Ferrari doveva sistemare le cose. Oltre al deployment di energia, c’era la questione gomme non sfruttate al meglio. Inoltre arriva la notizia che l‘ala Macarena testata nelle FP1 non verrà utilizzata nella qualifica, in quanto produceva una certa instabilità in frenata. Resta da capire se la scelta è dovuta pure al beneficio stimato sulle rette inferiore a quello atteso. Alla fine un quarto posto per Lewis, sesto per Leclerc: il deployment ancora una volta frena la Rossa in qualifica.
Qualifica Sprint, SQ1: Ferrari imperfetta sull’handling
Ambedue i ferraristi non perdono tempo: appena il semaforo è verde scendono in pista. Lo fanno con le gomme Medium, con le quali affronteranno la prima parte della sessione. In radio arrivano subito un sacco di raccomandazioni relative all’attivazione gomme: pratica altamente necessaria, poiché l’asse anteriore tende a raffreddarsi davvero tanto sul lungo rettilineo che collega curva 13 alla 14.
Osservando il primo tentativo dei ferraristi si vede un po’ di sovrasterzo che nelle curve più lente richiede, in alcune circostanze, alcune correzioni. Nel giro per raffreddare le coperture arriva una pletora infinita di suggerimenti relativi più che altro alle mappature pre impostate per l’handling: differenziale a centro curva e fase di staccata.

Dal secondo tentativo si nota un bilanciamento che per ora non è ottimale. C’è una leggera difficoltà nel centrare l’apice di alcune curve, mentre in altre il sovrasterzo fa presenza. Resta da capire se è un qualcosa legato alla temperatura delle mescole, o se i problemi sono relativi al setup della monoposto. Charles realizza un tentativo in più del compagno, ma poi, come l’inglese, prende la corsia box
Qualifica Sprint, SQ2: SF-26 rear limited
Per la seconda parte della qualifica si parte ancora con le Pirelli cerchiate di giallo. Gli alfieri della Rossa tornano a calcare l’asfalto cinese, scaldano al meglio delle possibilità le coperture con tanto zig zag sul lungo rettilineo del T2 e si lanciano. Il primo tentativo mette in luce un atteggiamento rear limited della SF-26, inoltre si nota qualche instabilità nei cambi di direzione del T2.
Migliora la trazione alla 4, ma alla piega numero 9 resta un eccesso di rotazione in entrata. Questa volta è Charles che torna subito ai box, mentre Lewis preferisce un tentativo extra per ottimizzare il giro. Il britannico si migliora ma il riscontro cronometrico non è molto competitivo. Il sette volte campione del mondo di F1 si apre in radio e spiega un po’ il giro, dove nella seconda parte della pista si migliora.

Nel mentre Leclerc abbandona nuovamente la pitlane sempre con le coperture medie per un giro utile a prendere più confidenza con l’auto. Osservando gli onboard della Mercedes si nota una W17 meglio bilanciata della Rossa. Le gomme ora sono ben gestite: si tratta della messa a punto non ottimale con una sola prova libera alle spalle. Un Peccato, perché la Rossa sembra abbia più potenziale.
Qualifica Sprint, SQ3: deployment fatale per la Rossa
Ci siamo, l’ora della verità è arrivata. Per questa ultima parte della qualifica si incede in pista con le gomme Soft. Sarà interessante capire se l’extra grip offerto dalle Pirelli cerchiate di rosso aiuteranno le due vetture italiane a gestire meglio l’handling. Per Leclerc va registrato uno snap importante in curva 8, dove il retrotreno della sua auto stava partendo.
Una situazione limite che ovviamente si riflette, e non poco, sul mero riscontro cronometrico. Si procede con un single charge per poi riprovare. Lewis pareva soddisfatto del suo giro, ma appena ha saputo il distacco importante su Mercedes non ci credeva. Tanto gap risiede nel deployment dell’energia. Charles invece paga un sovrasterzo marcato, che non gli permette di ottimizzare il giro.

Una seconda qualifica dove ancora una volta il deployment fa tutta la differenza del mondo, sebbene si pensasse che le staccate più frequenti della Cina potessero limare il gap. A questo punto arriva una conferma sulla nostra indiscrezione lanciata pochi giorni fa: probabilmente, la curva del deployment della Rossa è molto diversa da quella Mercedes e si scarica troppo velocemente.
I piloti ne hanno parlato in radio, lamentandosi proprio di questo aspetto legato all’energia spendibile nell’arco della tornata. Un elemento sul quale, senza dubbio, serve ancora tanto lavoro per alzare la competitività e raggiungere i super livelli del propulsore tedesco. Domani però è un altro giorno: resta da capire se le super partenze della Rossa saranno utili.
Autore: Zander Arcari – @berrageiz
Immagini: Scuderia Ferrari