Red Bull ha voltato pagina nella gestione del team in F1. L’addio di Horner era altamente necessario per ricostruire un ambiente sereno, puntando su organizzazione, concentrazione e strategia. L’arrivo di Mekies segna un nuovo corso dopo i cambi interni per ottimizzare le performance, tanto in pista come in fabbrica. Una decisione che parte da lontano: ma siamo sicuri che sia stata la mossa corretta?
Dal caos alla strategia: come Red Bull ha pulito l’ambiente e ottimizzato il team
La scelta di voltare pagina non Γ¨ stata affatto percepita come un rischio, ma bensi come una necessitΓ che giunti a quel punto era imprescindibile: la squadra di Milton Keynes sentiva di dover intraprendere una direzione nuova, lasciandosi alle spalle un passato turbolento ma comunque vincente. Non si tratta di un’azione dettata dalla volontΓ di sostituire persone o di punire qualcuno: una mera valutazione ponderata.
Horner portava con sΓ© una solida esperienza e aveva ottenuto risultati strepitosi partendo da zero. Nessuno puΓ² sostenere il contrario pensando all’oramai lontano 2005, quando sulle ceneri della Jordan nasce una realtΓ che negli anni a venire avrebbe dominato la massima categoria del motorsport. Parliamo dei successi ottenuti con Vettel, poi bissati da Verstappen. Ben 14 titoli iridati: otto piloti, sei costruttori.

Il lavoro di Christian Γ¨ stato sempre fortemente apprezzato da tutti all’interno della squadra. Tuttavia, fare affidamento solo su questo tipo di scenario non era piΓΉ cosa buona, secondo Mintzlaff. L’amministratore delegato del team austriaco era convinto che fosse arrivato il momento di aprire un nuovo capitolo. Di guardare avanti e costruire una fase futura basata su obiettivi concreti e nuove dinamiche.
Da qui parte l’idea di mettere a capo del team Laurent Mekies. L’ex ferrarista ha fatto una lavoro straordinario in tal senso. Ha ridato fiducia al gruppo e, assieme alla proprietΓ , ha gettato le basi per un secondo mandato del team dopo vent’anni di storia. Un qualcosa che a livello direttivo il francese ha saputo gestire sa subito, mettendosi a disposizione di tutto il gruppo di lavoro.
Red Bull, licenziamento Horner: una scelta davvero corroborata dalla pista?
La decisione non Γ¨ arrivata a cuor leggero e soprattutto non Γ¨ stata presa dall’oggi al domani. Questo racconta Mintzlaff. Al contrario c’Γ¨ stata tanta calma e riflessione approfondita per arrivare a questa dinamica. Serviva fare quadrato, come si suol dire, perchΓ© l’attenzione massima verso la pista non faceva piΓΉ presenza, fattore chiave quando si compete ai massimi livello con aspirazioni di vittoria.
L’arrivo di Mekies e l’allentamento di Horner ha “pulito” l’ambiente da una certa tossicitΓ che oramai abitava Milton Keynes. Troppe distrazioni interne, eccessi e complessitΓ sul piano organizzativo che minavano ogni settimana il rendimento in pista non solo della monoposto, ma pure di tutta la squadra. Team incapace di mettere assieme l’ottima esecuzione in pista durante il fine settimana di gara.

E in effetti abbiamo visto una grande differenza di approccio e mentalitΓ . Un qualcosa che ha portato quasi a ribaltare le gerarchie, va detto, pure grazie al grande aiuto della McLaren che ha commesso troppi errori. Team inglese che dopo aver messo in ghiaccio il titolo costruttori, ha dovuto attendere l’ultima gara per fare lo stesso con quello piloti, subendo lo smacco di vedere Verstappen come pilota con piΓΉ vittorie nel 2025.
La pietra tombale su Milton Keynes
Red Bull pareva essersi trasformata in un gruppo di lavoro orientato allβottimizzazione con la RB21 e, malgrado a livello tecnico lβauto non fosse allβaltezza della MCL39, con un solo pilota il team austriaco ha βspiegatoβ alla McLaren cosa significa la parola competere. Un monito che, per la stagione 2026, Γ¨ cambiato, perchΓ© la squadra Γ¨ piombata in crisi.
E non si tratta del motore, come si poteva immaginare, ma piuttosto della direzione tecnica legata alla monoposto. Parliamo quindi di telaio, meccanica e aerodinamica. Senza contare che Red Bull continua a perdere figure importanti, lβultima in ordine cronologico GianPiero Cambiare. Uno scenario che evidenzia la mancanza di un vero leader capace di tenere unito il gruppo.

A conti fatti, la partenza di Horner ha rappresentato il colpo di grazia per βsmantellareβ in maniera definitiva il gruppo di lavoro che ha dominato in Formula 1. Resta il solo Verstappen che, come sappiamo, sta seriamente valutando di cambiare squadra o addirittura di ritirarsi. Siamo davvero sicuri che, con Horner al comando e una revisione dei suoi incarichi con meno potere, Red Bull avrebbe sofferto cosΓ¬ tanto?
Autore: Andrea Bovone
Immagini: Red Bull Racing