L’avvio del mondiale di F1 2026 della McLaren è già da dimenticare. Oltre a questo, è molto interessante l’interasse della vettura inglese: la MCL40 ha il passo più corto della griglia, con una differenza di 35 cm rispetto all’auto 2025 e ben 15 cm in meno rispetto alla Ferrari SF-26. Una scelta importante per il team diretto da Andrea Stella, ottenuta tramite un lavoro di fino sull’asse posteriore, senza contare il rifacimento completo del sistema di raffreddamento delle fiancate.
F1 2026: i problemi tecnici del regolamento relativi al peso
Ma stupisce altrettanto analizzare una vettura dotata di un parametro progettuale di base così distante dalle scelte della concorrenza: stiamo parlando di un interasse decisamente accorciato. Il ribaltone normativo varato dalla FIA in vista del 2026 ha dettato un taglio netto della lunghezza del passo, scesa da 360 cm agli attuali 340 cm. Una direttiva che ha raccolto il plauso unanime sia di piloti che tifosi.
In concomitanza con la riduzione degli ingombri fisici, l’aerodinamica del fondo è stata rivoluzionata, abbattendo in modo significativo l’effetto suolo. Con l’era delle “wing car”, i team erano obbligati a sfruttare per intero la soglia dei 360 cm, nel tentativo di spingere al massimo l’estensione dei Canali Venturi. Sulle monoposto 2026, viceversa, questa esigenza è sparita.
Questo perché l’area preposta a creare carico aerodinamico dal fondo vettura è ora parecchio ristretta e identica per ogni scuderia. Un’ulteriore criticità dettata dalla Federazione Internazionale riguardava il peso minimo, abbassato di 30 kg; un taglio all’apparenza logico se si considerano le auto rimpicciolite. Al contrario, proprio questo limite ha reso la vita dei progettisti più complessa che mai.

Le odierne power unit registrano un aggravio di peso di circa 34 kg; a questo va sommato lo sviluppo incessante nel campo della sicurezza, con prove di carico sul roll-bar molto più rigide e un inedito crash test frontale sdoppiato in due fasi, che hanno portato in dote ulteriore massa. La somma totale si traduce in un aumento effettivo di circa 64 kg.
Riuscire a centrare questa fatidica soglia minima sulla massa si è trasformato in un vero calvario, tenendo a mente che 10 kg in eccesso equivalgono a una penalità cronometrica che oscilla dai 2 ai quasi 4 decimi al giro, in base al tracciato. In un simile contesto, la lunghezza complessiva della monoposto si erge a variabile cruciale in fase di disegno proprio per riuscire a limare i chili.
È anche per tale ragione se siamo tornati ad ammirare macchine profondamente dissimili, caratterizzate da soluzioni innovative in svariate aree e da dimensioni del passo differenti. Era inutile abbozzare valutazioni precise poggiandosi sui render ufficiali delle presentazioni, dato che le immagini fotografiche vengono sistematicamente ritoccate prima di essere diffuse.
McLaren, la vettura più corta della F1 2026
Tra le trasferte di Bahrain e Australia, sfruttando precise inquadrature e grazie al lavoro di squadra con Camillo Morande (storico autore delle mie animazioni negli anni scorsi), abbiamo realizzato un raffronto diretto tra le “prime della classe”. L’indagine 3D ha corroborato le prime sensazioni visive nei test a porte chiuse di Barcellona. La McLaren MCL40 si aggiudica il primato di monoposto più corta del lotto.

