F1 GP Giappone Mercedes

F1: Mercedes cerca ancora trazione, ma la W17 ha un passo super

Il venerdì di Suzuka ha restituito un quadro tecnico più chiaro di quanto dicano i tempi, soprattutto in casa Mercedes, dove il lavoro di George Russell e Andrea Kimi Antonelli è stato impostato con un obiettivo preciso: costruire la gara, più che cercare il riferimento sul giro secco.

Mercedes ancora una volta la più concreta

La classifica vede la McLaren di Oscar Piastri davanti a tutti, con pochi decimi di margine proprio sulle due W17: Ma è solo una fotografia parziale. A Suzuka, più che altrove, il venerdì serve a capire come gestire energia e pneumatici su un tracciato che non perdona errori, con un asfalto abrasivo e una sequenza di curve che mette sotto stress sia la vettura che il pilota. 

In questo contesto Mercedes ha scelto un approccio lineare, completando un programma molto ampio e senza cercare la prestazione assoluta. Antonelli ha chiuso la giornata in seconda posizione, confermando una crescita costante tra FP1 e FP2. Il lavoro dell’italiano si concentra specie sul primo settore, quello delle “S”, dove il bilanciamento dell’anteriore è determinante per evitare sottosterzo e perdere ritmo.

F1 GP Giappone Mercedes Antonelli
Andrea Kimi Antonelli (Mercedes) nel fine settimana di Suzuka

Le raffiche di vento, presenti soprattutto nel pomeriggio, hanno reso più complicato trovare continuità, ma le indicazioni raccolte restano positive. “Questo primo venerdì a Suzuka è sostanzialmente positivo. Abbiamo completato il programma raccogliendo informazioni preziose su tutte le mescole”, ha spiegato Antonelli, sottolineando però come il margine di miglioramento sia ancora presente.

“La macchina risponde bene, ma vento e temperature non ottimali hanno reso difficile mettere insieme un giro pulito. Se troviamo il giusto equilibrio, possiamo giocarcela in qualifica”. Al di là del giro singolo, è stato il passo gara a dare indicazioni più solide. Con gomma media Kimi mostra costanza sull’1:34. Un dato che conferma la bontà della W17 nella gestione del degrado.

Russell focalizzato sulla gestione dell’energia

Sul lato opposto del box, Russell ha interpretato la giornata in modo diverso. Dopo aver chiuso al comando le FP1, il britannico ha dedicato gran parte del lavoro all’analisi delle velocità di punta e alla gestione dell’energia nel terzo settore, oggi uno degli aspetti più critici con le monoposto 2026. “Le velocità che raggiungiamo sul rettilineo opposto sono tra le più alte mai viste, ed è un fattore che cambia molto l’approccio alla curva finale”, ha spiegato.

Russell ha chiuso poco dietro Antonelli, ma con un programma orientato più alla comprensione del comportamento della vettura che alla ricerca del tempo. “In generale è stato un buon venerdì. La McLaren è stata molto veloce e non possiamo sottovalutarla, ma abbiamo individuato diverse aree su cui lavorare. Domani avremo un quadro più chiaro”, ha aggiunto.

F1 GP Giappone Mercedes Russell
George Russell a bordo della Mercedes W17 nel weekend di Suzuka

Anche nei long run il britannico ha confermato la solidità della W17, con tempi costanti e una gestione pulita della gomma media. La progressione dei suoi stint, leggermente più conservativa rispetto a quella del compagno, indica un lavoro mirato a preservare la stabilità della vettura nelle fasi più critiche, in particolare nelle frenate più impegnative del tracciato.

W17: La lettura di Shovlin

Dal muretto, la lettura è stata altrettanto lineare. Andrew Shovlin ha parlato di una giornata priva di imprevisti, con la possibilità di completare l’intero programma su tutte le mescole. Un elemento tutt’altro che secondario, considerando quanto sia difficile trovare continuità su una pista come Suzuka: “Abbiamo raccolto dati importanti su ogni tipo di gomma e la vettura ha risposto bene. C’è ancora da lavorare, soprattutto sulla trazione in uscita dall’ultima chicane”.

Proprio quel punto della pista rappresenta uno dei nodi principali emersi dai dati. La gestione dell’energia elettrica nel tratto che porta al rettilineo principale incide direttamente sulla velocità e, di conseguenza, sul tempo sul giro. Un dettaglio su cui Mercedes dovrà intervenire nella notte per limare quel piccolo gap visto nei confronti della McLaren.

F1 GP Giappone Mercedes Shovlin
Andrew Shovlin, capo del ingegnere di pista Mercedes

Il traffico, inoltre, ha complicato la lettura dei long run. Trovare un giro pulito sui 5,8 chilometri di Suzuka non è stato semplice, e questo introduce un margine di incertezza nella valutazione dei reali valori in campo. Nonostante questo, la sensazione è che la Mercedes abbia lavorato su una base solida, più orientata alla domenica che al sabato.

L’analisi delle simulazioni: Mercedes top

Nel confronto con gli avversari, il quadro resta aperto. La McLaren ha mostrato sprazzi di velocità assoluta, ma con qualche interrogativo sulla costanza e sull’affidabilità. La Ferrari si conferma terza forza, ma ancora alla ricerca del giusto equilibrio, soprattutto nel primo settore. Più in difficoltà la Red Bull, che ha lavorato prevalentemente con la gomma dura senza trovare riferimenti competitivi.

In questo contesto, la Mercedes sembra avere una base più completa. Non necessariamente la più veloce sul giro secco, almeno per ora, ma probabilmente la più equilibrata sul passo gara. Ed è proprio su questo che Russell e Antonelli hanno costruito il loro venerdì. La giornata di sabato dirà qualcosa in più, soprattutto in qualifica, dove la capacità di sfruttare al meglio la gomma Soft farà la differenza.

Ma su una pista dove sorpassare resta complicato, partire davanti sarà fondamentale. Antonelli lo sa bene: “Partire in pole ti rende tutto più semplice”. Per ora, però, il segnale più importante arriva dal lavoro svolto. Senza forzature, senza cercare il colpo immediato. Solo costruzione, giro dopo giro. Ed è spesso da qui che nascono i risultati più solidi.

Autore: Roberto Valenti

Immagini: Mercedes