La prima qualifica Sprint della F1 ha visto una Ferrari sofferente. Arrivando a Shanghai, il team era molto positivo, ritenendo la pista cinese più adatta alle caratteristiche della SF-26. Il week-end di gara con il particolare formato è sempre molto complesso, specie all’alba di una nuova era. Ora cerchiamo di capire la somma dei fattori che hanno compromesso la sessione della Rossa.
Qualifica Sprint: Ferrari senza bilanciamento
I problemi emergono quando si spinge e si cerca di portare al limite la vettura, non prima. Con un solo turno di prove libere, la Rossa si è trovata in grande difficoltà. Probabilmente il lavoro di preparazione fatto a Maranello è stato inaccurato rispetto alle condizioni che si sono ritrovati in pista. Questa è la prima premessa da fare alla luce di una qualifica in cui la prima delle SF-26 è a 6 decimi dalla pole-position.
Tuttavia, anche in questo caso è doveroso fare alcune considerazioni, perché il distacco ha delle ragioni ben precise. Alcune sono attribuibili al setup, altre a caratteristiche intrinseche della SF-26, che ritroviamo qui in Cina. Analizzando ogni singolo giro di Leclerc e Hamilton durante la sessione, emerge un chiaro quadro dal punto di vista dell’handling.
La Rossa ha mostrato molta instabilità al posteriore. Curva 1-2 è un tornante molto veloce in cui si carica molto la monoposto. In questo contesto, Leclerc perdeva ripetutamente il retrotreno, dovendo correggere e non con il volante. Specialmente nel chiudere la “chiocciola”, la Ferrari si scomponeva parecchio, con il posteriore che perdeva grip molto facilmente.

La situazione si ripeteva poi lungo il giro. In trazione, in uscita dalla 3-4, i ferraristi dovevano correggere la traiettoria perché il posteriore si “saturava”, perdendo continuamente aderenza. Il posteriore è quindi stato uno dei principali problemi odierni. Stessa cosa succedeva anche alla 6, dove più di una volta si è visto che Leclerc perdeva il posteriore in inserimento addirittura.
Nel tratto veloce del T2 ci aspettavamo una Ferrari più solida, ma senza un posteriore stabile, il vantaggio non c’è stato. Il motivo di questo sovrasterzo va ricercato nel setup, lontano dall’essere ottimizzato. Le sole Fp1 in questo caso hanno remato contro la Rossa. Il setup sospensivo appare la principale sorgente di sovrasterzo, qualcosa che potranno variare domani per cercare di recuperare bilanciamento.
Ferrari SF-26: il deployment continua ad essere un serio limite
Come abbiamo scritto a più riprese nei giorni scorsi, uno dei principali problemi della vettura modenese riguarda il mero deployment, ovvero il modo in cui l’energia viene scaricata durante il giro. Se per la giornata di domani ci aspettiamo di vedere una SF-26 più composta, inevitabilmente torneremo a vedere problemi con il deployment, che costituisce un problema più serio e più lungo da risolvere.

In pratica, l’auto Italiana non scarica bene e troppo rapidamente la batteria. Leclerc se ne è lamentato moltissimo. Questo induce un gap sia in termini assoluti, infatti il distacco con la W17 è eloquente, ma può dare dei fastidi anche a livello di handling della SF-26. Le parole di Charles sono eloquenti, con il monegasco che si domanda “cosa sta succedendo”. Solo sul secondo rettilineo ha perso ben 4 decimi.
Ferrari, Hamilton e Leclerc idealmente alla pari
Per quanto riguarda Charles, quest’oggi è stato ancora lui a soffrire di più tra i due piloti Rossa. Non è riuscito a mettere tutto assieme quando serviva, all’ultimo tentativo della SQ3. Se analizziamo l’handling dei piloti, infatti, il monegasco si è lamentato di più rispetto a Lewis. Se poi andiamo ad analizzare la tabella dell’ideal laptime possiamo trarre alcune concussioni.

Vediamo che il distacco reale, ottenuto sommando i migliori settori, rivela come Charles poteva ambire alla quinta posizione. I quattro decimi persi nel back straight all’ultimo tentativo sono da considerare una situazione anomala. Se tutto avesse funzionato correttamente, Gli alfieri della Rossa sarebbero finiti appaiati, a 6 decimi dalla Mercedes di Russell.
Autori e grafici: Zander Arcari – @berrageiz – Niccoló Arnerich – @niccoloarnerich
Autori: Scuderia Ferrari