GP Australia, F1 2026: c’Γ¨ una ragione precisa per cui la Ferrari si Γ¨ beccata otto decimi dalla Mercedes, gap in gran parte rifilato dal team tedesco per una questione legata al software che gestisce l’utilizzo dell’energia ibrida. Un qualcosa sul quale il team di Brackley ha lavorato molto bene, mentre la Rossa, e pure la McLaren che ha lo stesso motore tedesco, patisce il medesimo problema. Cerchiamo quindi di fare chiarezza su questa importante tematica.
Leclerc: contro in software non si puΓ² nulla
Al termine della prima qualifica stagionale, davanti ai microfoni della Formula 1, Leclerc ha fatto trapelare la vera ragione per cui la SF-26 numero 16 si è beccata ben otto decimi rispetto alla Mercedes. Vettura che ha rifilato al gruppetto che segue, composto pure da Red Bull e McLaren, un gap molto grande e inatteso alla vigilia della qualifica. Charles ha cercato di spiegare la cosa toccando gli aspetti più cruciali della parte elettrica del motore. Il monegasco si è espresso così:
“Purtroppo Γ¨ ciΓ² che accade con queste macchine, non Γ¨ solo un problema nostro ma una criticitΓ generale. Ogni volta che si affronta una curva in modo leggermente diverso, la strategia in background si adatta a qualcosa che non Γ¨ ‘normale’ per i suoi parametri, e questo crea problemi. Abbiamo sofferto lo stesso intoppo in Q2, siamo rientrati ai box, e dopo la bandiera rossa avevamo a disposizione solo quel giro secco con gomme buone“, racconta il monegasco.

Poi aggiunge: “In quel momento, la strategia ha cercato di fare del suo meglio gestendo quello che si trovava davanti, ovvero una pista che offriva molto piΓΉ grip. Γ molto difficile e complicato per noi piloti scendere nei dettagli tecnici e spiegare tutto quelli che sta succedendo ai tifosi“. Parole del ferrarista che lasciano tanto spazio all’immaginazione. Per questo entriamo in campo noi, cercando di spiegare nei dettagli cosa accade in questi momenti e la ragione per cui succede.
Power unit 2026: la gestione a tavolino dell’energia ibrida
Leclerc, parlando di βstrategiaβ, non si riferiva affatto al lavoro del muretto. Al contrario, parla della strategia studiata dal team per la parte ibrida: ci riferiamo quindi al software di gestione dell’energia. Nella pratica: per ottimizzare le fasi di deployment e di harvesting, quindi di erogazione e di recupero, i motoristi di ogni team programmano delle mappe motore altamente dettagliate del singolo giro, in cui si ovviamente si decide ogni cosa.
Parliamo di definire con precisione chirurgica il momento in cui la parte elettrica del propulsore entra in azione mentre il pilota va sul gas, e i punti in cui ricaricare la batteria passando per le fasi di taglio (ovvero di clipping e derating). Al discorso dobbiamo sommare un altro fatto per capire al meglio la situazione: le mappe motore vengono studiate settimane in anticipo ma poi, solamente una volta scesi in pista avviene la necessaria calibrazione del sistema.

Il punto focale dell’analisi Γ¨ il seguente: questi tipi di software sono cosΓ¬ pre-programmati che, se si palesa uno scenario diverso da quello atteso, ecco che questa lungimiranza si trasforma in un grosso limite nel momento in cui il pilota si comporta in maniera differente rispetto a quello che il software si aspettava. Come ha sottolineato Charles, se la pista Γ¨ improvvisamente piΓΉ gommata e consente di spingere maggiormente, il software va in crisi perchΓ© perde tutti i riferimenti.
Non soffre solo la Ferrari: perchΓ© anche McLaren perde terreno pur avendo il motore Mercedes?
Come abbiamo visto stamattina all’alba, la Rossa non Γ¨ stata lβunica monoposto a soffrire di questo problema. Leclerc lo sa bene, tanto che reputa il software di gestione dellβenergia delle Ferrari come discriminante per quegli 8 decimi presi in pista. Tutte le auto hanno grattacapi su questo elemento e anche la Mercedes, sebbene in piccolissima parte, affronta questo tipo di situazione.
A quanto appreso dalla nostra redazione, con relativa dimostrazione odierna, i software studiati dal team di Brackley appaiono maggiormente flessibili da questo punto di vista. Per questo, rispetto a quanto previsto dal resto dei team, sono in grado di adattarsi in maniera piΓΉ efficiente a questi divari improvvisi. Come detto, la McLaren ha la stessa identica power unit della Mercedes.

Tuttavia, bisogna specificare che la programmazione di questi software non viene fatta dal costruttore, in quanto ogni singolo team deve produrre la sua configurazione e le varie mappature. Per tale ragione questo divario potrebbe essere colmato senza perdere metΓ stagione. Da qui, ci aspettiamo che le varie scuderie siano capaci di convergere verso la soluzione Mercedes in tempi non troppo lunghi.
Autori: Zander Arcari β @berrageiz – NiccolΓ³ Arnerich – @niccoloarnerich
Immagini: Scuderia Ferrari