 nel GP di Australia 2026

Si sta sentendo un grande parlare di graining nei vari team radio dei team, in considerazione del fatto che, rispetto ai modelli 2025, le gomme attuali sono meno sollecitate in curva, aspetto che rende ancora più complicato portare alla temperatura target l’asse anteriore. A Shanghai sarà un tema centrale nel fine settimana, oltre al discorso sull’energia da gestire.

Autori:  Zander Arcari – @berrageiz  – Niccoló Arnerich – @niccoloarnerich

Immagini: Scuderia Ferrari