Fino all’annata 2024, analisi di questo genere venivano condotte in maniera chirurgica in occasione del GP d’Ungheria, un’opportunità che purtroppo oggi ci è preclusa. Il recente rifacimento del circuito magiaro, di fatto, ha eliminato la sala stampa situata sopra i box e, di riflesso, la celebre terrazza che si trovava proprio sopra l’area dedicata alle verifiche tecniche della Federazione Internazionale.
Quello spiazzo costituiva una vera e propria zona “segreta”. Area della struttura estremamente utile per scattare fotografie perfettamente “in bolla”. Per forza di cose, le monoposto venivano collocate nella stessa identica posizione, sulle bilancie, in quanto dovevano centrare le quattro posizione fissate dalla FIA. La sostare per alcuni istanti per i controlli era perfetta per scattare delle immagini.
Una prassi di misurazione più agevole in confronto a quella ricavata dalle foto scattate tra i test del Bahrain e il Gran Premio d’Australia. All’Hungaroring bastava solamente armarsi di pazienza e attendere che le vetture passassero dalla pesa. Tornando all’esame delle auto, il vero colpo di scena è arrivato dalla McLaren: la MCL40 è approssimativamente 15 cm più corta del limite dei 340 cm di passo.

Un valore medio che ha trovato la conferma nella sua approssimazione direttamente da Andrea Stella e da Rob Marshall. Una scelta coraggiosa: riduzione del passo concretizzata traslando l’asse posteriore verso il corpo vettura, senza però alterare la distanza tra l’asse anteriore e l’abitacolo (o l’inizio delle pance), la quale rimane in linea con quella della concorrenza.
Lo possiamo facilmente notare tramite il confronto con la Ferrari SF-26. Tale accorgimento è chiaramente decisivo per distanziare il più possibile le turbolenze innescate dalle ruote anteriori dall’ingresso delle fiancate, ottimizzando sia l’efficienza aerodinamica che il raffreddamento. Questi 15 cm di riduzione sono ricavati compattando il blocco scatola del cambio-distanziale.
Tutto nuovo l’impianto di raffreddamento della MCL40
All’interno di questo scenario, i tecnici diretti da Rob Marshall sono stati obbligati a riprogettare l’impianto di raffreddamento. Idem per quanto riguarda le superfici aerodinamiche di pance e cofano motore. Operazione che in linea teorica dovrebbe portare benefici su ogni tipologia di circuito. L’allocazione e gli ingombri dello scambiatore situato sopra il propulsore sono rimasti quasi invariati.


Al contrario, i radiatori alloggiati nelle fiancate hanno subito un drastico riposizionamento. Come possiamo notare dalle immagini, l’elemento radiante appariva stretto e lungo, superando per dimensioni tutte le altre monoposto. La sua installazione aveva un’angolo di inclinazione decisamente meno inclinato se paragonata al pacco radiante più massiccio e corto che osserviamo sulla MCL40.
Come stretta conseguenza di questa scelta, di riflesso mutano altresì le geometrie delle fiancate e tutto il concetto legato all’estrazione del calore. Sulla MCL39, di fatto, trovavano spazio dei minuscoli sfoghi laterali sul cofano motore, abbinati a un’apertura nella parte centrale, anch’essa piuttosto stretta, che possiamo osservare al termine di questo elemento.

Facendo un passo indietro verso la stagione di Formula 1 2026, ricorderemo che la validità dello smaltimento termico sulla MCL39 rappresentava uno dei punti di forza più grandi della monoposto campione del mondo. Un sistema più evoluto ed efficace persino rispetto a quello Mercedes. Sulla neonata MCL40, invece, il cofano è completamente sigillato ai lati.
Al contrario, al termine del cofano lo sfogo della vettura 2026 presenta un’apertura centrale maggiorata. La stagione della McLaren è partita peggio del previsto e, proprio per questo, per valutare il vero potenziale legato al rendimento di tale scelta, strettamente legata al passo, serve prima di tutto sistemare i problemi legati al funzionamento della power unit Mercedes.

Medesimo discorso per l’ottimizzazione della vettura. Sappiamo che in Giappone dovrebbero arrivare i primi aggiornamenti, come lo stesso Andrea Stella ha confermato in Cina. Sarà pertanto interessante capire se i britannici hanno fatto tesoro dei grattacapi sofferti e se, allo stesso tempo, le modifiche alla veste aerodinamica faranno realizzare uno step qualitativo alla MCL40.
Autori: Giorgio Piola Design – Zander Arcari – @berrageiz
Illustrazioni: Giorgio Piola Design