La McLaren si prepara a dare una svolta al suo avvio della F1 2026 con i primi veri aggiornamenti in arrivo per la MCL40. Update che faranno presenza tra il Gran Premio di Miami e quello di Montreal. Il team diretto da Andrea Stella punta a colmare il gap aerodinamico e a risolvere le criticità legate alla simulazione della power unit Mercedes per superare la Ferrari.
McLaren, un inizio complicato
L’auto inglese è un passo indietro rispetto alla Rossa, due se parliamo di Mercedes. Ovviamente ci riferiamo al telaio e all’aerodinamica. Suzuka ha fatto emergere alcuni lati positivi della MCL40, che è riuscita a scavalcare la Rossa proprio mentre la SF-26 ha perso rendimento, affossata da alcune caratteristiche della pista. Stella ha più volte espresso diverse considerazioni molto sincere.
L’italiano ha candidamente ammesso come la McLaren avesse una certa carenza di grip in percorrenza, sia nei confronti della W17 che nei confronti della vettura italiana. I primi tre Gran Premi stagionali non sono stati affatto brillanti per la casa di Woking, ma la strada appare molto più in discesa di quel che pare. Sembra paradossale, ma ci sono diversi elementi da considerare in questo complicato inizio del mondiale.

Sempre Stella ha chiarito le ragioni che hanno prodotto questa brutta partenza di campionato per la McLaren. Anzitutto va detto che la scuderia ha concentrato i propri sforzi sino all’ultima gara del mondiale 2025. Un qualcosa che non ha dovuto fare il team di Maranello. Per questo la squadra di Woking è arrivata a Melbourne tutto tranne che preparata come avrebbe voluto.
MCL40, lo svantaggio iniziale
Ciò malgrado, i passi in avanti sono arrivati rispetto al Bahrain. Va pure ricordato che la MCL40 è in pratica la stessa vettura del primo giorno di test, non avendo inserito aggiornamenti importanti. Questo era il piano del team, seguendo un approccio differente rispetto al resto dei competitor. Serviva capire la piattaforma dell’auto su cui basare gli sviluppi successivi. Al momento, la MCL40 sta fornendo i riscontri attesi.
Il range di aggiornamenti attesi per la McLaren è molto aggressivo. I tecnici sono convinti che l’auto possa realizzare un importante step in avanti nel mese di maggio. Questo tenendo presente che, essendo campione del mondo in carica, disponeva del minor numero di ore in galleria del vento e delle maggiori penalizzazioni in termini di prove al CFD. Non un semplice dettaglio nello scenario complesso della F1 2026.

Tirando le somme e mettendo assieme tutti questi aspetti, la vettura inglese ha offerto riscontri interessanti con alte prospettive per il futuro a breve termine. Serve ancora tanto lavoro, questo è chiaro. Tuttavia, arrivare davanti alle due Ferrari, che non hanno sofferto le complicanze di cui sopra durante la pausa invernale, racconta senza dubbio un contesto in divenire piuttosto ammiccante.
McLaren, aggiornamenti non solo a Miami
Come per tutti, la pausa in atto rappresenta un’occasione preziosa per costruire un pacchetto di aggiornamenti consistente, già pianificato dalla McLaren per gli appuntamenti di Miami e Montreal. Si tratterà dei primi upgrade e quindi importantissimi. Colpisce, in tal senso, come il podio ottenuto in Giappone sia arrivato utilizzando ancora la specifica aerodinamica iniziale.
Il potenziale non manca e la McLaren può ritagliarsi un ruolo rilevante nei prossimi mesi. Il nuovo pacchetto verrà introdotto tra due Gran Premi anche per una questione logistica e regolamentare: trattandosi di weekend Sprint, il tempo a disposizione per le prove è limitato. A differenza della Ferrari, il team di Woking non sembra aver prenotato alcuna pista per effettuare uno shakedown del nuovo pacchetto.

In contesti di questo tipo, di fatto, non sarebbe possibile completare una vera e propria correlazione dei dati tramite una prova su pista, ma soltanto raccogliere indicazioni di massima sui livelli di carico aerodinamico. Anche per questa semplice ragione, l’auto della storica scuderia britannica, scenderà in pista direttamente nelle prime prove libere di Miami seppur solo parzialmente aggiornata.
MCL40, il gap sta anche nella simulazione
McLaren ha continuato a lavorare a stretto contatto con Mercedes. L’obiettivo è ottimizzare ulteriormente la gestione del propulsore, un sistema estremamente complesso e conosciuto da meno tempo rispetto alla casa madre. Stella è perfettamente consapevole della situazione e, negli ultimi giorni, ha sottolineato come fosse uno scenario plausibile che chi avesse avuto la possibilità di progettare contemporaneamente vettura e power unit potesse beneficiare di un vantaggio, soprattutto nella fase iniziale del campionato.
Tradotto in termini pratici, uno dei principali limiti attuali riguarda l’integrazione dei dati della power unit all’interno dei sistemi di simulazione. Quando questa non è perfettamente rappresentata, la correlazione viene meno e, di conseguenza, anche i riscontri in pista risultano meno affidabili. Per questo motivo, in McLaren si sta lavorando per affinare i modelli simulativi e renderli il più aderenti possibile alla realtà, un ambito in cui Mercedes conserva ancora un margine di vantaggio significativo.

Il lavoro si concentra inoltre su software e strategie di gestione, considerando che esistono vantaggi di prestazione già individuati da Mercedes, mentre McLaren è ancora nella fase di implementazione. Si tratta di interventi minimi, legati soprattutto al modo in cui l’energia viene distribuita nel corso del giro, ma che, pur essendo marginali sulla carta, finiscono per generare differenze rilevanti sul risultato finale.
Autore: Niccoló Arnerich – @niccoloarnerich
Immagini: McLaren