Ferrari sta realizzando gli ultimi passi in vista della ripresa del mondiale di F1. La SF-26 scenderà in pista a Monza domani per un test super controllato, nel quale proverà la nuova veste aerodinamica e, soprattutto, cercherà di affinare i concetti relativi all’utilizzo dell’energia elettrica. Il tutto sarà strettamente legato al nuovo modello matematico inserito nel simulatore.
Ferrari F1, test Monza: a cosa serve e come funziona questa prova su pista?
In questi giorni la Ferrari si appresta a scendere in pista per una giornata dedicata al filming day. Lo farà sulla pista di Monza. Non a caso il team italiano ha scelto questo tracciato, sebbene Fiorano sia a pochi metri dalla sede ufficiale. È inutile nasconderlo: il test sarà sicuramente molto importante, considerando che verranno realizzate diverse prove sulle novità aerodinamiche.
Il pacchetto di aggiornamenti che sarà montato sulla SF-26, di fatti, farà il suo debutto ufficiale al Gran Premio di Miami, nel primo fine settimana di Maggio. In questo tipo di test, la FIA consente ai team di montare una veste aerodinamica inedita, malgrado non manchino dei limiti. Quando si porta in pista un update del genere, il punto chiave è confermare la correlazione tra CFD, galleria del vento e pista.

Il metodo per verificare questa corrispondenza consiste, generalmente, nel montare i rastrelli aerodinamici in zone specifiche oppure nell’utilizzare la vernice flow-viz. Il punto è che questo tipo di evento, essendo sulla carta di natura commerciale, non lo permette. Per tale ragione, l’eventuale conferma definitiva sulla bontà degli upgrade potrà arrivare solamente in Florida.
Test Ferrari: i dati di carico utili al simulatore
Tuttavia la prova su pista di Monza resta molto utile, poiché verranno rilevati i nuovi livelli di downforce sulla monoposto, tramite le usuali celle di carico montate internamente. Una volta raccolti in pista, i dati relativi al nuovo pacchetto aerodinamico arriveranno direttamente a Maranello, dove saranno prima elaborati e poi essere processati al simulatore.
Quest’ultimo sta lavorando a pieno regime proprio in vista dell’uscita in Brianza. I giorni successivi al test, indicativamente verso il fine settimana, si riveleranno quindi cruciali per mettere alla prova il modello virtuale aggiornato della SF-26. Spetterà ai piloti proseguire il lavoro al simulatore per affinare il comportamento della vettura e presentarsi in Florida con le idee quanto più chiare possibili.
Solo Charles e Lewis hanno guidato la monoposto reale, e per questo saranno gli unici in grado di realizzare un confronto diretto tra pista e simulatore; un passaggio davvero molto importante per scovare e correggere quelle inevitabili piccole discrepanze tra simulazione e realtà. Un compito che di solito spetta a chi guida dopo ogni Gran Premio della stagione.

In Florida, però, il lavoro di delibera del setup non riguarderà solo l’ultima versione: è molto probabile che la gara venga preparata girando anche con il pacchetto standard della SF-26. D’altra parte, l’incrocio di tutti questi dati raccolti, permetterà alla squadra di capire rapidamente se il nuovo pacchetto abbia consentito o meno un salto di qualità alla vettura italiana.
Sul fronte degli pneumatici, invece, la sessione si rivelerà pressoché ininfluente. Sappiamo bene che le norme della FIA che si incaricano di regolamentare i filming day limitano le gomme per questa tipologia di eventi all’utilizzo di precise specifiche chiamate “demo”. Uno scenario che, di riflesso, rende impossibile qualsiasi ricerca della prestazione pura.
La scelta di Monza e i test sull’erogazione della SF-26
Resta da chiarire perché la Ferrari abbia prenotato proprio l’Autodromo di Monza. Una decisione che potrebbe essere letta come piuttosto insolita se si considera la facile disponibilità delle piste di proprietà (e più vicine) come Fiorano o il Mugello. La risposta è tanto precisa quanto attuale. Il team ha deciso di concentrarsi su due fattori: ottimizzare l’erogazione e studiare l’efficienza aerodinamica.
Il regolamento dei Filming Day consente di testare liberamente nuove logiche di carica e scarica della batteria. Considerando il particolare layout della pista italiana, questo sarà sicuramente il fulcro del lavoro in pista. Poter sfruttare al meglio i lunghissimi tratti rettilinei, quindi, si rivela una mossa estremamente astuta per far emergere in fretta i limiti del sistema ibrido.

L’impegno degli ingegneri sarà pertanto rivolto alla ricerca di strategie capaci di ottimizzare la gestione ibrida. Un problema che attualmente penalizza la Rossa in misura maggiore rispetto al resto delle scuderie. L’altra priorità riguarda la lettura dei dati inerenti la resistenza all’avanzamento della Ferrari SF-26, limite che potrebbe essere limato con la nuova veste aerodinamica.
Autori: Zander Arcari – @berrageiz – Niccoló Arnerich – @niccoloarnerich
Immagini: Scuderia Ferrari