GP Australia F1, Red Bull: il degrado anomalo ha frenato la rimonta Verstappen

Il Gran Premio di Australia di F1 ha offerto a Verstappen una gara diversa da quella che aveva immaginato. Partito dalle retrovie, l’olandese è risalito sino al sesto posto finale, completando una rimonta solida ma condizionata da diversi imprevisti tecnici e da un comportamento degli pneumatici più complesso del previsto. Il risultato ha rappresentato un segnale importante sul potenziale della RB22 e sulla capacità di Max di ricostruire la propria gara anche nelle situazioni più difficili.

Red Bull: una partenza subito complicata

La gara di Verstappen è iniziata in salita. Nelle prime fasi il traffico, ma il problema principale si è manifestato allo start. “Le prime tornate sono state piuttosto caotiche e la priorità era evitare problema. Alla partenza ho avuto un problema con la batteria, appena ho lasciato la frizione non avevo praticamente potenza. Poi siamo riusciti a farci strada abbastanza bene nel gruppo, abbiamo fatto alcuni sorpassi e abbiamo iniziato a capire meglio cosa potevamo fare con la macchina”.

Una situazione che ha rallentato l’accelerazione iniziale e ha reso ancora più delicato il primo tratto di gara. In quelle condizioni, la scelta più prudente è stata quella di restare fuori dai contatti e aspettare che il gruppo iniziasse ad allungarsi. Superata la fase più concitata dei primi giri, l’olandese ha iniziato gradualmente a recuperare terreno. Con pista libera davanti e un passo gara competitivo, l’olandese ha iniziato a risalire la classifica con una serie di sorpassi puliti.

F1 GP Australia Red Bull RB22 Verstappen
L’olandese Max Verstappen guida la Red Bull RB22 nel GP di Australia

Non si è trattato di una rimonta rapida ma di un recupero costruito con pazienza, sfruttando ogni occasione disponibile. La Red Bull ha trovato un buon equilibrio nella fase centrale della corsa e lil quattro volte campione del mondo è riuscito a stabilizzarsi nelle posizioni a ridosso della zona punti più alta. Tuttavia, quando la gara ha iniziato a entrare nella fase decisiva, è emerso un limite inatteso.

Verstappen: Il problema del degrado gomme sulla RB22

La gestione degli pneumatici, infatti, ha rappresentato il principale ostacolo nel tentativo di recuperare ulteriori posizioni. Il comportamento della gomma dura, in particolare, ha sorpreso il team: “Abbiamo avuto un degrado un po’ più elevato del previsto. Sulla mescola hard abbiamo sofferto molto il graining e questo ha compromesso diversi stint”. Il fenomeno del graining ha ridotto progressivamente il livello di aderenza, rendendo più difficile mantenere un ritmo costante negli ultimi giri. 

Di conseguenza, Max non ha potuto sfruttare completamente il potenziale della vettura nel finale di gara. Nonostante il calo delle gomme, l’olandese ha comunque provato a guadagnare un’ulteriore posizione negli ultimi passaggi. Avvicinarsi agli avversari, però, ha avuto un effetto immediato sugli pneumatici: “Abbiamo provato tutto alla fine per cercare di superare ancora qualcuno, ma quando mi avvicinavo le gomme si aprivano e perdevo prestazione”.

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Isack Hadjar guida la Red Bull RB22 nel GP di Australia

Al di là del risultato finale, il Melbourne ha rappresentato per la Red Bull soprattutto un banco di prova fondamentale per comprendere il comportamento della nuova vettura e della nuova power unit nel contesto di gara. La rivoluzione regolamentare ha introdotto numerosi elementi ancora da interpretare e il primo appuntamento stagionale ha fornito indicazioni preziose agli ingegneri di Milton Keynes.

Il team ha sottolineato come il weekend abbia permesso di raccogliere una grande quantità di dati che saranno fondamentali per lo sviluppo della macchina nelle prossime settimane. E il fatto che tre vetture equipaggiate con la power unit Red Bull Ford Powertrains abbiano tagliato il traguardo – due delle quali in top ten – rappresenta comunque un segnale incoraggiante.

Il ritiro di Hadjar

La gara della squadra, però, non è stata priva di delusioni. Isack Hadjar, autore di una qualifica sorprendente con il terzo posto in griglia, è stato costretto al ritiro dopo poche tornate. Un epilogo sfortunato per un pilota che aveva iniziato il weekend nel migliore dei modi e che avrebbe potuto lottare per un risultato importante. 

“Ero fiducioso di poter lottare per il podio, quindi questo risultato è davvero un peccato”, ha spiegato il franco-algerino. “Sentivo un rumore strano dalla macchina e ho capito abbastanza presto che non saremmo riusciti ad arrivare fino alla fine. È frustrante, ma queste cose possono succedere. Siamo solo all’inizio del nostro percorso”.

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La Red Bull RB22 di Isack HAdjar sula linea di partenza del GP di Australia

Il calendario della Formula 1 non concede pause: tra pochi giorni il campionato ripartirà già con il Gran Premio della Cina, a Shanghai. Sarà lì che la Red Bull proverà a trasformare le informazioni raccolte a Melbourne in un passo avanti concreto. Perché se il primo weekend della stagione è stato soprattutto un momento di apprendimento, le prossime gare diranno se il team sarà pronto a tornare stabilmente nella lotta per le posizioni di vertice.

Autore: Roberto Valenti

Immagini: Red Bull