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F1, Macarena Red Bull: il colpo di genio che Ferrari non poteva sfruttare

La Ferrari non Γ¨ piΓΉ l’unica scuderia di Formula 1 a puntare sulla controversa “ala Macarena”. La decisione della Red Bull di adottare questa complessa soluzione rappresenta una definitiva validazione tecnica del progetto di Maranello. Un elemento che di fatto spazza via i dubbi sulla sua reale efficacia di questo progetto tecnico, complicato ma potenzialmente funzionante.

L’idea innovativa sulla SF-25

Quando ha fatto il suo debutto nel paddock, l’ala Ferrari ha suscitato enorme clamore. Tuttavia, trattandosi di un progetto acerbo, gli ingegneri italiani hanno impiegato intere settimane per renderlo davvero sfruttabile in pista. Il sospetto diffuso era che i team rivali avessero inizialmente valutato e poi scartato l’idea a causa della sua estrema complessitΓ , non solo aerodinamica, ma soprattutto meccanica.

Ferrari SF-26 F1
La nuova ala Macarena della Ferrari SF-26

Il vero scoglio ingegneristico, infatti, risiedeva nella chiusura dell’ala in fase di frenata: un limite vitale che il Ferrari ha di recente superato affinando sia la meccanica che il software di gestione. Il fatto che la Red Bull abbia deciso di intraprendere la medesima strada dimostra che, dopo le dovute analisi, le simulazioni promettono un vantaggio prestazionale tangibile e non solo teorico.

Red Bull evolve l’ala Macarena: stessa idea di base ma…

L’interpretazione aerodinamica che si puΓ² apprezzare dai tecnici di Milton Keynes, a quanto paro non Γ¨ un semplice esercizio di copia e incolla. Al contrario parliamo di un vero e proprio passo avanti nelle logiche di attuazione dei flap mobili. La differenza piΓΉ macroscopica emerge nel posizionamento dei profili nella configurazione da basso carico.

Nel caso della Red Bill Γ¨ speculare. Sulla monoposto di Maranello, la rotazione dei flap avviene facendo perno sul bordo d’uscita del primo elemento. La cinematica prevede che, nella posizione finale, i due profili risultino completamente capovolti, con il bordo d’uscita orientato controvento verso l’avantreno. Questo dettaglio meccanico Γ¨ cruciale per una ragione.

Red Bull F1 Ferrari
Max Verstappen a bordo della Red Bull RB22

La Rossa conferma che non punta minimamente a generare portanza con questo sistema, ma cerca esclusivamente di inibire l’estrazione del flusso dal fondo vettura. Analizzando la specifica montata sulla RB22 nei test privati con a bordo Max Verstappen, emergono evidenti similitudini concettuali. Anche per la monoposto austriaca il perno coincide con il bordo d’uscita del primo flap.

Questo significa che, durante la configurazione aperta, l’orientamento spaziale fa sΓ¬ che il bordo d’uscita si trasformi in un bordo d’entrata. L’obiettivo aerodinamico Γ¨ identico: “sporcare” momentaneamente la produzione di carico del fondo vettura per innescare una drastica riduzione della resistenza indotta, potendo cosΓ¬ migliorare la penetrazione aerodinamica sui rettilinei.

Macarena Red Bull: soluzione piΓΉ agile di quella Ferrari

Il vero colpo di genio della Red Bull, che poi Γ¨ quello che la differenzia dalla Ferrari, risiede nel verso di rotazione scelto per raggiungere la configurazione da basso carico: in questo caso diametralmente opposto. Questa astuzia cinematica, permette di ridurre sensibilmente la distanza angolare che il flap deve percorrere per il ciclo di apertura e chiusura, garantendo un risparmio di movimento pari a ben 110Β°.

Con questo sistema, il team colorato blue racing puΓ² ottenere un’attuazione molto piΓΉ agile e reattiva, un fattore che inevitabilmente velocizzerΓ  il processo di testing e la delibera della soluzione in pista. Viene spontaneo domandarsi perchΓ© gli ingegneri di Maranello non abbiano optato fin da subito per questo verso di rotazione piΓΉ efficiente. Forse non ci erano arrivati? Anche no.

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La versione dell’ala Macarena testata da Max Verstappen con la Red Bull RB22

La risposta si cela nei rigorosi vincoli dei box regolamentari imposti dalla FIA e nelle relative limitazioni fisiche del sistema di attuazione: “impacchettare” in spazi microscopici alcuni meccanismi capaci di vincere le enormi forze generate dalla resistenza dell’aria, ad oggi, resta una delle sfide piΓΉ gravose dell’intera Formula 1. Resta da capire se la soluzione Red Bull sarΓ  superiore a quella Ferrari o meno.

Autori:  Zander Arcari – @berrageiz  β€“ NiccolΓ³ Arnerich – @niccoloarnerich

Immagini: Leonardo Boschi